TRI­BU ar­chi­tec­tu­re: una ca­sa rura­le per la po­po­la­zio­ne mi­gran­te a Losan­na

«L’aspetto radicale dell’edificio, che si presenta intenso per la sua materialità, generoso nella forma ed elegante nell’esecuzione, compone un insieme dal carattere fortemente urbano, in un’area che ha fatto della lotta contro il cambiamento il suo cavallo di battaglia».
Christophe Catsaros, «Bâtisseurs suisses», 3, 2018.

Publikationsdatum
11-02-2019
Revision
11-02-2019
Camillo Magni
Architetto, presidente di Architetti senza frontiere Italia, ricercatore POLIMI

Nel quartiere «Vers-chez-les-Blanc», nella periferia nord di Losanna, sorge un edificio residenziale dedicato a ospitare immigrati in attesa di uno status definitivo. Il luogo, nonostante sia a soli 5 km dal centro urbano, si caratterizza per la prevalenza rurale della campagna, per la natura minuta delle abitazioni e per l’esistenza di alcuni assi viabilistici ad alto scorrimento. 

In questo contesto TRIBU architecture ha accettato la sfida di realizzare un edificio capace di rispondere in forma unitaria sia alle necessità espresse da una domanda abitativa specifica come quella delle popolazioni migranti, sia ai vincoli urbanistici del Piano Regolatore Comunale, sia alle esigenze gestionale dell’EVAM (Etablissement Vaudois d’Accueil des Migrants). Il progetto nasce dalla reinterpretazione delle diverse restrizioni con l’obiettivo di realizzare un edificio in grado di ordinare l’intorno e di esprimere una immagine contemporanea e coerente con l’ambiente nel quale si inserisce, inoltre ha ricevuto una menzione da parte della Distinction Romande d’Architecture.

L’edificio occupa un’area di forma irregolare che confina con una strada a medio scorrimento e una campagna parzialmente urbanizzata. La costruzione, compatta e di forma regolare, si colloca nell’estremità orientale del lotto definendo un piccolo cortile triangolare a nord che funge da accesso e lasciando spazio nella parte sud a un ampio giardino comune. Al fine di mitigare l’impatto volumetrico, circa 4.080 m3, che allude a un intervento urbano nonostante il carattere rurale del contesto, il progetto prevede la costruzione di un edificio diviso in due porzioni identiche, ognuna delle quali coperta da un tetto a due falde evocando l’accostamento di due case di campagna di più modeste dimensioni. In tal modo l‘impatto visivo dell’intervento viene stemperato dalla forma geometrica del volume costruendo un dialogo morfologico con gli edifici circostanti. Il vincolo normativo di usare delle gronde è declinato dagli architetti come una successione di tre piani aggettanti strumentali a proteggere i serramenti e a nascondere le tende esterne. Il piano inclinato della copertura è l’occasione per dotare i soggiorni di doppia altezza compensando le piccole dimensioni degli alloggi e rispondendo alla norma che prevede un rapporto del piano sottotetto pari a 3/5 del piano sottostante. Il rivestimento in lastre di legno bruciato evidenzia l’immagine rigorosa e monolitica dell’edificio (anche la copertura è rivestita di scandole di legno) e, al tempo stesso, risponde alla necessità di trattare e proteggere il materiale ligneo aggirando la richiesta del Comune di non dipingere di nero le facciate.

Anche gli aspetti gestionali hanno condizionato il progetto: la richiesta di non realizzare nessun terrazzo e di non aprire accessi al piano terra ha generato un volume compatto, quasi monolitico, con un rapporto al suolo che reitera le finestre dei piani superiori e si stacca dalla linea di terra con una fascia di rivestimento ligneo.

Dal punto di vista tipologico l’edificio presenta due vani scale in cemento a vista impreziositi da un’elegante balaustra che distribuiscono quattro alloggi per piano. La struttura portante è realizzata in cemento armato per il nucleo centrale e in legno per i tamponamenti perimetrali, sperimentando un interessante sistema di prefabbricazione di pannelli preassemblati che ha consentito di diminuire gli spessori di facciata e i tempi di costruzione.

L’edificio nella sua austera semplicità nasconde una sofisticata progettazione dimostrando come le restrizioni possano diventare risorse per il progetto e costruendo un ambiente caldo e accogliente per i suoi ospiti.

 

Luogo: Losanna, Vers-chez-les-Blanc
Committenza: privata
Architettura: TRIBU architecture, Losanna
Collaboratori:
L. Guidetti, C. Fawer, D. Tuleu, C. Henry, M. Guex
Ingegneria civile: Kälin & Rombolotto, Losanna
Progetto impianti RVCS: Planair SA, Yverdon-les-Bains
Progetto impianti elettrici: Planair SA, Yverdon-les-Bains
Fisica della costruzione: BIFF SA, Losanna
Fotovoltaico: Agena SA, Moudon
Geologia: ABA GEOL, Fribourg
Progetto serramenti: Noël Ruffieux, Epagny
Progetto facciate: André SA, Yens
Fotografia: Michel Bonvin, Sion/Losanna
Date: progetto 2014-2015; realizzazione 2016-2017
Pianificazione energetica: Planair SA, Yverdon-les-Bains
Certificazione o Standard energetico: Minergie-P ; VD-130-P ; VD-131-P
Intervento e tipo edificio: Nuova costruzione, Abitazione collettiva
Riscaldamento e acqua calda sanitaria: pompa di calore acqua-acqua con sonde geotermiche, 35 kW
Requisito primario involucro dell’edificio (Qh): 22.1 kWh/m2a (limite 26.7 kWh/m2a)
Requisito Minergie-P (2015): 13.4 kWh/m2a (limite 30 kWh/m2a)
Elettricità: produzione fotovoltaica 21,170 kWp, ca. 19000 kWh/anno 
Particolarità: edificio parzialmente penalizzato dalla ventilazione unidirezionale igroregolabile. Nessun recupero di calore in uscita dalla ventilazione. Riscaldamento a pavimento. Gli apparecchi elettrodomestici sono classe A++, rispettando i criteri Minergie P. Illuminazione a LED in tutti gli appartamenti e nelle zone comuni. Regolatori tipo Ice Open di Regent. Sono installati 73 pannelli fotovoltaici da 290 Wp, che permettono di ridurre ulteriormente il Requisito Minergie-P fino a 2.1 kWh/m2a. In origine nella certificazione era previsto un sistema da 14.1 kWp, con produzione di 12’549 kWh/anno. La struttura (lastre, tromba delle scale e muri interni) è in cemento armato gettato sul posto. Le facciate sono non portanti e costituite da elementi in legno prefabbricato in officina. La copertura portante è in legno prefabbricato. La prefabbricazione e la costruzione in legno hanno ridotto i tempi di costruzione e lo spessore della facciata, a vantaggio della superficie interna poiché l’isolamento è integrato nella struttura in legno.

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