Un pro­to­ti­po di stoc­cag­gio per ener­gia «green»

Energy Vault

Una torre in continuo divenire: il sistema robotico di gru di Energy Vault, completamente automatizzato, produce energia attraverso lo spostamento di blocchi di materiali, trasformando l’energia cinetica in energia elettrica. Non a caso dal punto di vista etimologico divenire significa proprio  'venire giù'.

Data di pubblicazione
17-03-2021
Valeria Gozzi
Assistente AAM, docente SUPSI, ing. PoliTO, Passera & Associati, redattrice «Archi»  

Un viaggiatore che attraversasse il paese di Castione non potrebbe non notarla: pensando al concetto di percezione visiva citato da Renato Salvi, la torre dimostrativa installata da Energy Vault è vistosa, appariscente e chiaramente decontestualizzata dalla zona industriale in cui è stata costruita. È un’infrastruttura energetica puramente funzionale, tecnica e volta ad assolvere il proprio scopo.

I video di Energy Vault sulla torre

Si tratta di un sistema robotico di gru completamente automatizzato che utilizza sensoristica e potenza di calcolo di ultima generazione per ottimizzare i movimenti e l’efficienza con cui viene immagazzinata e rilasciata energia nelle centrali idroelettriche, ma presenta una maggiore efficienza energetica. Le gru, azionate elettricamente, impilano ‒ appunto a formare una torre ‒ dei blocchi costituiti da terra e materiali di scarto. Successivamente, in caso di bisogno energetico, le gru riportano a terra tali blocchi e i motori elettrici, muovendosi al contrario, svolgono la funzione di dinamo trasformando l’energia cinetica, derivante dalla caduta controllata dei blocchi, in energia elettrica.

La mente riporta al concetto di divenire enunciato da Eraclito: «Nulla è durevole quanto il cambiamento. Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare. Tutto flui­sce, nulla resta immutato». Come sostanza dell’Essere la struttura muta la sua forma costantemente e in funzione delle esigenze produttive contingenti, passando dall’essere una torre compiuta ad essere una torre in costruzione che si relaziona temporalmente in maniera differente con il territorio circostante. Non a caso il termine divenire deriva dal latino de- venire composto di de (preposizione che indica moto dall’alto) e venire (venire) quindi propriamente «venir giù».

Come spesso capita nel settore dell’impiantistica industriale, l’infrastruttura è standardizzata, modulare, altamente flessibile, progettata per la massima efficienza e rapidità esecutiva, e soprattutto adatta a essere allestita in luoghi e condizioni ambientali diverse, in maniera del tutto indipendente dalla situazione in cui si colloca.

Il concetto di decontestualizzazione risiede proprio nel processo produttivo: l’energia prodotta non dipende e non varia di intensità in funzione della fonte, come ad esempio nel fotovoltaico o nell’eolico, ma è indipendente dal luogo e dal tempo, e così lo è anche la struttura che la eroga, proprio perché può essere installata ovunque sia necessaria.

Guardandola con gli occhi del lettore di «Archi», è evidente che si tratta di un approccio molto lontano dai concetti di teoria del paesaggio enucleati nella prima parte di questo numero. Eppure, tutte le infrastrutture presentate, siano esse viarie o di tipo energetico, nascono da una esigenza, svolgono una funzione, hanno il bisogno di assolvere a uno scopo che non deve essere necessariamente quello estetico. Con quest’ultimo si confrontano, scendono a patti e si relazionano, ma mantengono sempre, in maniera più o meno visibile ed evidente, l’ossatura tecnica e funzionale. La torre del­l’Energy Vault, nella sua essenzialità, rappresenta invece il punto estremo di questo percorso, racchiudendo in sé unicamente l’essenza della funzione.

«Archi» 1/2021 può essere acquistato quiQui si può leggere l'editoriale con l'indice del numero.

Committente, progettista Energy Vault, Lugano
Luogo Castione
Altezza prototipo 72 m
Altezza tipica 120-160 m
Capacità di stoccaggio 35 MWh per torre
Potenza di scarica continua 5 MW
Rendimento energetico 78-80%
Masse mobili blocchi realizzati tramite la pressatura di terra e un polimero con caratteristiche super-fluidificanti. Il materiale offre ottime caratteristiche meccaniche, ideali per l’impilamento delle masse mobili. Ogni blocco ha una massa di 35 tonnellate.
Date costruzione 2017-2020

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