Ver­so il Pre­mio SIA Ti­ci­no

La giuria si è riunita per esaminare i progetti candidati; il Premio sarà attribuito in febbraio.

Nel corso del mese di settembre si è riunita la giuria del Premio SIA Ticino, presieduta da Daniele Caverzasio, vicepresidente del Gran Consiglio ticinese, e composta da esponenti di architettura, ingegneria, urbanistica e tecnica. In due giornate di intenso lavoro, i giurati hanno esaminato i 54 progetti candidati, approfondendo l'esame con numerosi sopralluoghi.

«La giuria ha lavorato in armonia e con la consapevolezza che si trattava di un premio importante», ha dichiarato Caverzasio. «Sicuramente un premio che in qualche modo contribuisce a diffondere una sensibilità maggiore sul valore dell’architettura, e al tempo stesso stimolare una creatività crescente. D’altronde io stesso, che non sono architetto, non posso essere indifferente al contesto in cui vivo. Case, uffici, spazi pubblici e aree urbane incidono in modo significativo sui nostri gesti quotidiani e sulla qualità delle nostre vite».

Il Premio SIA Ticino, attribuito al committente di un'opera di pregio realizzata nell'ambito di architettura, ingegneria o pianificazione, ha cadenza quadriennale. La prima edizione risale al 2003, mentre l'ultima si è chiusa nel febbraio 2016 a Castelgrande con l'attribuzione del Premio, in presenza di personalità della cultura e del modo politico, al Tribunale penale federale di Bellinzona, commissionato dal Dipartimento federale delle finanze e dall'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica e progettato dagli studi Bearth & Deplazes Architekten e Durisch + Nolli Architetti.

L'edizione 2020 mira a creare un dialogo tra mondo accademico e professionale, intento espresso anche dalla scelta della location per la cerimonia di premiazione: essa per la prima volta avrà luogo il 7 febbraio 2020 nel Foyer di Palazzo Canavée, presso l’Accademia di architettura di Mendrisio, dove i progetti candidati resteranno esposti nelle settimane seguenti.

Maggiori informazioni sul Premio SIA Ticino qui.

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