«Ci vuo­le un approc­cio in­ter­di­sci­pli­na­re»

Che cosa hanno in comune la zirkulit AG e la SageGlass Saint-Gobain con il Prix SIA? Perché queste due aziende hanno deciso di sostenere l’evento in veste di partner? Franz Schnyder e Julien Orillard ce lo spiegano nella seguente intervista.

Publikationsdatum
04-06-2026

Le vostre aziende sono entrambe partner del Prix SIA 2026. Quali sono gli obiettivi che perseguite con questo partenariato?

Schnyder: Sosteniamo una cultura della costruzione che si assume delle responsabilità nei confronti delle generazioni a venire. Per noi questo partenariato offre un’occasione per animare il dibattito sull’edilizia sostenibile e sulla circolarità. Gli edifici lasciano un’impronta sul nostro ambiente di vita per diversi decenni, ecco perché la scelta dei materiali, ma anche la pianificazione e l’architettura devono tenere maggiormente conto della tutela delle risorse, del rispetto del clima e dell’economia circolare.

Orillard: Siamo fermamente convinti che gli edifici debbano essere durevoli e confortevoli. Per noi sostenibilità significa progettare un’opera utilizzando materiali concepiti per durare nel tempo, per resistere ai cambiamenti climatici e per rispondere alle ripercussioni che tali cambiamenti hanno sul comfort dell’utenza. Pensiamo che la protezione dal calore estivo, su cui verte la nostra attività, rivestirà un ruolo sempre più importante.

Quali sono i valori che le vostre aziende hanno in comune con il Prix SIA?

Schnyder: Condividiamo gli stessi principi di qualità, responsabilità e visione a lungo termine. Per noi, l’idea di cultura della costruzione va oltre la mera qualità architettonica, significa anche fare un uso consapevole delle risorse. Nel settore, i materiali da costruzione minerali continueranno a rivestire un ruolo di primo piano, anche in futuro. Un aspetto fondamentale, tuttavia, è che vengano prodotti con maggiore rispetto del clima e siano smaltiti in modo consapevole, secondo un approccio circolare.

Orillard: «Making the World a Better Home» è questo il motto della Saint-Gobain, la casa madre di SageGlass. Il Prix SIA, che invita a creare progetti innovativi che contribuiscano al bene comune, è pienamente in linea con questa stessa visione.

Il Prix SIA valuta i progetti in base al Sistema Davos per la qualità nella cultura della costruzione e ai suoi otto criteri. Questi stessi criteri giocano un ruolo anche nella quotidianità delle vostre aziende?

Schnyder: Sì, soprattutto i criteri Ambiente, Economia e Contesto sono centrali per il nostro lavoro. I materiali da costruzione sostenibili devono offrire vantaggi ecologici misurabili, al contempo devono essere economicamente vantaggiosi e, naturalmente, devono potersi integrare in un’architettura di alto valore qualitativo. Ed è proprio qui che entra in gioco l’edilizia circolare. Si tutelano le risorse, i materiali vengono riutilizzati e gli edifici mantengono il proprio valore nel tempo.

Orillard: Il nostro compito, in veste di imprenditori industriali, consiste nell’offrire soluzioni sostenibili che permettano agli architetti e agli ingegneri di poter tornare a fare propri alcuni principi fondamentali, come quelli su cui si basa il Sistema Davos per la qualità nella cultura della costruzione. Il vetro SageGlass è in grado di aumentare il comfort termico e visivo dell’utenza poiché crea un effetto di continuità tra lo spazio interno a quello esterno. La SageGlass permette infatti di creare facciate in vetro senza i tradizionali sistemi di protezione solare.

Sono stati inoltrati ben 183 progetti per l’edizione 2026. Secondo voi, che cosa ci dicono i progetti in concorso in merito alla cultura della costruzione svizzera?

Schnyder: Il gran numero di progetti in lizza e la loro varietà ci dimostrano che nel nostro Paese la cultura della costruzione si trova nel pieno di una trasformazione. Temi come la conservazione della sostanza edilizia esistente, l’efficienza delle risorse e la protezione climatica diventano sempre più parte integrante della qualità architettonica. Si tratta di un segnale importante, perché per affrontare le sfide nel settore della costruzione ci vuole un approccio interdisciplinare.

Orillard: La creatività che trapela dall’edizione 2026 mostra una cultura della costruzione svizzera oltremodo vivace, dinamica e sfaccettata.

I progetti del Prix SIA si fanno portavoce di una trasformazione sostenibile del nostro ambiente di vita. Potreste spiegarci in che modo i vostri prodotti apportano un contributo in questo senso?

Schnyder: Con zirkulit beton® offriamo materiali in calcestruzzo circolari. Questi materiali da costruzione contengono la massima percentuale possibile di materie prime secondarie, ricavate da rifiuti edili trattati; contribuiscono pertanto a ridurre in modo significativo il fabbisogno di materie prime naturali, come sabbia e ghiaia. Allo stesso tempo, ottimizzando la quantità e il tipo di legante, è possibile ridurre notevolmente l’impronta di CO₂. Il calcestruzzo circolare è ottimizzato, sia in termini di risorse che di impatto climatico. Consente di realizzare un’architettura sostenibile e, al contempo, apporta un contributo concreto all’economia circolare nel settore della costruzione.

Orillard: Il sistema SageGlass permette di adattare la tonalità del vetro in base all’irraggiamento solare. Oscurandosi, il vetro non lascia passare il calore all’interno dell’edificio, ma conserva tutta la sua trasparenza. La vista verso l’esterno è dunque sempre garantita, con il massimo benessere per l’utenza.

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