Ca­sua­li­tà e di­se­g­no

Una passeggiata attraverso Lugano, una riflessione urbanistica, un invito a ripensare la città. Il volume Casualità e disegno raccoglie gli esiti di una ricerca condotta da Martino Pedrozzi con gli studenti dell'Accademia di architettura di Mendrisio nel 2018: uno sguardo sullo spazio pubblico di Lugano (e le sue lacune) attraverso tredici «casi esemplari» – e una mappa che esorta a mettersi in cammino. Pubblichiamo l'introduzione per concessione delle Edizioni Casagrande.

Publikationsdatum
11-03-2020
Martino Pedrozzi
Architetto e docente all'USI – Accademia di architettura di Mendrisio

Consideriamo per un secondo Lugano dimenticandoci dei suoi pittoreschi connotati paesaggistici, del lago e di tutti i sui verdeggianti rilievi. Che tipo di città ci resta davanti agli occhi? Un insediamento privo di un riconoscibile impianto urbanistico. Considerando la mancanza di una pianificazione efficace, la vera forza generatrice urbana è stata la logica della proprietà privata, tant’è che la struttura della città odierna ricalca spesso l’assetto degli antichi mappali agricoli. L’assenza di una normativa adeguata non ha permesso di rispondere alle trasformazioni urbane che presero avvio nella prima metà del Novecento e che andarono accentuandosi nel dopoguerra: conseguenze sono la scarsità di interventi unitari a livello urbanistico e architettonico, la frammentazione dello spazio cittadino, la presenza generalizzata di uno spazio pubblico amorfo.

La tipologia d’edificio d’abitazione caratterizzante di una città di questo tipo è la palazzina: un volume posto al centro del mappale che non cerca relazioni con il contesto, circondato da un’area che spesso non è che lo spazio residuo dato dalle distanze tra le costruzioni, a sua volta recintato da siepi, muretti o cancelli. Va da sé che una somma di palazzine non genera città, al contrario, tende ad annullare lo spazio collettivo, considerato sempre in forma puntuale e isolata e mai come progetto unitario.

Certo, da lunga data il problema dell’alloggio è ben presente ai luganesi. Possiamo ricordare le vicende del quartiere popolare del Sassello, demolito negli anni Trenta per lasciare spazio alla costruzione di uffici, oppure limitarci a considerare i tempi più recenti, in cui il dibattito sul tema dell’alloggio a pigione moderata è più che mai vivace: quartieri di carattere popolare, come nel caso di Molino Nuovo, vengono poco a poco svuotati dei propri abitanti per lasciare posto ad alloggi di alto standing, frutto d’interventi di carattere speculativo. 

Come strumento d’analisi è stata definita un’area campione, di cui si è realizzato un modello in scala 1:500, un quadrato di un chilometro per un chilometro, che considera l’insediamento urbano nella piana ed esclude le bellezze naturali circostanti. L’intenzione è quella di raccontare una Lugano senza le sue più note qualità: nessun lago, nessun rilievo, nessun Parco Ciani e neppure un centro storico, rimane solamente l’agglomerato policentrico sulla piana del Cassarate, quella città soggetta a distanze tra edifici da piano regolatore, fatta di spazi vuoti e di scarso valore, dove la densità è così bassa da non generare vicinanza ma una problematica rarefazione. Aree verdi ridotte a tappeti vegetali che crescono sui tetti di costruzioni interrate o seminterrate, recinzioni sparse a definire perimetri di proprietà, spazi ambigui e indefiniti: Lugano ci appare ora come una città che ha lasciato la definizione del proprio spazio pubblico al caso o all’iniziativa isolata e puntuale di alcuni progettisti.

Successivamente sono stati individuati alcuni esempi di edilizia residenziale privata che, in controtendenza, hanno affrontato con successo il tema dello spazio collettivo sulla piana del Cassarate. Tredici casi isolati, esemplari per l’appropriatezza della loro architettura e per la forte relazione con il contesto, sono stati capaci di assumersi un ruolo urbano e hanno operato come detonatori – e ancora possono farlo: da qui il senso di questo libretto – per la creazione di un’identità cittadina.

Tratto dal volume di Martino Pedrozzi Casualità e disegno – Edilizia residenziale e spazio pubblico a Lugano, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2020, per gentile concessione dell'editore.

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