Deux ou trois cho­ses que je sais d’el­le

Data di pubblicazione
27-03-2024
Lorenzo Cotti
Architetto, vicepresidente del consiglio di fondazione AAT

Delle due o tre cose che so della regione in cui vivo, il Locarnese, una è quella degli infiniti tentativi di costruire una struttura per ospitare convegni e congressi. I tentativi di edificare un centro congressuale iniziano alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso ad Ascona e terminano, con il referendum del 1987, a Locarno. Ad oggi sono trascorsi quasi 50 anni.

Il referendum popolare del 1987 era stato indetto per impedire la costruzione di «un’incredibile massa architettonica» (in realtà più piccola del Grand Hotel di Locarno) che avrebbe proiettato un’ombra degna di essere inserita in uno dei racconti di Tolkien (questo dell’ombra era il tema «terroristico» sventolato dai promotori del referendum). Questa massa corrispondeva a un progetto di Livio Vacchini, che integrava una sala congressi, da «concedere» al Comune da parte del promotore in cambio di un piano in più. Da qui la paventata imponenza volumetrica. 

La data del 1987 è più simbolica che altro, ma ha rappresentato uno spaccato della società locarnese, e ha chiuso un periodo a cui sono seguite proposte – soprattutto private – mai concretizzate. Una storia spesso incomprensibile che descrive, in un ipotetico elenco ancora da fare, l’immobile accidia dei locarnesi.

Come Fondazione Archivi Architetti Ticinesi abbiamo deciso di accogliere anche i fondi di architetti non direttamente ticinesi, ma che hanno lavorato in Ticino aprendo una sezione a quegli apporti alla cultura architettonica da parte di professionisti di origine prevalentemente germanica. Spesso sia ticinesi che svizzero-tedeschi avevano avuto la stessa formazione al Politecnico di Zurigo, ma rimane pur sempre una differenza nella generale formazione culturale che si riflette, quasi inevitabilmente, nella progettualità architettonica.

Uno di questi fondi, il primo, è relativo all’arch. Werner J. Müller (1899-1989) attivo come scultore, architetto e poi cofondatore del Teatro delle Marionette di Ascona, nonché padre del clown Dimitri.

Werner Müller studiò al Politecnico di Zurigo. Il piccolo fondo donato dai suoi eredi contiene fra l’altro i disegni preparatori di un progetto per un edificio che accoglie un auditorium, un kursaal, la sede di uno yacht club e un ristorante. Il progetto è datato 1968, nove anni dopo il concorso per un «Palazzo del Turismo e Casino Kursaal Ascona». Il luogo potrebbe essere lo stesso, la riva «degli angeli» ad Ascona, il committente potrebbe non esserci o potrebbe essere legato alle Settimane Musicali di Ascona, o altro. Non lo sappiamo.

Come accennato, il 1959 è l’anno del concorso indetto dal comune di Ascona per un centro congressi: oggi lo chiameremmo piuttosto così. La parte centrale del programma, e anche ovviamente il motore finanziario dell’impresa, era la formazione di un kursaal, o sala giochi. Il vincitore è stato l’architetto «ginevrino» André Gaillard e, inutile dirlo, il progetto non fu mai realizzato. L’architettura di Gaillard era in linea con i tempi, con un linguaggio che potremmo definire un iniziale «brutalismo». Tra l’altro Gaillard collaborerà con Marcel Breuer alla stazione di Flaine.

Il progetto di Müller anche se elaborato nove anni dopo e non si sa su quale stimolo, sembra molto aderente al programma del concorso, sebbene con una parte concertistica decisamente più sviluppata.

Nonostante gli anni trascorsi da un progetto all’altro è interessante notare che da una parte, nella proposta di Gaillard, c’è la nuova architettura svizzera che comincia ad avere la sua autonomia (in giuria gli architetti Tami, Baur, Walthenspuehl), mentre il progetto di Müller riecheggia piuttosto l’architettura del «grande moderno tedesco», importato ad Ascona con Wiedemeyer e Fahrenkamp.

Sul concorso di Ascona esiste anche un opuscolo tecnico-economico redatto da Silvano Toppi1 che riassume le varie vicende del concorso soprattutto dal punto di vista economico, e riporta curiose note e lettere di Tami, che è la figura centrale del concorso.

A quello di Ascona seguirà un concorso simile a Locarno nel 1961, vinto da R.+E. Guyer e M. Pauli. Anche questo senza esito concreto. E, successivamente, seguirà tutto il resto di infinite e varie proposte, appunto fino al 1987.

Note

 

1. Silvano Toppi, Palazzo del Turismo e Casino Kursaal Ascona, a cura della Cooperativa Palazzo del Turismo Ascona, senza data.

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