Una Loggia di troppo... ma per chi?
A Gelterkinden, il progetto per la scuola Hofmatt diventa terreno di scontro: tra retorica del “lusso” e realtà del processo pubblico, si confrontano visioni opposte di qualità, costo e responsabilità. In gioco non è solo un edificio, ma il valore stesso dell’architettura come bene comune.
English version at this link
C'è un modo per far sembrare uno spreco qualsiasi cosa costi più dello stretto necessario, basta chiamarla lusso. Il lusso non ha bisogno di dimostrazione: evoca eccesso, privilegio, denaro sprecato da qualcuno che non ne capisce il valore. Gorgia di Leontini, grande maestro della retorica sofista, sapeva bene che le parole non descrivono la realtà, ma la costruiscono.
A Gelterkinden, nel Cantone di Basilea Campagna, questa strategia è in corso da mesi. Il 26 aprile i cittadini votano sul credito di progettazione per la scuola elementare Hofmatt. Il comitato referendario che si è subito costituito, ha rivestito nella sua locandina di una patina scintillante e grossolana un edificio di legno dalla postura gentile e calma, il cui principale difetto sarebbe stato quello di immaginare una loggia per i bambini, aperta sul verde del complesso scolastico, oltre all'immancabile richiamo ad una spesa troppo elevata. Lo ha chiamato «Luxus-Schulbau».
Le preoccupazioni finanziarie dei cittadini sono comprensibili. Il comitato cita un piano finanziario secondo il quale il debito comunale potrebbe passare dagli attuali 31,3 milioni a 61,1 milioni entro il 2030. Al di là della cifra esatta, una comunità che vede approvare un progetto scolastico di una certa rilevanza economica ha tutto il diritto di chiedersi se il comune sta spendendo bene il denaro pubblico. È una domanda legittima, e merita una risposta seria.
La risposta seria, però, non è la proposta «Ratio». Sviluppato in sei settimane da un gruppo di ex consiglieri comunali, imprenditori locali e un ingegnere civile — nessun architetto — è stato elaborato dopo la chiusura del concorso, con l'obiettivo dichiarato di bloccarne il risultato. Il suo preventivo di 6,7 milioni di franchi viene offerto con una tolleranza di ±10%. Campus Loggia, il progetto vincitore, è stimato a 10,8 milioni con una tolleranza di ±25%.
La differenza di approssimazione non è un dettaglio marginale. La precisione di una stima è un indicatore diretto dello stadio di avanzamento del progetto: una tolleranza di ±25% è tipica di un progetto di concorso non ancora sviluppato esecutivamente: è onesta e corretta dichiararla in quella fase. Un’approssimazione del ±10% presuppone capitolato, computo metrico, planimetrie esecutive. Ma è davvero così? Sulla base di quali dati si assume una precisione così categorica nella formulazione del preventivo?
C'è poi un aspetto ancora più radicale. "Ratio" prende il progetto vincitore, lo spoglia di ogni connotato architettonico e lo riduce al solo diagramma distributivo, immolando ogni scelta sull'altare di una presunta efficienza funzionalista. Ma forse sarebbe più opportuno ragionare in modo più articolato e profondo sul concetto di Suffizienz (parola tedesca che ancora meglio della corrispettiva traduzione italiana esprime sobrietà) che non significa fare meno in senso quantitativo, ma fare il necessario in modo adeguato nel tempo: evitare sprechi non solo di risorse immediate, ma anche di trasformazioni future, manutenzioni correttive, adattamenti forzati. Una loggia aperta, uno spazio intermedio, una qualità spaziale apparentemente “in più” possono ridurre nel lungo periodo la necessità di superfici aggiuntive, migliorare l’uso quotidiano e aumentare la durata sociale dell’edificio. Se letta sul lungo periodo e non solo nell’hic et nunc del preventivo iniziale, la Suffizienz porta a conclusioni opposte: non è l’eliminazione di ogni eccedenza apparente, ma la costruzione di un equilibrio tra costo, uso e durata.
