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Posizione centrale, vicinanza al confine e grandi dimensioni: sono queste le caratteristiche principali dell’area della stazione merci Wolf che si estende su 160 000 m² e si colloca a est della stazione FFS di Basilea. Nei prossimi anni, vi si libereranno alcune superfici. Le FFS hanno quindi avviato uno studio di fattibilità per le alternative di utilizzo dell’area.

 

Data di pubblicazione
19-09-2018
Revision
19-09-2018
Tina Cieslik
Redattrice Architettura/Architettura d'interni TEC21

L’area Wolf alla periferia est di Basilea – il nome rimanda alla presenza dei lupi nei boschi fino al XVII secolo – non è affatto una zona in disarmo. Attualmente ospita una generosa infrastruttura logistica con uffici di spedizionieri, magazzini merci e posteggi per autocarri, oltre a un terminal per container. Entrando nella stazione FFS di Basilea, i viaggiatori interessati all’architettura sono colpiti dal centro per lo smistamento realizzato tra il 1991 e il 1994 da Herzog & de Meuron. L’area sta tuttavia vivendo una fase di cambiamento: con il progetto «Gateway Basel Nord», dal 2020 presso il porto sul Reno sarà messo in esercizio un impianto trimodale per il traffico merci internazionale.

Qui sarà per prima cosa necessario concentrare a livello spaziale il trasferimentodalla strada alla ferrovia e, una volta completata la nuova darsena nel 2022, anche di battelli. Le relative superfici attualmente in uso nell’area Wolf si libereranno e potranno essere destinate a nuovi utilizzi: una situazione di partenza allettante, considerata la nota scarsità di spazi abitativi e uffici che affligge il Cantone urbano. Già nel 2013 le considerazioni sul futuro utilizzo di queste e di ulteriori superfici infrastrutturali nell’area di Basilea sono state affrontate nel corso del progetto «Gesamtperspektive – die Bahnzukunft im Raum Basel» («Prospettiva globale – Il futuro ferroviario nell’area di Basilea») cui hanno partecipato, oltre alle FFS, anche i governi dei Cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna. Essendo uno dei principali proprietari di terreni, le FFS hanno un’influenza notevole sullo sviluppo urbano di Basilea.

Un interrogativo complesso

Innanzitutto, un utilizzo alternativo di questo sedime è effettivamente possibile? E, in caso di risposta affermativa, è anche auspicabile? In fondo, le attività logistiche tradizionalmente ospitate nell’area dovranno continuare a trovarvi posto, e la Wolf sarà ancora attraversata dalla linea ferroviaria internazionale per le merci pericolose.

Al fine di individuare possibili scenari per il fondo, le FFS e il Cantone di Basilea Città hanno optato congiuntamente per una procedura di progettazione cooperativa. Una prima fase, dal 2014 al 2018, si è concentrata sulla pianificazione urbanistica di base. L’obiettivo era esaminare se nel luogo in questione fosse possibile realizzare un quartiere a utilizzo misto con un’elevata quota di abitazioni. Inoltre, bisognava verificare se – ed eventualmente in che modo – fosse possibile mantenere le attività di scalo merci, integrando nel nuovo complesso gli edifici preesistenti, in parte tutelati dalla protezione dei monumenti storici. A tale scopo sono stati realizzati studi preliminari e una fase di definizione della strategia. A seguire, le FFS hanno bandito un mandato di studio urbanistico con quattro team. I risultati dei lavori sono poi confluiti nella pianificazione dello sviluppo dell’area. Parallelamente si è svolto un processo partecipativo rivolto ai locatari coinvolti nell’area e a specifici gruppi di interesse (ad es. associazioni di quartiere delle zone limitrofe, comuni vicini, ma anche a Camera di commercio di Basilea Città e Campagna, Pro Natura Basilea e la locale sezione SIA). La partecipazione è stata organizzata sotto forma di una comunicazione reciproca: alla fine di novembre 2016 l’opinione pubblica è stata informata per la prima volta mediante un comunicato stampa. Successivamente si è tenuto un primo evento informativo per i locatari dell’area e i rappresentati dei gruppi di interesse. Alla fine del mese questi ultimi hanno poi avuto modo di esprimere le proprie richieste alla progettazione nel quadro di un workshop e, su questa base, di fissare per iscritto le proprie esigenze entro la fine di dicembre 2016. Il rapporto che ne è derivato è poi a sua volta confluito nell’oggetto del mandato di studio.

