Ter­me e SPA al Li­do, Lo­car­no

Pietra locale, giochi di luce e contiguità tra le acque saline dei bagni e l'acqua del lago a pochi passi: il progetto di Moro & Moro porta le terme all'interno dello stabilimento del Lido a Locarno.

Data di pubblicazione
14-06-2019

Il centro balneare regionale

Il territorio litoraneo, che si estende dal nuovo porto alla foce, è l’ultimo residuo di riva naturale rimasto tra la murata del lungolago e l’argine della Maggia. La salvaguardia del suo assetto alluvionale offre l’opportunità di conferire a questo paesaggio la funzione di parco lacustre della città, integrandovi le strutture balneari quali isole attrezzate immerse nel verde.

Il parco viene servito dal viale-posteggio affiancato dalla ciclopista e dalla passeggiata pedonale alberata.

Il contesto della riva sommergibile ha determinato la concezione architettonica della struttura balneare come una chiatta galleggiante sulla spiaggia, con la chiglia che racchiude le attrezzature tecniche e i depositi. Adagiato sul ponte sta l’involucro trasparente come un grande acquario, che offre l’ambiente ideale ai bagnanti e lascia percepire, dall’interno, il paesaggio lacustre.

L’edificio è posto longitudinalmente tra la riva e il viale e scherma la spiaggia dalla città, lasciando trasparire le attività balneari e il panorama del lago, interrotto soltanto dai blocchi compatti degli spogliatoi e dei servizi emergenti dalla piattaforma. L’edificio costituisce una finestra continua verso il paesaggio del Verbano in tutta la sua ampiezza: dalle rive del Gambarogno al Piano di Magadino. Nell’arco della giornata, la luce naturale produce un alternarsi di immagini (in trasparenza o riflessione sulle vetrate e negli specchi d’acqua) e la sera l’edificio diventa una lanterna cangiante, a seconda delle variazioni di intensità e di colore dell’illuminazione artificiale.

A questo corpo emergente sono agganciate le piscine esterne che, in una sequenza di singoli bacini, affiorano a riva. Tutte le vasche sono realizzate a sfioro, senza ostacoli verso l’orizzonte lacustre, dando un’illusione di continuità con la superficie del lago.

Qui riproponiamo dal nostro archivio l'articolo di Archi 2/2010 in cui era presentato il progetto del Lido di Locarno, mentre qui si può leggere un approfondimento sulle passerelle.

Il wellness e spa

Nel settore nord dell’edificio è posto il centro wellness e spa al quale si accede tramite una passerella. Il concetto architettonico ha determinato il seguente percorso: dalla ricezione si scende negli spogliatoi prima di risalire nella zona centrale, con le vasche termali. Il rituale di accesso segue un percorso che vuole riproporre il ciclo naturale dell’acqua: dal suo nascere nelle sorgenti montane, allo scorrere sui fondivalle, fino al rilasciarsi nel bacino lacustre. Nella zona centrale, una sequenza a gradoni di vasche definisce una sorta di cascata che dal piano superiore conduce al sotterraneo. Dalla grande vasca centrale un canale conduce alla piscina esterna che dialoga con il Verbano nella continuità percettiva dall’acqua salina a quella lacustre.

Nel piano inferiore, un percorso acquatico sotterraneo conduce ai bagni a vapore, alle saune e a uno spazio distensivo (con la possibilità di risalire nel patio). Un itinerario di passerelle sospese fra i tre blocchi, al primo piano, conduce alla zona spa e agli ambienti dedicati ai massaggi. Sulla copertura dell’edificio sono poste le suite.

I diversi ambienti sono realizzati con materiali indigeni: granito della Riviera per i rivestimenti dei blocchi; granito d’Onsernone per le nicchie e le docce; granito della Calanca per i rivestimenti a spacco; granito di Cresciano per le passerelle (tecnologia a «precompressione»). Legno rispettivamente di faggio, rovere e robinia per il rivestimento dei blocchi, l’arredo interno e le terrazze esterne.

L’atmosfera fluviale avvolge il bagnante nel movimento dell’acqua che scorre sulla pelle, nel suono continuo del flusso delle cascate e nei riflessi cangianti della luce solare e dell’illuminazione subacquea sulla pietra delle vasche, sul legno delle pareti e sui teli del soffitto. L’intima penombra delle zone di riposo schermate dai grigliati lignei che filtrano luce e sguardi invita a un naturale rilassamento corporeo.

 

Luogo: Via Gioacchino Respini 7, Locarno
Committenza: Aqua Spa Resorts, Schafisheim - PSP Properties AG, Zurigo
Architettura: Moro & Moro architetti, Locarno
Collaboratori: L. Eberhard, R. Marzano, F. Albi, F. Turuani, S. Segler
Ingegneria civile: Lombardi SA, Minusio
Progetto impianti RVCS: Marco De Carli, Locarno
Progetto impianti elettrici: Erisel SA, Bellinzona
Tecnica vasche piscina: Probading AG, Zumikon; Bafilco AG Winterthur 
Fotografia: Zoe Moro, Verscio
Date: concorso 2005, progetto 2010, realizzazione 2012-2014

 

Questo articolo è parte di Archi 3/2019, L'acqua del benessereQui si può leggere l'editoriale del numero e qui è possibile acquistarlo. Gli articoli sono tutti accessibili gratuitamente su questo sito.

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