Lascia poi l'amaro in bocca vedere come si possa interferire nel lavoro dei professionisti con la superficialità di chi pensa di avere il diritto di sapere come risolvere le cose, creando un’assurda equivalenza tra le sei settimane di lavoro volontario e i tre anni della procedura di concorso. Il concorso di Gelterkinden non è stato un capriccio estetico: aperto secondo gli standard SIA, con 23 team partecipanti, una giuria indipendente e una raccomandazione unanime. Dire che "Ratio" è un’alternativa equivalente significa, non solo svilire un’intera filiera di lavoro, ma arrogarsi il diritto di un giudizio inappellabile. Saremmo dunque, secondo i promotori, di fronte alla più totale incapacità di architetti, specialisti e dell'ente pubblico stesso? Non ci sembra, data la chiarezza del progetto vincitore, che portava nel suo nome la principale proposta per l’intero complesso scolastico.
Va inoltre notato che chi vota “No” il 26 aprile non ottiene "Ratio". Gli stessi autori hanno poi dovuto precisare che il loro progetto “non deve essere inteso come un diretto controprogetto attualmente in votazione”. Eppure è rimasto in rete, con visualizzazioni, planimetrie e un cronoprogramma dettagliato — non per essere costruito, ma per essere visto, per alimentare una certa ambiguità. Ottiene invece l'azzeramento del lavoro svolto, una nuova procedura pubblica — il Diritto svizzero degli appalti non permette di assegnare un incarico di questa entità senza gara — e un costo di ripartenza inevitabile, cui si aggiunge l'inflazione dei materiali nel frattempo maturata. E come risultato concreto, vi sarà per anni soltanto la non realizzazione del manufatto: per non costruire nulla, già molto si è speso — economicamente e nel processo democratico. Non è un argomento architettonico. È aritmetica.
Quello che accade a Gelterkinden non è un caso isolato. È uno schema. Nello stesso periodo, a Sciaffusa, l'UDC ha presentato una proposta chiedendo la rinuncia ai concorsi SIA, con la retorica che sono costosi, elitari e causa di ritardi. A Gelterkinden l'attacco è su un singolo progetto. A Sciaffusa sullo strumento in quanto tale. Ma la direzione è la medesima: ridurre progressivamente lo spazio in cui la qualità può essere misurata in modo indipendente, prima che diventi vincolante per la spesa pubblica.
E non è l'unico fronte aperto. Anche in Ticino, diversi referendum hanno interrotto precocemente progetti di utilità pubblica — e ci si chiede sempre perché certe valutazioni emergano solo dopo le aggiudicazioni, mai prima.
Ciò che il comitato contesta non è solo questo progetto, ma il principio che un comune debba investire in edilizia scolastica di qualità. La retorica del "lusso" suggerisce che qualsiasi scuola superi il minimo indispensabile sia uno spreco. È una posizione legittima in democrazia — ma va riconosciuta per quello che è: una scelta esplicita di ridimensionamento dell'offerta scolastica pubblica, e del valore che le costruzioni collettive assumono diventando bene comune. Il concorso pubblico è una garanzia democratica: il meccanismo attraverso cui una comunità si assicura che le decisioni collettive non siano delegate né all'arbitrio del più economico né al gusto del momento, ma a un processo verificabile, aperto, indipendente. Rinunciarvi — o delegittimarlo dopo il fatto — non è un risparmio. È un arretramento.
Il concorso, per dirla con Winston Churchill, parafrasando il suo celebre giudizio sulla democrazia, è la peggior forma di selezione del progetto — eccezion fatta per tutte le altre che si sono sperimentate finora.
Scuola primaria Hofmatt, Gelterkinden
Committente: Comune di Gelterkinden
Procedura: procedura di progetto a procedura aperta per architettura e architettura del paesaggio
Team partecipanti: 23
Giuria tecnica: Andreas Galli (presidente), Jan Krarup, Anna Jessen, Pascal Gysin, Céderic Bachelard (supplente)
Giuria della committenza: Martin Rüegg, consigliere comunale, educazione, cultura/associazioni, sport, biblioteca; Doris Hunziker, vicerettrice della scuola primaria di Gelterkinden; Christoph Belser, consigliere comunale, edifici comunali, Gelterkinden; Pascal Bürgin, ufficio tecnico (supplente)
Valutazione: giugno – luglio 2023
1° rango / 1° premio: Atelier Amont, Basilea
Relazione della giuria in formato PDF: Projektwettbewerb Primarschule Hofmatt Gelterkinden
2° rango / 2° premio: Atelier Schloo, Zurigo
3° rango / 3° premio: Morger Partner Architekten, Basilea
4° rango / 1° acquisto: op-arch, Zurigo
5° rango / 4° premio: Alessandro Luraschi Architekten, Zurigo