Quattro zone oppure un parco circondato da anello

Nel maggio 2017 le FFS hanno pubblicato il bando di un mandato di studio urbanistico. Gli architetti partecipanti (cfr. pag. 53) dovevano vantare esperienze in progetti urbanistico-architettonici di complessità simile ed erano chiamati a formare un team con progettisti provenienti dai settori dell’architettura del paesaggio, della pianificazione dei trasporti e della sociologia. Oltre allo sviluppo di un progetto pregnante sotto il profilo urbanistico, era loro richiesto di illustrare quale potesse essere l’utilizzazione massima dell’area. Un altro aspetto importante riguardava la possibile parcellizzazione del terreno al fine di consentire l’impegno di diverse tipologie di investitori con differenti disponibilità di capitali. Il motto? «lavoro smart e stile di vita urbano».


Il mandato di studio si è svolto in maniera dialogica. In occasione di due incontri intermedi a giugno e settembre 2017, i partecipanti hanno presentato le loro bozze alla presenza degli altri team. Successivamente le idee sono state discusse e sono state chiarite le questioni in sospeso; a seguire il comitato di valutazione si è riunito senza i team. Prima degli incontri, questi ultimi hanno avuto la possibilità di coinvolgere esperti su questioni come rumore, incidenti – ad
es. un incidente durante il trasporto di merci pericolose – o sviluppo socio-territoriale. La discussione finale di dicembre si è svolta con le stesse modalità.


La complessità della situazione è evidenziata dai risultati del mandato di studio, pubblicati a marzo 2018. Solo per fornire qualche anticipazione: un’utilizzo dell’area alternativo e di qualità è possibile, ma non sarà semplice da ottenere.
I team hanno individuato differenti soluzioni, soprattutto per le tematiche relative a distribuzione dell’utenza e tipologie. La giuria ha pertanto proposto un’ulteriore elaborazione: a essere approfonditi e combinati saranno le proposte del team guidato da Christ & Gantenbein di Basilea e il progetto del team dello studio EM2N di Zurigo. Il primo ha convinto per un ampio complesso con cortile interno di forma allungata. Ciò offre vantaggi sotto il profilo dell’inquinamento fonico e consente di creare interessanti spazi liberi, integrando al tempo stesso le costruzioni sotto tutela. La distribuzione uniforme di tutte le destinazioni d’uso sull’intera area è per contro valutata difficile da parte della giuria.

Da questo punto di vista il progetto dello studio EM2N è risultato più convincente, considerando quattro zone di sviluppo con diversi utilizzi. In questo modo è ad esempio possibile concentrare la logistica (e i relativi collegamenti infrastrutturali) nella parte orientale, collocando a distanza gli spazi residenziali nella più quieta parte occidentale dell’area. I partecipanti sono ora chiamati a fondere insieme le proprie bozze, di per sé di carattere opposto, in un piano complessivo in grado di unire i vantaggi di entrambe.

Un compito lungo ma possibile

Al momento i partecipanti stanno rielaborando le proprie proposte in questa direzione. Da marzo 2018 si è svolta la seconda fase del processo partecipativo, sulla base dei risultati del mandato di studio. Fino a maggio, rappresentanti dei gruppi di interesse e locatari hanno avuto la possibilità di presentare i propri feedback, che confluiranno nella fase di sintesi del progetto concreto. Al termine, fino alla fine del 2018 ci sarà una terza fase di comunicazione, che mirerà a informare i vicini, i rappresentanti dei gruppi di interesse, i locatari e – ultima ma non meno importante – l’opinione pubblica. Entro il 2022 dovranno essere poste le basi legali pianificatorie per una nuova utilizzazione, per un cambio di zona e del piano di sviluppo. Ci vorranno alcuni anni per capire se sarà possibile combinare in maniera armonica due approcci opposti sotto il profilo urbanistico e architettonico. L’inizio dei lavori di costruzione è previsto per il 2024.

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