Espres­si­vi­tà pla­sti­ca

Balissat Kaçani, Jann Erhard

Incastonata tra i binari della Badner Bahn e un grande giardino, la casa trasforma un lotto complesso in un organismo scultoreo, dove luce, distribuzione e geometria si intrecciano in un unico gesto architettonico.

Data di pubblicazione
09-12-2025
Matteo Moscatelli
Architetto e PhD, docente al Politecnico di Milano, redattore espazium quaderni

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Private House, Baden bei Wien A 

La casa è collocata nell’area metropolitana meridionale di Vienna, in una zona residenziale non lontana dallo storico ippodromo di Baden attraversata dalla linea tramviaria della Badner Bahn. Il lotto su cui sorge, in particolare, si trova incastonato tra la linea dei binari, che proprio in questo punto curva da ovest a sud, e un ampio giardino dalla parte opposta che la divide da una grande villa.

L’edificio è accessibile grazie a un sentiero privato fiancheggiato da alti alberi secolari che parte da Badener Strasse e si conclude con l’area di ingresso sul lato est. Oltre la parete ripiegata che conduce da questo accesso all’interno dell’abitazione si trova un giardino privato, definito come uno spazio intercluso accessibile dalla zona giorno e protetto rispetto alla vista dall’esterno grazie a un muro perimetrale in cemento e alcuni alberi ad alto fusto.

Il corpo di fabbrica consiste in un semplice parallelepipedo la cui unica variazione è rappresentata da un leggero smusso alla congiunzione delle facciate nord e ovest. Tale variazione riverbera nell’assetto della copertura, costituita da due falde prive di sporto e della stessa larghezza che si piegano all’incontro di questa alterazione.

L’interno del manufatto, che accoglie sul lato est la zona giorno – da 10 metri di altezza, 12 metri di lunghezza e poco più di 3 metri di larghezza – e sul lato ovest sei stanze con servizi su tre piani, cela invece un’ingegnosa e sorprendente configurazione distributiva. Sull’impianto a sagoma rettangolare, suddiviso in due settori di uguale larghezza e lunghezza paralleli ai due lati lunghi, si sovrappone infatti un sistema di corpi scala intrecciati come una doppia elica e interferenti con l’andamento della geometria principale: quello che sale dal soggiorno, ortogonale alle facciate lunghe e posto al centro della casa, si pone infatti in modo coerente alla giacitura principale, mentre quello che la percorre longitudinalmente partendo dall’ingresso, lievemente ruotato rispetto alla pianta, interrompe con decisione la regolarità del corpo di fabbrica e la linearità altrimenti ininterrotta del divisorio mediano.

L’approccio plastico adottato per la scala si ritrova anche nella scansione verticale degli ambienti, con le camere collocate a quote differenti e quindi accessibili grazie a una sequenza di sbarchi intermedi disposti lungo la risalita.

Per quanto riguarda il trattamento delle facciate, la differenza morfologica e funzionale delle aree su cui la casa si affaccia determina le variazioni che distinguono i due fronti. A ovest, dove le stanze guardano verso le superfici minerali della stazione e dei binari del tram, il fronte è inframmezzato da tre grandi aperture di forma quadrata i cui disallineamenti in altezza raccontano la complessità della sezione. A est, dove la casa si apre invece verso la distesa verde del giardino, si estende la grande vetrata della zona giorno al piano terra.

Dal punto di vista costruttivo la casa consiste in una massa monolitica costituita da un muro da 55 cm in calcestruzzo isolante, da soffitti e pareti interne da 15 cm e da tubazioni per il riscaldamento e il raffrescamento posate direttamente nei solai. Le superfici in cemento a vista che si dispiegano dall’esterno all’interno garantiscono omogeneità percettiva ed enfatizzano l’assetto scultoreo degli ambienti interni. Tale impressione è alimentata dalle scelte inerenti al rapporto con la luce naturale, che penetra orizzontalmente attraverso i grandi varchi del lato ovest e la superficie vetrata a tutta lunghezza del lato est e si insinua verticalmente tramite tre lucernari in copertura che conferiscono ulteriore slancio alla cavità a tutta altezza della zona giorno.

Negli ultimi anni Didier Balissat e Joni Kaçani si sono messi in luce grazie a progetti tematicamente eterogenei che vanno dal riuso di una fattoria esistente fino alla trasformazione di una tipografia, mostrando una spiccata attitudine alla sperimentazione tipologica ma anche la capacità di misurarsi con luoghi complessi dal punto di vista morfologico e funzionale. L’intervento a Baden, elaborato con Jann Erhard, vede il condensarsi di questi principi, esprimendoli nel superamento della regolarità geometrica, nella concezione della luce come principio di gerarchia e nell’assegnazione di un ruolo prioritario alle componenti distributive, ma al contempo individuando nella problematicità delle condizioni al contorno una potenzialità per la caratterizzazione dell’edificio.

Da questo approccio sono interessati anche gli elementi di separazione tra dentro e fuori che – nel passaggio tra il grande vuoto della zona giorno al partizionamento su più livelli della zona notte, tra la vetrata a tutta larghezza di un lato e il muro finestrato dell’altro, e tra la compressione dello spazio di transito da una parte e la dilatazione del giardino dall’altra – risultano differenziati proprio in base a questa ricerca.

 

  • Luogo Baden bei Wien (A) 
  • Committenza privati | private 
  • Architettura Balissat Kaçani GmbH, Baden & Jann Erhard, Zürich 
  • collaboratori J. Kaçani, J. Erhard 
  • Architettura del paesaggio Joni Kaçani, Baden; Jann Erhard, Zürich 
  • Direzione lavori Joni Kaçani, Baden 
  • Ingegneria civile DI Andrzej Glogowski, Wien (A) 
  • Progetto impianti RVCS S.P.R.I.N.C.L.A. GmbH, Wien (A) 
  • Progetto impianti elettrici Elektro-X e.U. Weigelsdorf (A) 
  • Fisica della costruzione e acustica K2 Bauphysik GmbH, Wien (A) 
  • Fotovoltaico AM Blitzschutz- u. Elektrotechnik GmbH, Berndorf (A) 
  • Illuminotecnica designfunktion Gesellschaft für moderne Büro- und Wohngestaltung GmbH, Wien (A); Raphael Kadid Objekts, Basel 
  • Impresa Goran Pavic KG, Perchtoldsdorf (A) 
  • Fotografia giulia & hermes killer, Locarno 
  • Date progetto 2017-2019 realizzazione 2020-2024 
  • Pianificazione energetica K2 Bauphysik GmbH, Wien (A) 
  • Intervento e tipo edificio nuova costruzione 
  • Categoria edificio (Ae)  edificio monofamiliare | single family house 150 m² 
  • Fattore di forma (Ath/Ae) 1.49 
  • Riscaldamento e acqua calda 100% pompa di calore aria-acqua
  • Elettricità | Electricity Photovoltaic system 20.16 kWp 
  • Requisito primario involucro  34.6 kWh/m²a 
  • Indice energetico complessivox 35.4 kWh/m²a 
  • Particolarità TABS in ogni parete e pannello pavimento/soffitto, ventilazione decentralizzata con recupero di calore nei locali di soggiorno

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