Il pun­ti­no rosso sul­la i

L’ex area Sulzer a Winterthur è attualmente oggetto di un’attenta trasformazione. Alcuni edifici industriali sono stati ristrutturati e ingranditi, o rinnovati con cura. Baubüro in situ ha ampliato il padiglione 118 con elementi di seconda mano.

Publikationsdatum
27-07-2021

Sono stati realizzati lavori di falegnameria, si è avvitato e costruito come in molti cantieri in tutto il paese. Però, invece di generare i soliti rifiuti, sul posto è bastata una sola benna. A ovest dell’area Sulzer a Winterthur, gli artigiani hanno operato al contrario rispetto alla società dello spreco: negli ultimi mesi hanno convertito un ex capannone industriale in una torre di atelier – usando meno materie prime e materiali da costruzione nuovi. Le parti della nuova testata posta sopra la massiccia muratura di un edificio ultracentenario erano già state utilizzate altrove nelle costruzione di edifici residenziali, commerciali o uffici. La facciata rossa è una caratteristica appariscente della sopraelevazione e l’emblema di questa idea di riciclaggio: in passato, i pannelli di alluminio ondulato sono stati l’involucro di una tipografia di Oberwinterthur.

Riutilizzo dei materiali

La Fondazione Abendrot, proprietaria dell’immobile, ha commissionato l’esperimento di riciclaggio. Per la sopraelevazione della testata a tre piani, dovevano essere utilizzati soprattutto materiali esistenti. Ciò che il mercato offre come componenti edili di qualità per costruzione, involucro e rifiniture interne, doveva essere organizzato in altro modo dallo studio basilese Baubüro in situ. Gli architetti hanno trovato quello che cercavano dove il vecchio doveva fare posto al nuovo. Il materiale da costruzione è stato cercato in edifici da smantellare: non solo la facciata, anche i pilastri, le pareti, le scale e alcuni componenti per le finiture interne e l’impiantistica sono stati salvati dalla demolizione. Secondo il co-capoprogetto Marc Angst, molto materiale riutilizzabile è stato trovato nei dintorni.

In passato, alcune delle finestre erano in uso nella stessa area Sulzer, posta in una posizione dominante nel paesaggio urbano. I termosifoni del nuovo ampliamento riscaldavano una vicina cooperativa residenziale, così come le doghe in legno massiccio dei pavimenti. E poiché a Zurigo Ovest il riuso degli edifici è popolare, anche la fornitura di altre finestre, di lastre di marmo levigato e della scala esterna ha approfittato della prossimità. A Winterthur hanno trovato una seconda vita anche un impianto fotovoltaico e un tetto in lamiera trapezoidale, quest’ultimo utilizzato quale cassero a perdere per il controsoffitto in calcestruzzo riciclato.

La struttura in acciaio della sopraelevazione era in passato un magazzino a Basilea. Analogamente, le pareti di legno che separano gli spazi degli atelier, in origine erano palchi o padiglioni temporanei. Anche le canaline portacavi, il quadro elettrico e l’impianto di ventilazione sono componenti riutilizzati tali e quali invece che destinati al riciclaggio.

Una vera e propria miniera d’oro

Costruire secondo il principio del riuso è evidentemente più facile del previsto. L’offerta di componenti perfettamente funzionanti è grande, conferma Angst. Soprattutto gli edifici bancari o di servizi finanziari sono miniere d’oro di materiali da costruzione di qualità che, «se smontabili facilmente», rappresentano un ricco arsenale per una seconda vita. La caccia a tali elementi è nuova: se la ricerca inizia per tempo, «ciò che si desidera può quasi sempre essere trovato», afferma Angst. «In rapporto al volume totale, oltre la metà del padiglione 118 è in materiale riutilizzato».

Tuttavia, tale ricerca di elementi (cfr. intervista a Dario Vittani, Baubüro in situ, cercatore di componenti) richiede un lavoro extra. Inoltre, la progettazione deve tenere conto di fasi intermedie per la trasformazione del materiale trovato. Succede persino il contrario: il recupero di un ascensore perfettamente funzionante sarebbe stato possibile; «solo la mancanza di ­volontà da parte dei responsabili ne ha impedito la reinstallazione», aggiunge il co-capoprogetto Angst, ma anche questioni legate alla garanzia ne hanno impedito il riuso.

