In Ti­ci­no, un pon­te in­no­va­ti­vo

Sorge sul fiume Vedeggio il primo ponte stradale d’Europa costruito completamente in calcestruzzo UHPC, eretto in tempi brevissimi grazie alle travi prefabbricate in loco. Un esperimento carico di potenzialità.

Data di pubblicazione
13-03-2021
Valeria Gozzi
Assistente AAM, docente SUPSI, ing. PoliTO, Passera & Associati, redattrice «Archi»  

La società WALO è un’azienda svizzera che da oltre quattro generazioni opera nel campo delle costruzioni. Quando il ponte sul fiume Vedeggio che collegava la loro sede di Taverne con la strada cantonale ha iniziato a mostrare i primi problemi strutturali, aggravati da un potenziale rischio alluvione, ecco che si è presentata un’ottima occasione per sperimentare una nuova tecnica costruttiva: WALO ha infatti deciso di optare per una soluzione innovativa che potesse essere applicata successivamente ad altri progetti, anche di maggiore entità e complessità.

È stato così costruito in Ticino il primo ponte d'Europa interamente realizzato in UHPC (ultra-high performance fiber reinforced concrete).

Si tratta di un manufatto di 6 m di larghezza e 25 m di lunghezza, costituito da quattro travi prefabbricate leggermente arcuate verso l’alto per evitare interferenze con l’area di rispetto del fiume Vedeggio in caso di inondazione.

La peculiarità di quest’opera, oltre che nel materiale impiegato, sta nella realizzazione delle travi, prefabbricate in loco. Si tratta di sezioni a T con altezza variabile da 75 cm a 125 cm che possono essere messe in opera mediante sollevamento e poi rese solidali tra loro mediante un getto di completamento in UHPC di 5 cm. La composizione stessa di questo materiale ad altissima densità e bassissima percentuale di vuoti lo rende auto-impermeabilizzante, eliminando quindi la necessità di posa di asfalto o altri tipi di impermeabilizzazione o finitura.

A livello statico, il criterio determinante per il dimensionamento è la deformazione sotto carico variabile.

L’utilizzo di travi a T, rinforzate all’intradosso con una ala inferiore per aumentare l’inerzia, unito alla precompressione parabolica, usata per compensare il 100% dei carichi permanenti, consente di ottenere uno spessore complessivo dell’impalcato estremamente ridotto (in alcuni punti 150 mm).

Gli irrigidimenti trasversali di estremità, prefabbricati insieme alle travi, hanno permesso l’integrazione delle teste di ancoraggio dei cavi e dei dispositivi di sollevamento.

I cordoli laterali sono stati legati alle travi esterne in fase di prefabbricazione a terra, permettendo l’installazione delle protezioni (guard rail) prima del sollevamento, evitando così la realizzazione di un ponteggio e l’utilizzo di dispositivi provvisori anticaduta.

Dal momento che anche gli impianti (acqua, elettricità, comunicazioni) sono stati posati sulle travi preliminarmente, si è potuto realizzare un ponte semi-integrale e privo di giunti di dilatazione, senza nessun ulteriore intervento nelle fasi successive.

I vantaggi insiti in questo tipo di realizzazione, sia per l’opera in questione, ma soprattutto per i potenziali impieghi futuri, sono notevoli e sono legati alle caratteristiche del materiale e alla velocità di costruzione.

Di fatto, il ponte sul Vedeggio avrebbe potuto essere costruito in un fine settimana (posa delle travi prefabbricate il venerdì sera, esecuzione dell’impalcato il sabato, riapertura al traffico il lunedì) senza l’ausilio di impalcature.

Proprietario Walo Bertschinger SA

Impresa di costruzioni Walo Bertschinger SA

Ingegnere delle sovrastrutture civili in BFUP OPAN concept SA (B. Fleury)

Ingegnere delle infrastrutture civili Lepori SA

Consulente di fase pre-progetto Prof. Brühwiler, EPFL

Duttale Modulo Cosenz AG

Esecuzione 2020

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