Il Por­ta­le sud di Ve­zia

Vezia rappresenta lo sbocco a sud della Galleria di base del Ceneri. In questa zona, dentro la montagna i due tubi del tunnel si avvicinano – e si avvicinano anche al tracciato della galleria stradale Vedeggio-Cassarate, quasi sfiorandolo (solo 4 metri di distanza!).

Alberto Del Col
Direttore Costruzione grezza / Tecnica ferroviaria GbC, AlpTransit San Gottardo SA
Valeria Gozzi
Assistente AAM, docente SUPSI, ing. PoliTO, Passera & Associati, redattrice «Archi»  

In corrispondenza del Portale di Vezia, i due tubi della galleria si accostano per garantire il collegamento tra le opere in sotterraneo e gli interventi eseguiti a cielo aperto.

Il manufatto si trova in un’area a forma triangolare situata tra la Villa Negroni e il tracciato della linea ferroviaria esistente. Si tratta di un telaio in cemento armato di forma scatolare la cui parte terminale diventa obliqua rispetto agli assi ferroviari.

Questa soluzione riduce al minimo l’impatto territoriale e costituisce, in direzione sud, un’importante opera di contenimento e modellazione, come anche di protezione fonica, del territorio retrostante e dell’abitato di Vezia.

Il collegamento con la galleria scavata nella roccia è garantito tramite una galleria artificiale della lunghezza complessiva dell’ordine di 200 m che è stata posizionata all’interno di una trincea costruita ad ovest della Villa Negroni e successivamente ritombata.

La criticità tecnica di questo lotto è derivata dalla somma dei seguenti aspetti: estrema vicinanza dell’opera alla superficie e spazi di cantiere limitati. Questa situazione ha richiesto grande attenzione già dalle fasi iniziali di progettazione, in modo da predisporre un concetto logistico efficace al fine di definire tutti gli strumenti tecnici e di sicurezza necessari per la corretta esecuzione dei lavori.

La fase più delicata è stata quella degli scavi della trincea e, successivamente, della galleria. Gli impatti dei rumori e delle vibrazioni sono stati contenuti definendo dei limiti rigidi di orario, volti a concentrare le attività critiche nella sola fascia diurna, contestualmente ad accorgimenti tecnici atti a limitare la propagazione di vibrazioni durante i brillamenti (per es.: adozione di microcariche e brillamento a settori). È stato inoltre attivato un servizio tecnico di accompagnamento che potesse rispondere alle domande e/o perplessità della popolazione.

Una particolarità della tratta di galleria, eseguita in controavanzamento a partire dal portale di Vezia (circa 300 m), è stata la gestione dell’intersezione con il tracciato della galleria stradale Vedeggio-Cassarate, facente parte del Progetto del Piano dei Trasporti del Luganese (PTL). Il punto di intersezione tra AlpTransit e PTL, con il relativo cunicolo di sicurezza, è ubicato alcune decine di metri a nord rispetto al portale in roccia. In questa zona la linea AlpTransit sovrappassa, a soli 4 metri di distanza, le opere della galleria stradale.

Vista la vicinanza dei due manufatti, si è dovuta considerare l’influenza reciproca sull’ammasso roccioso, elaborando e definendo procedimenti esecutivi cautelativi, integrati puntualmente grazie all’adozione di elementi di rinforzo nelle tratte con maggiori sollecitazioni.

Lo studio svolto ha permesso di identificare due fenomeni particolarmente critici derivanti dalla combinazione degli effetti dell’apertura dei cavi delle due opere:

  • presenza di carico supplementare sui rivestimenti della galleria PTL;
  • detensionamento dell’ammasso roccioso durante lo scavo PTL, con conseguenze sul successivo scavo dei due tubi della Galleria di base del Ceneri.

Nel corso delle fasi progettuali sono stati approfonditi e individuati gli scenari di rischio con relative soluzioni atte a eliminarli e/o mitigarli. Il dimensionamento delle opere in sotterraneo che compongono l’incrocio è stato effettuato sulla base di tali considerazioni. Per tenere sotto controllo l’evoluzione delle stesse, nel corso dell’avanzamento dei lavori è stato approntato un concetto di misurazione dei parametri considerati «sensibili», stabilendo dei valori limite oltre ai quali il concetto costruttivo e dimensionale delle opere in corrispondenza dell’incrocio è stato modificato e adattato secondo necessità in corso d’opera.

«Archi» 5/2020 può essere acquistato quiQui si può leggere l'editoriale.

Articoli correlati