Edi­fi­cio re­si­den­zia­le in Mis­sions­stras­se, Ba­si­lea

Buchner Bründler Architekten

Sin dagli esordi, lo studio Buchner Bründler ha lavorato con i modelli per elaborare e sviluppare le proprie idee architettoniche. In quello costruito per la ristrutturazione della Missionsstrasse hanno un particolare rilievo i temi dell’illuminazione e dell’organizzazione degli spazi interni: esso è stato concepito come un gioco con componenti smontabili e rimontabili, e ha così permesso di prendere in considerazione varie soluzioni.

Data di pubblicazione
06-01-2021

Modello e ristrutturazione

Sin dagli esordi dello studio Buchner Bründler, i modelli rappresentano uno strumento fondamentale per l’elaborazione e lo sviluppo delle idee architettoniche. L’uso dei modelli offre una gamma illimitata di possibilità, che può essere applicata in modo mirato secondo il problema da affrontare, evidenziando l’uno o l’altro aspetto dell’architettura. Ricordiamo i modelli in calcestruzzo che sono stati realizzati nel laboratorio dello studio per diversi progetti, che hanno illustrato direttamente nel materiale da costruzione l’organizzazione formale e spaziale degli edifici.

Il modello per la ristrutturazione della Missionsstrasse rappresenta un’istanza più complessa perché, oltre alle caratteristiche materiali, vi hanno un particolare rilievo i temi dell’illuminazione e dell’organizzazione degli spazi interni. Per questo il modello è stato concepito come un gioco di costruzioni, in cui le diverse componenti possono essere smontate e rimontate. È così possibile confrontare meglio gli effetti della struttura di base e delle stratificazioni dell’edificio e analizzarne l’esito compositivo. Nel corso del processo, ad esempio, per studiare soluzioni per l’illuminazione o la disposizione degli ambienti interni alcuni elementi sono stati modificati praticando delle aperture.

Per quanto riguarda il materiale, la scelta migliore per questo modello è stata il legno perché, attraverso lievi modifiche della superficie, dava un’idea più sottile delle interazioni tra i materiali impiegati nella realtà e i passaggi dall’uno all’altro nello spazio.

Storia e strategia

Per meglio illustrare le decisioni che hanno condotto alla scelta del metodo di costruzione del modello, sono utili alcune informazioni sulla storia del luogo e dell’edificio preesistente.

Alla metà dell’Ottocento, su un ampio terreno di fronte alle mura della città, appena fuori della Spalentor, fu costruita una villa signorile. Nel 1879 vi fu aggiunto un capannone, che nella parte posteriore del terreno venne a confinare con due appezzamenti vicini. Le due distinte parti dell’edificio, destinate rispettivamente a uso utilitario e residenziale, erano separate da un massiccio muro tagliafuoco.

Alle stalle, con rimessa per le carrozze e fienile, alloggiate nella parte utilitaria, si accedeva attraverso grandi portoni, mentre nella zona residenziale si entrava da una porta laterale a parte; quest’ultima zona comprendeva un deposito per le selle sul piano del giardino e, sopra, un alloggio per la servitù.

In seguito alla demolizione della villa, dovuta a una nuova edificazione periferica e alla relativa lottizzazione, la costruzione perse la destinazione originaria, e con l’andare del tempo fu convertita ad altri usi. Alla metà del XX secolo è documentata la presenza di uno studio d’artista nell’ex fienile.

L’edificio è stato poi utilizzato come abitazione, mantenendo sostanzialmente la tipologia originaria e con adeguamenti di lieve entità, come una scala e modifiche alle finestre.

Ora il capannone doveva essere trasformato in abitazione per una famiglia di quattro persone. Il giardino, che conserva il patrimonio arboreo dell’impianto originario, ha costituito uno spazio di riferimento di alta qualità, determinando in misura decisiva la riorganizzazione della casa: se in passato il pianterreno era servito più che altro come accesso e per funzioni secondarie, ora sarebbe diventato un piano abitabile a tutti gli effetti, con accesso diretto al giardino.

La caratteristica principale dell’edificio è costituita dalla scarsa luminosità, poiché i muri tagliafuoco chiusi escludono due dei suoi quattro lati dalla luce proveniente da sud. La strategia architettonica si è dunque concentrata su questo aspetto, e su una riorganizzazione degli spazi interni in grado di compensare la mancanza di illuminazione diretta.

Sin dall’inizio dell’elaborazione architettonica gli studi sui modelli hanno dunque rappresentato uno strumento importante per lavorare sui singoli aspetti, approfondendoli e definendoli in modo più preciso.

Una volta scelta la strategia tipologica da seguire, è stato costruito il modello di legno in scala 1:20. Le dimensioni consentivano un’efficace rappresentazione dei temi strutturali, spaziali e materiali.

Collegamento degli spazi e temi costruttivi

Con la decisione di riutilizzare l’edificio, una delle prio­rità era collegarne tra loro le due parti e trasformarne l’organizzazione spaziale da verticale in orizzontale. A questo scopo, nel muro divisorio interno è stata praticata un’apertura circolare a doppia altezza. La rappresentazione nel modello ha consentito di visualizzare questo gesto che abbraccia entrambi i piani e di valutarne l’effetto.

Il soffitto a travi del pianterreno si tende in direzione trasversale, e scarica su travetti medi e setti. Modificando l’allineamento degli ambienti in favore di una spazialità più aperta, questo sistema portante è stato sostituito da travi in calcestruzzo che scaricano su colonne. La disposizione a croce crea l’effetto visivo di un tavolo, con le sue quattro gambe.

Al di sopra, nella zona della parete posteriore, sono stati inseriti diagonalmente dischi in calcestruzzo che vanno da colonna a colonna; la struttura del soffitto viene così staccata dalla parete posteriore. Ne è derivata un’impalcatura strutturale coerente, che si libera dalla parete esterna crean­do tra le colonne degli spazi simili ad atri. Questi sono illuminati attraverso nuove aperture praticate in facciata e nel tetto, che portano la luce zenitale fino al pianterreno. Altre aperture nei dischi di calcestruzzo provvedono a illuminare gli ambienti interni.

L’impostazione modulare del modello ha permesso tanto di determinare e definire proporzionalmente la forma d’insieme, quanto di valutare l’effetto delle aperture per il passaggio della luce. La lieve differenziazione dei materiali usati nel modello – massello e derivati del legno – amplia la gamma degli effetti creati dalla luce. Infine, l’approccio analitico adottato nella realizzazione del modello è stato di grande aiuto nell’ottimizzare il processo costruttivo conoscendo in anticipo i risultati che si sarebbero ottenuti.

«Archi» 6/2020 può essere acquistato qui, mentre qui si può leggere l'editoriale con l'indice del numero.

Luogo Missionsstrasse, Basilea
Architettura Buchner Bründler Architekten, Basilea (Daniel Buchner, Andreas Bründler)
Collaboratori J. Garbizu Etxaide, N. Kleber, S. Hasrat
Fotografia Buchner Bründler Architekten, Basilea
Date 2018-2020