Le al­lean­ze di pro­get­to

Un modello promettente per progetti complessi

Da oltre 150 anni, la SIA definisce le procedure di gara in Svizzera per garantire qualità, trasparenza e innovazione nello sviluppo dell’ambiente costruito. Oggi, nel contesto delle mutevoli aspettative della società e dell’evoluzione del diritto degli appalti pubblici, le norme SIA 142 (concorsi) e 143 (mandati di studio paralleli) sono state appena riviste dopo quattro anni di intenso lavoro.
Di queste revisioni, delle loro implicazioni pratiche per i professionisti e i committenti pubblici e, più in generale del futuro della cultura della concorrenza in Svizzera parliamo con Laurindo Lietha, vicecapo del dipartimento normativo e responsabile degli appalti presso la SIA.

 

Data di pubblicazione
22-12-2025

Cedric van der Poel: Le versioni riviste dei regolamenti SIA 142 (concorsi) e 143 (mandati di studio paralleli) introducono il concetto di «procedura adeguata al compito». Può spiegare questo cambiamento e in che modo potrebbe semplificare le cose per i Comuni più piccoli che non dispongono delle risorse necessarie per organizzare concorsi complessi?

Laurindo Lietha: La SIA sostiene in modo specifico i Comuni più piccoli nel garantire appalti orientati alla qualità. Uno degli obiettivi della revisione era quello di snellire le procedure, rendendole più efficienti ed economiche. Con la piattaforma wegweiser-planungsbeschaffung.ch, la SIA offre una guida pratica nella scelta del metodo più appropriato.

CVDP: L’uso dei mandati di studio paralleli (MSP) sembra essere in aumento. Come possiamo garantire che queste procedure rimangano eque e non si trasformino in gare d’appalto mascherate, spesso fuori dalla portata degli studi più giovani?

LL: I MSP sono un buon modo per identificare la soluzione migliore quando le condizioni quadro di un progetto non possono essere definite in anticipo, ad esempio in sviluppi complessi che coinvolgono più parti interessate. Per altri tipi di progetti, tuttavia, un concorso è il metodo di appalto più adatto. Non solo consente una maggiore diversità di soluzioni, grazie a una più ampia partecipazione e all’anonimato, ma è anche significativamente più semplice e più conveniente da organizzare rispetto a un MSP. Il processo di revisione del programma della SIA, insieme agli Osservatori Commesse Pubbliche (in Ticino la CAT ndr), tiene attentamente conto di questo aspetto nella consulenza e nella valutazione delle procedure e supporta i committenti nella scelta del metodo di appalto appropriato.

Detto questo, i progetti edilizi stanno chiaramente diventando più complessi nel loro insieme, quindi è comprensibile che si assista a un aumento dell’uso dei mandati di studio.

CVDP: Con l’evoluzione del monitoraggio degli appalti pubblici, osserva un reale cambiamento nelle pratiche di appalto pubblico in Svizzera verso una maggiore qualità e sostenibilità, o c’è ancora molta strada da fare?

LL: «Si sta andando nella giusta direzione, ma non abbastanza velocemente»: così Cristina Schaffner, direttrice di Bauenschweiz ed io avevamo riassunto la situazione poco più di un anno fa (articolo su espazium: Wie steht es um die nachhaltige Beschaffung? ndr). Continuo a pensarla così anche oggi, nonostante ora ci sia più slancio: alcuni Cantoni stanno dando l’esempio e associazioni come la nostra stanno investendo in questo cambiamento di paradigma.

Dall’inizio dell’anno, l’articolo 30 della legge federale sugli appalti pubblici è stato modificato per richiedere l’uso di specifiche tecniche relative alla sostenibilità. Anche l’articolo 10 dell’ordinanza relativa alla legge federale sugli obiettivi di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (legge sul clima e l’innovazione, LOCli), che assegna un ruolo modello agli enti aggiudicatori pubblici e li impegna a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2040, contribui­rà ad accelerare questo cambiamento.

CVDP: Qual è oggi il peso reale dei criteri qualitativi – come la sostenibilità, l’estetica e l’innovazione – nelle gare d’appalto a seguito della revisione della legge federale sugli appalti pubblici (LAPub)? E come possiamo garantire che questi criteri non vengano sacrificati sull’altare dell’efficienza dei costi?

LL: Criteri qualitativi quali sostenibilità, estetica e innovazione sono al centro dei concorsi. A differenza delle gare d’appalto basate sulle prestazioni o delle procedure di selezione dei progettisti, in questo caso non sono criteri di aggiudicazione predefiniti a determinare il risultato, ma una giuria indipendente. Grazie all’indipendenza della giuria dall’ente banditore e alla comprovata competenza dei suoi membri, i concorsi garantiscono la selezione del progetto migliore, non di quello che presenta semplicemente i dati più allettanti nel breve termine. 

CVDP: Le alleanze di progetto, recentemente introdotte nella pratica svizzera attraverso il documento tecnico SIA 2065, si basano sulla collaborazione e sulla gestione condivisa del rischio piuttosto che sulla pura concorrenza. Come vede l’evoluzione del rapporto tra questi approcci collaborativi e i tradizionali concorsi di progettazione nella pianificazione di progetti complessi?

LL: Le alleanze di progetto offrono un modello promettente per progetti complessi in cui le strutture organizzative tradizionali, come il modello del progettista unico, raggiungono i loro limiti. I principi della collaborazione basata sul partenariato e della responsabilità condivisa dei rischi possono essere applicati anche ad altri modelli. Attualmente stanno emergendo progetti pilota, in particolare tra i committenti pubblici e la SIA sostiene attivamente questo sviluppo.

L’esperienza su come procurarsi al meglio alleanze di progetto è ancora limitata. Sembra altrettanto fattibile organizzare una gara d’appalto ai sensi della SIA 142 e poi reclutare ulteriori membri dell’alleanza utilizzando il nuovo strumento del «dialogo» descritto nella legge federale sugli appalti pubblici (LAPub), come per commissionare un team di alleanza attraverso un mandato di studio ai sensi della SIA 143. Sono curioso di vedere quali esperienze acquisiremo con questi approcci nei prossimi anni.

Adattamento del testo a cura di Pablo Valsangiacomo.

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Con questo sondaggio vogliamo raccogliere le voci di chi è coinvolto. Ci interessano le vostre esperienze personali e le vostre opinioni. Le risposte resteranno confidenziali e verranno pubblicate in forma anonima sulla rivista TEC21 e su espazium.ch

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