Per il resto, i nuovi elementi rispettano il più possibile il principio di circolarità: le balle di paglia provenienti dalla raccolta del grano formano l’isolamento e le pareti dei piani superiori che, all’interno, sono intonacate con l’argilla di uno scavo vicino. Quando possibile, è stato utilizzato il calcestruzzo riciclato disponibile in commercio per gli elementi massicci dell’edificio, come palificazioni, fondazioni e solai.

Un’indispensabile abilità costruttiva

Un aspetto positivo per i materiali riciclati e gli elementi di costruzione usati è quando soddisfano senza problemi le norme e i regolamenti edilizi imposti.  Tuttavia, l’aspetto oneroso connesso con il riuso è che occorre «controllare e documentare personalmente i certificati di qualità per la sicurezza, la statica o l’efficienza energetica», precisa Marc Angst. Solo in casi eccezionali ciò non è stato possibile, ad esempio per ragioni di protezione antincendio: ove necessario il calcestruzzo in opera è utilizzato a vista «perché così possiamo lasciare le travi in acciaio riutilizzate senza rivestimento». Per rispettare le norme di isolamento sono state necessarie delle astuzie costruttive: le finestre poco isolanti sono state accoppiate per garantire una protezione termica ­sufficiente.

La fasi progettuali sottolineano un’altra differenza tra edifici con­venzionali e architettura circolare. Data l’imprevedibilità della geometria degli elementi della costru­zione, «l’offerta disponibile influenza di più la realizzazione rispetto a un progetto convenzionale», afferma Marc Angst. La sopraelevazione è stata condizionata dai formati delle finestre, l’altezza dei piani superiori dalle dimensioni della scala esterna. Lo sbalzo della facciata mostra come si fa di necessità virtù: «dato che i pannelli di alluminio hanno diversi profili ondulati, nel nuovo volume abbiamo scalato l’involucro esterno», spiega Angst. In ogni caso, le connessioni degli elementi strutturali di seconda mano richiedono più attenzione. Connessioni più tolleranti vanno previste prima; e nell’esecuzione in loco, occorre talvolta improvvisare.

Per quanto riguarda l’espressione architettonica e la messa in opera, poco è lasciato al caso. All’esterno, la sopraelevazione in metallo rosso è così elegante che nella silhouette patinata appare come il puntino rosso sulla i. All’interno il carattere sobrio degli atelier viene esaltato dalla struttura portante, da installazioni e dai diversi formati delle finestre.

L’energia grigia al minimo

La sopraelevazione presenta anche vantaggi ecologici? E quante risorse vengono risparmiate rispetto alle nuove costruzioni? Assieme al Dipartimento di Architettura della Scuola universitaria professionale di Zurigo, il progettista ha calcolato il bilancio di CO2 dell’opera. A confronto con i nuovi edifici ecologici, i risultati mostrano un’impronta ecologica ridotta: grazie al vasto riutilizzo, le emissioni di gas serra diminuiscono considerevolmente, con valori persino inferiori rispetto al 45 % indicato da La via SIA verso l’efficienza energetica. Rimangono i costi per l’energia cumulati per i nuovi materiali non sostituibili e la catena di riuso che comprende smontaggio, trasporto, immagazzinamento, lavorazione e riassemblaggio.

E qui vale la regola: più i componenti sono facili da separare, meglio funziona l’economia circolare. Quest’ultima si applica anche alla torre rossa. Infatti, i suoi insoliti componenti sono avvitati e assemblati per permettere alla maggior parte di essi un nuovo riutilizzo altrove.

Partecipanti al progetto

Committenza: Stiftung Abendrot, Basilea

Architettura e tecnologia: Baubüro in situ, Zurigo

Ingegneria civile: Oberli Ingenieurbüro, Winterthur

Costruzione in legno / facciate: Josef Kolb, Winterthur

Fisica della costruzione: 3D Bauphysik Huth, Glashütten

 

Facts & Figures

Volume dell’edificio (SIA 416): 5809 m3

Superficie di piano (SIA 416): 1534 m2

Standard energetico: SIA 2040

Costo: CHF 4,9 milioni costruzione grezza

Su commissione dell'Ufficio federale dell'ambiente, i seguenti numeri speciali sull'economia circolare sono stati pubblicati da espazium – Edizioni per la cultura della costruzione:

 

Nr. 1/2021: «Architettura circolare: Edifici, concetti e strategie per il futuro»

Gli articoli del ciclo «Economia circolare» sono raccolti in questo e-dossier.