Spa­zio co­me for­ma di te­ra­pia

C/C/L Casiraghi Colombo Leuzinger Architetti Monotti Ingegneri Consulenti, Jean-Paul Cruchon et associés Neuland Architektur Landschaft

Il nuovo dipartimento psichiatrico di Cery-Prilly trasforma l’ospedale anni Cinquanta in un complesso aperto e permeabile, dove luce, paesaggio e spazi condivisi diventano parte attiva della cura, superando l’effetto istituzionale e restituendo dignità e quotidianità abitativa.

 

Data di pubblicazione
21-10-2025
Hind Al-Shoubaki
Architektin, Stadtplanerin und wissenschaftliche Mitarbeiterin an der Fachhochschule Nordwestschweiz

Spaces as a form of therapy, english version

Département de psychiatrie CHUV, Prilly VD

La trasformazione del complesso psichiatrico di Cery-Prilly sostituisce l’ospedale costruito alla fine degli anni Cinquanta con un nuovo complesso di 168 posti letto, concepito per ridefinire il rapporto tra cura e architettura. Realizzato in due fasi (2020 e 2023), il progetto non considera l’edificio come semplice contenitore neutro, ma come parte integrante del processo terapeutico: la disposizione degli spazi, la luce e il dialogo con il paesaggio divengono strumenti attivi di guarigione.

Una delle ambizioni principali è superare quell’atmosfera istituzionale che spesso segna le strutture psichiatriche. L’edificio si apre al parco attraverso grandi vetrate, percorsi fluidi e terrazze generose. L’attenuazione della chiusura fisica diventa gesto simbolico e pratico insieme, favorendo la graduale reintegrazione dei pazienti nella vita attiva. All’interno, gli spazi comuni luminosi e le sale di incontro si affacciano verso l’esterno, mantenendo centrale la dimensione collettiva, mentre la camera del paziente smette di essere il luogo esclusivo dell’esperienza quotidiana. Il passaggio dalle camerate alle stanze singole e doppie restituisce dignità e intimità, mentre aree condivise incoraggiano prossimità e dialogo tra pazienti e personale.

La struttura architettonica privilegia fluidità e permea­bilità. Gli spazi fuori dalle camere non sono più frammentati ma continui, permettendo una circolazione libera entro un contesto sicuro e leggibile. Le soglie vengono articolate con attenzione per evitare separazioni rigide: i corridoi assumono il ruolo di luoghi di vita informale, i soggiorni si prolungano nei giardini, le terrazze dissolvono i confini tra cura e quotidianità domestica. Così l’edificio si sottrae all’«effetto ospedale» e costruisce invece una condizione di familiarità abitativa.

Anche le unità specialistiche si inseriscono nella stessa logica di apertura e normalizzazione. I reparti protetti per pazienti sottoposti a misure terapeutiche uniscono l’esigenza di sicurezza a spazi dedicati allo sport, atelier e attività socio-educative, riconoscendo che protezione e reintegrazione devono necessariamente coesistere. L’unità chiusa per minori offre trattamenti personalizzati in un contesto spaziale ampio e non stigmatizzante, mentre l’unità di crisi con funzioni diurne e notturne garantisce la flessibilità necessaria a rispondere all’urgenza. Ogni programma si radica in una configurazione che sostiene autonomia, libertà di movimento e partecipazione alla vita collettiva.

Le scelte dei materiali e spaziali rafforzano questa dimensione domestica della cura. La luce naturale è moltiplicata da facciate vetrate e lucernari; le finiture calde introducono una familiarità tattile; giardini e terrazze prolungano l’interno verso l’esterno. Questi dispositivi trasformano l’edificio in uno spazio sociale e di relazione, dove la fragilità non è segregata, ma attentamente accolta, e dove i pazienti si percepiscono come abitanti piuttosto che come ospiti di un’istituzione.

Il nuovo dipartimento ridefinisce così l’infrastruttura psichiatrica come luogo di coabitazione e continuità. Ricorda che il benessere non nasce unicamente da protocolli medici, ma anche da ambienti capaci di proteggere l’individuo e, insieme, di favorire la vita comune. Integrando apertura, flessibilità e fluidità, l’ospedale dimostra come anche i contesti di cura altamente specializzati possano affermare dignità, uguaglianza e quotidiana umanità di chi li abita, promuovendo sempre un senso di sicurezza, comunità e rispetto.

  • Place Route de Cery, Prilly 
  • Client Centre hospitalier universitaire vaudois (CHUV) Direction des constructions, ingénierie, technique et sécurité, Lausanne 
  • Architecture C/C/L Casiraghi Colombo Leuzinger Architetti sagl, Lugano: Andrea Casiraghi, Federica Colombo, Remo Leuzinger 
  • collaborators S. Comi, D. Gennara, A. Gurini, I. Lucca, S. Magnoni, F. Piatti, R. Poretti, C. Sartorio 
  • Landscape architecture Neuland Architektur Landschaft Gmbh, Zürich – Maria Viñé 
  • General contractor HRS Real Estate SA, Saint-Sulpice 
  • Civil engineering Monotti Ingegneri Consulenti SA, Locarno Jean-Paul Cruchon et associés SA, Lausanne
  • HVAC system project Studio di Ingegneria Zocchetti SA, Lugano; AZ ingénieurs Lausanne SA, Lausanne
  • Electric systems project Elettroconsulenze Solcà, Lugano; MAB-Ingénierie SA, Morges 
  • Building physics SORANE SA, Lausanne; Andrea Roscetti, Lugano 
  • Acoustics EcoAcoustique SA, Lausanne 
  • Lighting design Aebischer & Bovigny, Étude d’éclairage, Lausanne 
  • Geology De Cérenville Géotechnique SA, Ecublens 
  • Windows design Hevron, Courtételle; CMA, Matran 
  • Facade design Feroplan Engineering AG, Bern 
  • Photography Matthieu Gafsou, Lausanne; Marcelo Villada Ortiz, Bellinzona; Radek Brunecky, Zürich 
  • Timeline concorso 2009–2010 progetto 2010–2016 realizzazione 2016–2020; 2020–2024 
  • Certificazione o Standard energetico Legge cantonale VD | Cantonal VD Energy Law 
  • Intervento e tipo edificio Costruzione nuova | New construction 
  • Categoria edificio (Ae) 25’815 m2 
  • Fattore di forma (Ath/Ae) 0.88 
  • Riscaldamento e acqua calda Teleriscaldamento e collettori solari termici 
  • Requisito primario involucro 23.4 kWh/m2a (limite 35.5 kWh/m2a) 
  • Indice energetico complessivo 64.8 kWh/m2a (limite 70 kWh/m2a) 
  • Valore energia grigia 37.3 kWh/m2a (limite 42.5 kWh/m2a) 
  • Particolarità Sistema di distribuzione del calore centralizzato per tutto il sito, sistema di ventilazione meccanica con recupero di calore

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