Le pro­ce­du­re sba­glia­te nei con­cor­si

Data di pubblicazione
04-09-2023

Durante l’ultima assemblea di SIA Ticino, l’architetto Loris Dellea, direttore della CAT, presentando il lavoro svolto dall’associazione, si è soffermato sul tema degli appalti pubblici e ha espresso delle perplessità riguardo ad alcuni di essi gestiti erroneamente. Si tratta pur sempre di pochi esempi, ma da sottolineare e portare sotto la lente delle autorità dato che essi sono regolamentati dalla LCPubb. È una questione fondamentale perché nonostante gli sforzi profusi da parte di SIA e CAT, che hanno portato un importante miglioramento, vi sono ancora enti pubblici che sostengono procedure non ottimali. Abbiamo perciò rivolto qualche domanda all’arch. Dellea, che con CAT si trova a difendere in prima linea i concorsi di progettazione.

Pablo Valsangiacomo: Come giudica la situazione odierna nel campo degli appalti pubblici per i mandati di progettazione?

Loris Dellea: Ultimamente la valuto prevalentemente positiva. Da un lato il concorso di progettazione si è affermato come strumento di appalto e dall’altro si riesce a dialogare costruttivamente con gli enti pubblici. Rimangono aspetti problematici, come la grande mole di atti richiesti, sia per le iscrizioni, sia per il progetto di concorso. Questo è un tema ricorrente tra i progettisti, ma difficile da risolvere.
Facendo confronti con il resto della Svizzera ci sono situazioni molto differenti. In alcuni casi è estremamente facile iscriversi, in altri invece ci si chiude sempre più spesso su concorsi con preselezione, spesso senza giustificazioni.

PV: Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento di concorsi di progettazione in Ticino. Avete numeri precisi al riguardo? E quanti di questi si sono avvalsi del vostro appoggio?

LD: È vero, i numeri parlano chiaro, i concorsi sono aumentati. Negli ultimi cinque anni si parla mediamente di dieci concorsi all’anno per un territorio relativamente piccolo qual è il Ticino.

Con la commissione concorsi stiamo organizzando un’analisi a livello nazionale per poter paragonare i numeri, i tipi di procedura utilizzati e altro. Stiamo anche studiando a livello ticinese le tempistiche dall’inizio concorso fino alla sua realizzazione, dati che potrebbero risultare utili anche ai committenti pubblici per capire dove si può fare meglio. Solitamente il concorso ha un iter piuttosto lineare, mentre è la fase di delibera da parte dei Comuni che è molto variabile.

Un dato rilevante è che più del 90% dei concorsi presentati ha avuto il timbro SIA, un dato migliore rispetto alla media svizzera. Inoltre la maggioranza di questi hanno utilizzato il bando base della CAT e sono stati organizzati da progettisti che hanno seguito il corso di coordinatori. Inoltre in molteplici casi CAT ha ricevuto richieste di consulenza da parte di Comuni, che hanno in seguito portato alla corretta procedura di concorso.

PV: Andiamo sul concreto. Può citare e spiegare degli esempi recenti che ritenete sbagliati?

LD: Sono concorsi organizzati dall’amministrazione cantonale o federale: il risanamento e ampliamento delle Scuole medie di Cevio; le Scuole elementari di Acquarossa; il progetto per il nuovo stabile meteo a Locarno Monti o il progetto Pragma della SSIC a Gordola. Riteniamo che in questi casi sia stata scelta la procedura sbagliata (concorso per prestazione) perché vi era una importante componente progettuale. Non si può trasformare uno studio di fattibilità in un progetto definitivo e siamo fermamente convinti che la qualità la si raggiunge attraverso concorsi di progettazione.

PV: Come si giustificano gli enti pubblici che hanno promosso queste procedure erronee?

LD: Solitamente rispondono che sanno già cosa vorrebbero ottenere, come nel caso del nuovo stabilimento industriale delle FFS a Castione, per il quale avevamo promosso una petizione a favore di un concorso di progettazione. Ma è chiaro che in questi casi vi sono sempre tante possibilità per risolvere in maniera differente lo stesso programma. Altri committenti come ArmaSuisse legittimano la procedura scelta anche avvallando problemi di sicurezza ecc. Un’altra giustificazione ancora sono le tempistiche strette.

PV: Cosa si può fare per sostenere ulteriormente la cultura del concorso di progettazione presso gli enti pubblici, parapubblici ma anche presso grossi investitori privati?

LD: La nostra strategia principale passa attraverso l’informazione. Sotto questo punto di vista con la SIA è stato promosso il seguente sito: https://www.acquisto-prestazioni-progettuali.ch/it/. Il portale permette in maniera semplice e diretta di definire a partire dai primi passi qual è la procedura corretta da applicare. Abbiamo poi realizzato dei workshop, corsi per diventare coordinatori e, insieme a OTIA, nel 2021, un corso per «l’organizzazione di concorsi per amministratori pubblici», in collaborazione con ATTEC (Associazione ticinese dei tecnici comunali).

Vorrei concludere dicendo che troppe volte dimentichiamo che le prime informazioni corrette su questi temi devono passare dai progettisti che vengono consultati in prima istanza da un ente pubblico.

I risultati dei concorsi su competitions.espazium.ch/it

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