Mas­se­ria Cun­titt a Cas­tel San Pie­tro

Da importante esempio di architettura rurale lombarda nel Mendrisiotto a centro intergenerazionale con osteria, enoteca, asilo nido e sale multiuso: Edy Quaglia racconta il lavoro di restauro della Masseria Cuntitt.

Publikationsdatum
04-08-2019

Ogni manufatto architettonico è opera di cultura. Cultura nel senso di conseguenze tecniche, di lavoro, di tradizioni e invenzioni costruttive, sfruttamento di risorse, saperi e creatività, aspirazioni sociali e individuali. L’oggetto del restauro è un edificio o manufatto che, prima di tutto, riassume e raccoglie residui linguistici, una serie di tracce che noi attribuiamo ai tempi del passato ma che tuttavia sono nel nostro presente. La questione del metodo è insieme la più avvertita e problematica. Nasce dal bisogno di capire come regolare i nostri comportamenti in un’avventura che, per un verso, investe gli oggetti storici reclamandone però l’ammodernamento delle funzioni e, per un altro, percorre le vie dell’innovazione ma con responsabilità di custodire il passato. Le risposte metodologiche al restauro ci sono, ma vanno ricercate nelle domande che riusciamo a formulare e nel groviglio di problemi che suscitano. Il restauro ci costringe a fare i conti con gli enigmi dell’opera e con gli interrogativi che suscita. Il nostro modo di intendere il restauro si oppone all’antagonismo fra tradizione e innovazione, specialmente se ci troviamo a dover scegliere fra materiali antichi o nuovi, incerti nel seguire le antiche regole dell’arte o nel privilegiare le tecniche odierne. L’architetto deve ascoltare e leggere l’edificio e il manufatto da restaurare. Dobbiamo riprendere senza pudore il tema della bellezza, di quel fine misterioso che ogni architetto ritiene di dover rincorrere, consapevolmente o meno.

Situata a Castel San Pietro, a sud-est del nucleo, vicina a edifici e infrastrutture pubbliche (la Casa comunale, la chiesa, la casa per anziani e le vecchie scuole), la Masseria Cuntitt rappresenta un importante esempio di architettura rurale lombarda del Mendrisiotto.

Il rispetto dell’anima del luogo, nell’ambito dell’intervento per la nuova Masseria Cuntitt è stato alla base del restauro dell’edificio, preservandone così il valore formale, materico e cromatico con sensibilità. «Una nuova masseria, ma con un’anima antica».

Il consolidamento e rinforzo della muratura in pietra a vista è stato infatti eseguito all’interno tramite un getto di calcestruzzo di tipo autocompattante, dello spessore indicativo di 8-10 cm. Il processo è quello ampiamente collaudato, adottato nelle principali ristrutturazioni del dopo terremoto del Friuli Venezia Giulia del 1977.

La masseria ha conservato la sua patina datata dello scorrere del tempo, la «pelle» di cui oggi si veste è rimasta la stessa di 200 anni fa.

Il nuovo intervento mira a creare nuove sinergie dal carattere pubblico, sociale, toccando quasi tutti gli aspetti relazionali (l’osteria, l’enoteca, l’asilo nido, sale multiuso), che si alternano a realtà private come appartamenti indirizzati a diverse tipologie di famiglia. Un’idea di fruizione molto legata all’immagine della corte, vero fulcro dell’edificio e punto di interazione.

Luogo Castel San Pietro
Committenza Comune di Castel San Pietro
Architettura Studio di architettura Edy Quaglia, Lugano
Collaboratori A. d’Apice
Ingegneria civile Studio Messi & Associati, Bellinzona
Progetto impianti RVCS Studio tecnico Cimarolli, Lugano
Progetto impianti elettrici P & P Studio Elettrotecnico Sagl, Chiasso
Fisica della costruzione Think Exergy SA, Mendrisio
Specialista fuoco Ing. Claudia Sulmoni, Melano
Impresa Taddei SA, Lugano
Date concorso 2010, progetto 2015-2016, realizzazione 2016-2018
Certificazione – Standard energetico RUEn 2008
Intervento e tipo edificio Riattazione conservativa
Riscaldamento pompa di calore aria/acqua
Particolarità valori di trasmittanza termica (U) tetto/soffitto 0.19 W/mqK; parete 0.39 W/mqK; pavimento 0.20 W/mqK

Questo articolo è apparso in Archi 4/2019, che può essere acquistato qui, mentre qui è pubblicato l'editoriale di Mercedes Daguerre con i link a tutti gli articoli del numero dedicati all'abitare nella terza e quarta età.

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