In­te­grar­si o di­stin­guer­si

Riqualifica dell'area dell'ex-Macello di Lugano

125 architetti iscritti; 82 progetti presentati alla fine della prima fase; nove team multidisciplinari selezionati (la maggior parte dei quali, con discutibile uniformità, dal Ticino); un progetto vincitore. «Campus Matrix» si è profilato come la risposta più adeguata in un concorso che si distingue per l'alta qualità delle proposte presentate.

Data di pubblicazione
10-02-2021

Il concorso aveva due obiettivi principali: da un lato, valorizzare il sito storico dell'ex-macello di Lugano in quanto struttura pubblica e luogo di incontro e cultura; dall'altro, costruire alloggi universitari per studenti e professori in visita. Ai partecipanti si chiedeva di mettere in risalto le qualità architettoniche preesistenti del sito (un complesso chiuso, simile a una cittadella, di edifici in mattoni con strutture in legno): il nuovo edificio, destinato agli alloggi, era dunque chiamato a dialogare in modo convincente con tale patrimonio, appoggiandosi su uno studio di «archeologia industriale».

Un terzo obiettivo era poi quello di permettere alla nuova area di collegarsi con il tessuto urbano esistente, caratterizzato dalla presenza di numerosi spazi pubblici e percorsi pedonali, così da invitare un pubblico più ampio ad appropriarsi del luogo, creando sinergie tra la città e il quartiere. Infatti il fiume Cassarate, sulle cui sponde si trova il sito del concorso, è un antico confine naturale di Lugano. Oggi, in seguito al processo di aggregazione con i comuni vicini, questo confine è diventato un importante asse del centro città. Lungo il fiume si trovano dunque importanti istituzioni culturali come l'Università della svizzera italiana (USI), la Scuola di musica moderna (SMUM), il nuovo campus congiunto USI/SUPSI e il centro congressi Campo Marzio Nord. Il progetto vincitore per il quartiere dell'ex macello va a completare questa rete di spazi pubblici dedicati all'educazione e alla cultura.

La scelta audace dell'aggregazione

La forza di «Campus Matrix», del gruppo di lavoro composto da Durisch + Nolli Architetti, Ingeni AG, IFEC Ingegneria e Westpol Landschaftsarchitekten, sta senza dubbio nell'aver saputo interpretare la pianta del piano terra dell'ex macello e della sua estensione componendo un ritmo chiaro e uniforme di vuoti e pieni. Mentre la maggior parte dei partecipanti al concorso aveva preferito collocare il nuovo programma a fianco delle torri residenziali affacciate sulla strada vicina – anche a costo di intervenire sul complesso preesistente –, la giuria ha fortunatamente scelto un progetto che va a concludere la cittadella, inserendosi nella griglia tracciata dall'ex sito industriale. Quest'esercizio di integrazione, assai più difficile, è stato gestito con maestria dal progetto vincitore: il nuovo edificio di cinque piani, che ospita la residenza studentesca, si articolato all'estremità in una testa di sette piani formata da un volume sfalsato. Secondo il rapporto della giuria, questo indirizzo chiaro dialoga con le torri residenziali presenti nel tessuto urbano circostante e diventa l'elemento iconico del nuovo complesso. Attraverso una serie di operazioni (simmetria degli spazi esterni, volumi sfalsati, altezza dei nuovi elementi) gli architetti sono riusciti a proporre degli alloggi che si inseriscono precisamente nell'insieme; grazie a ciò, il progetto si distingue nettamente dal rivale che lo tallonava, e che ha poi ottenuto il secondo premio. Quest'ultimo proponeva un convincente nuovo edificio abitativo dalla materializzazione leggera, ma la cui pianta era maldestramente spezzata in due dalla reinterpretazione del muro di cinta esistente in chiave di spina dorsale dell'edificio.

Nella sua espressione architettonica, l'edificio «Campus Matrix» è caratterizzato dal riutilizzo della tipologia del tetto presente nel sito. Ospita i vari programmi in modo strutturalmente chiaro: da un lato, le aree comuni (cucine, salotti e bagni); dall'altro, le camere singole e doppie. La galleria con gli spazi condivisi (vetrata ma chiusa da un graticcio per garantire luce e privacy) percorre tutta la lunghezza dell'edificio aprendosi a nord o a sud a seconda della disposizione dei due volumi.

Il progetto vincitore risponde brillantemente ai requisiti del concorso e si caratterizza per la sua capacità di lavorare su due livelli: non solo propone un'analisi dettagliata delle strutture preesistenti, ma riesce anche a instaurare un dialogo con la città e il fiume. 

Traduzione a cura della redazione

Concorso di progetto in due fasi – Riqualifica del quartiere dell'ex-Macello di Lugano

Cliente Città di Lugano

Procedura Concorso di progetti in due fasi

Progetto vincitore «Campus Matrix» di Durisch + Nolli Architetti, Ingeni AG, IFEC Ingegneria, Westpol Landschaftsarchitekten

 

Giuria professionale

Cristina Zanini Barzaghi, ingegnere civile

Gino Boila, architetto

Ruggero Tropeano, architetto

Martin Boesch, architetto

Céline Guibat, architetto

Lisa Muscionico, supplente

Ludovica Molo, supplente

 

Il rapporto della giuria e i piani possono essere consultati su competitions.espazium.ch.

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