Men­zio­ne Gio­va­ni pro­fes­sio­ni­sti un­der 40

Inches Geleta Architetti, mensa scolastica, Lugano Viganello 2017-2022

Data di pubblicazione
14-02-2024
Alberto Winterle
Architetto, direttore di «Turris Babel», rivista della Fondazione Architettura Alto Adige/Südtirol

Il corpo vivo della città è fatto di continue aggiunte e trasformazioni, le strutture che la compongono sono organismi che possono subire numerosi interventi di modifica, ampliamento o cambio d’uso. Le nuove necessità attivano spesso un processo vitale di stratificazione che di fatto rappresenta la spontanea metamorfosi che caratterizza la vita degli edifici. A volte le addizioni riescono a proporre una nuova percezione complessiva anche se l’intervento si misura solo con una parte della preesistenza. È il caso del progetto individuato per la menzione under 40 del premio dello studio Inches Geleta Architetti, che ben rappresenta l’approccio «giovane» all’architettura contemporanea.

Frutto di un concorso, indetto nel 2017 e riservato a giovani progettisti, il progetto per la realizzazione di alcuni volumi per la mensa e per il doposcuola nella scuola elementare del quartiere di Viganello a Lugano, si confronta con due fondamentali livelli progettuali: quello della soluzione formale e funzionale alle richieste del bando e quella della rigenerazione complessiva di una struttura modificandone l’immagine.
L’edificio scolastico preesistente, realizzato negli anni Settanta dall’architetto Sergio Pagnamenta per ospitare circa cento alunni, necessitava della dotazione di nuove funzioni. L’ampliamento avviene aggiungendo un piano all’edificio originario, costruendo una sorta di oggetto parassita sul tetto. Il nuovo corpo di fabbrica cambia completamente la conclusione del coronamento dell’opera sia da un punto di vista volumetrico e compositivo sia per gli elementi materici e cromatici introdotti. Il concetto costruttivo risulta chiaro e leggibile in una coerente unione tra forma e struttura. Se la misura planimetrica è condizionata dalla forma della preesistenza, il confronto con la massiva struttura del cemento a vista propone un nuovo telaio metallico, esile e aereo, che sembra legarsi con gli elementi secondari della struttura preesistente. Il volume arretra rispetto al perimetro dell’edificio creando una sorta di spazio diaframma caratterizzato da una membrana semitrasparente in rete in acciaio inox. Un modo per alleggerire la presenza del corpo annesso ma anche il sistema per creare uno spazio aperto protetto che costituisce un filtro tra interno ed esterno. La «superfetazione», intesa nella sua accezione positiva di addizione feconda, evidenzia come un’aggiunta può permettere di attivare nuove dinamiche, di condizionare nuovi flussi all’interno della struttura, di costringere a reinventare un edificio e di vedere con nuovi occhi ciò che si credeva già consolidato.

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