Pic­chi ar­ti­fi­cia­li

Le antenne di Alberto e Aldo Guscetti

Nel Novecento la costruzione delle antenne segna l'inizio di un’era gloriosa per le telecomunicazioni elvetiche. In Ticino, dietro alla loro realizzazione si nasconde spesso una coppia di «costruttori alpini»: i fratelli Alberto e Aldo Guscetti, rispettivamente ingegnere e architetto. Presentiamo la costellazione delle antenne del Monte Matro, di Arbedo-Castione e del Monte Tamaro.

Costruttori alpini

I fratelli Alberto Guscetti, ingegnere civile (1930), e Aldo Guscetti, architetto (1931), fondano nel 1953 il loro studio ad Ambrì: lo Studio Tecnico F.lli Guscetti. Nasce così un sodalizio tra architetto e ingegnere, tra due costruttori alpini.

Durante gli anni Cinquanta del XX secolo realizzano diversi edifici privati nel comune di Ambrì, in Leventina. Questi edifici sono stati l’oggetto di una mostra nel 2016 e 2017.1 Solo alla fine degli anni Cinquanta arrivano le prime commesse pubbliche e, a partire dalla fine degli anni Sessanta, inizia la collaborazione con la regia federale delle telecomunicazioni (le allora PTT Poste Telefoni e Telegrafi), con la costruzione della prima stazione e antenna al Pizzo Castello.

Le antenne nel Canton Ticino. Breve introduzione

La maggior parte delle antenne di trasmissione radioelettriche che sorgono sul territorio del Canton Ticino furono costruite per realizzare collegamenti di telecomunicazioni in ponte radio terrestre, sia per la radio e poi la televisione, sia per la telefonia e la trasmissione di dati. Questo tipo di collegamento deve essere realizzato tra due punti in visibilità elettromagnetica, quindi che possano emettere e ricevere le onde elettromagnetiche senza schermature. Ciò significa, per un territorio come quello ticinese, un’ubicazione delle antenne sulle cime più visibili.2 Ne sono la dimostrazione le antenne del Monte Generoso e del Monte San Salvatore,3 le due capostipiti del sistema di telecomunicazioni ticinese. Queste stazioni furono spesso realizzate in luoghi già accessibili sia per le fasi di costruzione sia per l’apporto dell’energia elettrica di funzionamento. Interessante notare, per esempio, che per il Monte Tamaro la decisione della costruzione fu presa dopo la realizzazione degli impianti di risalita nel 1972.4

Con l’aumento della quantità e qualità dei segnali e delle informazioni da trasmettere a partire dagli anni Settanta del Novecento, anche il Cantone Ticino si dotò di un numero maggiore di stazioni sia per emettere e ricevere i segnali in ponte radio sia quali ripetitori. Di particolare importanza per la rete di telecomunicazioni nazionale e internazionale fu la costruzione nella prima metà degli anni Ottanta del XX secolo della stazione a scopi multipli del Monte Tamaro (1980-1987), che permise di realizzare una nuova «trasversale alpina».5 Queste antenne, così importanti sia allora sia oggi, non sono altro che il lato visibile della rete invisibile delle telecomunicazioni.

Monte Matro – Arbedo-Castione – Monte Tamaro. Una costellazione

L’edificazione di questi importanti manufatti è stata il segno tangibile di un’era gloriosa delle telecomunicazioni elvetiche, che andavano infittendosi per migliorare la ricezione dei più disparati segnali su un territorio morfologicamente molto complesso. Durante più di un decennio spuntano, oltre ai tre impianti descritti, altre antenne di dimensioni più ridotte e meno prominenti. Questa corsa al segnale unitamente agli sforzi attuati nel disegno delle singole strutture hanno permesso di arricchire il patrimonio delle costruzioni alpine. L’atto della conquista delle cime per facilitare lo scambio di informazioni ha assunto oltre al valore epico delle realizzazioni in quota anche quello arcaico legato ai sistemi d’allarme sviluppati tra gli abitanti del territorio elvetico prima della nascita dell’attuale Confederazione.

Progetti a misura del luogo

Le stazioni a scopi multipli, antenne che servivano più collegamenti in ponte radio, del Monte Matro, di Arbedo-Castione e del Monte Tamaro, sono state scelte quali esempi dell’approccio adottato dai fratelli Guscetti rispetto a questo tipo di programma e edificio. Sempre disegnate sulla misura del luogo che le ospita, assumono forme differenti. Inoltre anche i materiali impiegati cambiano passando da quelli trovati sul posto, come la pietra naturale, a quelli più «artificiali», come gli elementi in calcestruzzo armato prefabbricato. In ognuna di queste stazioni si ritrova però la perizia e la precisione del contatto con il suolo e la volontà di mettere in relazione forma costruita e naturale. A questo proposito sono pubblicate le fotografie dei plastici che furono sempre impiegati quali strumento di progettazione oltre che di rappresentazione.

I fratelli Guscetti non figurano in nessuna guida all’architettura del Canton Ticino. Ancora meno conosciuta è la loro opera di costruttori di «picchi artificiali», quali sono le antenne che svettano in più punti del Cantone Ticino. Come per le case progettate in epoca giovanile, anche per le stazioni PTT i fratelli Guscetti impiegano un linguaggio ispirato al Moderno, con volumi semplici e ben riconoscibili, e un utilizzo della struttura quale elemento che definisce l’architettura. Questa loro capacità di costruttori alpini era riconosciuta dalla regia federale delle telecomunicazioni, che così scriveva a proposito della costruzione del Centro multifunzionale del Monte Tamaro: «Venne quindi molto apprezzata, da parte della Direzione delle telecomunicazioni di Bellinzona, la scelta dello Studio d’architettura e d’ingegneria Fratelli Guscetti di Ambrì e Minusio, perché questo Studio, oltre a sapere tradurre in modo pressoché perfetto le complesse e molto severe esigenze tecniche poste dagli specialisti per questo tipo d’impianti, aveva già, più volte, dato prova di particolare sensibilità e abilità nel progettare e eseguire importanti costruzioni in montagna».6

Le antenne

 

Note

  1. Cfr. Il sogno americano. Architettura nelle Alpi negli anni ’50, catalogo della mostra a Casa Cavalier Pellanda, Biasca, 26 marzo-2 luglio 2017. Il catalogo è scaricabile in versione elettronica (consultato il 4.11.2020).
  2. «… creare una nuova testa di ponte fra il Ticino e il resto della Svizzera. La scelta cadde su una della cime più belle e frequentate del nostro Paese, il Monte Tamaro: scelta determinata prevalentemente da fattori e condizionamenti tecnici, in particolare l’inderogabile esigenza di un’imprendibile visibilità diretta con il maggior numero possibile di centri analoghi, nostri e d’oltre Gottardo, al fine di consentire alla nuova stazione di potersi immettere nel fitto tessuto delle telecomunicazioni regionali, nazionali e internazionali». Cfr. Monte Tamaro. Stazione a scopi multipli, Direzione delle Telecomunicazioni Bellinzona, Bellinzona s.d., p.4.
  3. La stazione del Monte San Salvatore viene costruita nel 1957 su decisione della regia federale delle telecomunicazioni, mentre quella del Monte Generoso nel 1958. Entrambe per permettere sia la trasmissione di segnali radio sia radiotelevisivi. Si leggano questo articolo del Museum für Kommunikation e questa cronologia del Monte Generoso, consultati il 4.11.2020.
  4. Cfr. Monte Tamaro. Stazione a scopi multipli, Direzione delle Telecomunicazioni Bellinzona, Bellinzona s.d., p. 8.
  5. «Il nuovo Centro multifunzionale del Monte Tamaro è un importante componente che viene ad inserirsi nel complesso e valido sistema della capillare rete di telecomunicazioni elvetica, voluto, soprattutto, per aumentare la flessibilità e l’affidabilità dei collegamenti nord-sud. Esso costituisce, infatti, un nuovo crocevia di collegamenti in ponte radio per televisione, telefonia e teleinformatica, fra il Ticino e il resto della Svizzera, a disposizione degli scambi nazionali e internazionali in aumento di comunicazione». «… una nuova trasversale alpina, offre un’alternativa all’arteria Monte Generoso-Jungfraujoch che, fino ad oggi, costituiva l’unica dorsale nord-sud per i collegamenti in ponte radio». Cfr. Monte Tamaro. Stazione a scopi multipli, Direzione delle Telecomunicazioni Bellinzona, Bellinzona s.d., p.4.
  6. Cfr. Monte Tamaro. Stazione a scopi multipli, Direzione delle Telecomunicazioni Bellinzona, Bellinzona s.d., p.7.
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