Ama­re Gio Pon­ti

In mostra al MAXXI di Roma

«Amate l’architettura, la antica, la moderna. Amate l’architettura per quel che di fantastico, avventuroso e solenne ha creato – ha inventato – con le sue forme astratte, allusive e figurative che incantano il nostro spirito e rapiscono il nostro pensiero, scenario e soccorso della nostra vita» (Gio Ponti, Amate l’architettura, 1957).

Data di pubblicazione
19-02-2020

È facile amare la mostra ospitata al MAXXI di Roma e dedicata a Gio Ponti: è facile per la ricchezza di contenuti, per l'elegante, colorato e scenografico allestimento, per la bellezza dei modelli e ancora per le fotografie che ci immergono nel mondo creato dal maestro.

Sono passati quarant'anni dalla scomparsa di Ponti e il MAXXI ci propone questa grande retrospettiva, frutto di un attento lavoro di ricerca che mira ad aggiornare le conoscenze sulla figura dell'architetto, del designer, dello scrittore, del poeta e del critico. L'esposizione è organizzata in otto sezioni che evocano alcuni concetti chiave della produzione di Ponti: Verso la casa esattaAbitare la naturaClassicismiArchitettura della superficieL’architettura è un cristalloFacciate leggereApparizioni di grattacieliLo spettacolo delle città.

Entrando al museo si viene accolti da lunghi stendardi in alcantara che riproducono i disegni di una città immaginaria pontiana. Il pavimento della rampa che dagli ascensori conduce all'ingresso della Galleria 5 ci ricorda quello del Grattacielo Pirelli; in questo modo l'architettura di Zaha Hadid duetta con quella di Ponti.

All'interno i materiali archivistici, i modelli originali, le fotografie, i libri, le riviste, i classici del design si presentano scanditi nelle diverse sezioni in uno spazio fluido, ripercorrendo i temi cari a Ponti. Dalla ricerca sulle domus tipiche milanesi o sui prototipi di alloggi standardizzati fino ai disegni di grattacieli o alle proposte urbanistiche, i progetti vengono presentati con tavole originali ricche di annotazioni autografe, mentre le affascinanti maquettes di studio, restaurate per l'occasione, ci introducono al metodo di lavoro dell'architetto.

Fulvio Irace, curatore con Maristella Casciato dell'esposizione, ammette che è stato difficile scegliere i materiali da esporre tra la ricca produzione grafica presente negli archivi. La selezione ci convince: dai progetti più noti alla scoperta dei bungalow adagiati sulla roccia di Capri, ogni disegno, ogni oggetto ci trasmette il pensiero progettuale alla sua base. Così la necessità d'essere «coloratissimi» espressa dai progetti mediterranei si confronta con l'austerità del Denver Art Museum o del grande magazzino de Bijenkorf di Eindhoven.

I progetti che si sviluppano in altezza per lasciare il suolo libero, come il grattacielo Pirelli, rappresentato dal grande modello illuminato dall'interno, sono posti a ridosso della scenografica vetrata che chiude la galleria, alla ricerca del confronto con il panorama della Roma novecentesca. 

Accanto agli edifici alti è stata creata una reading room che ripropone l'interno dello spazio domestico della casa di via Dezza a Milano, con i materiali e gli arredi che richiamano quelli disegnati da Ponti e ora prodotti in esclusiva da Molteni.

A Paolo Rosselli è stata affidata l'ideazione e la cura di un progetto di committenza fotografica che ha generato una serie di sguardi contemporanei (dello stesso Rosselli e di altri sette autori da lui scelti) sulle opere pontiane, di cui viene mostrata la vita odierna. Queste immagini – accanto a quelle storiche, che ci fanno attraversare quasi l'intero XX secolo – ci immergono nella bellezza di queste realizzazioni, da Roma a Teheran a Denver... fino a Caracas.

Come abbiamo già detto, l'allestimento della mostra è immersivo: i pannelli dai tenui colori e i tavolini a forma di cristallo che sorreggono i modelli sono opera del raffinato lavoro del grafico Leonardo Sonnoli (che «Archi» ha intervistato), a cui è stata affidata l'intera immagine dell'esposizione e del ricco catalogo.

 

Programma di eventi del ciclo «Gio Ponti. Amare l'architettura»


Mercoledì 12 febbraio 2020, 18.00-19.30 
L’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma di Gio Ponti. Una storia di committenza e architettura
Conferenza di Maria Sica, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma


Venerdì 14 febbraio 2020, ore 18.00 
Proiezione | Amare Gio Ponti
Un film di Francesca Molteni 


Sabato 15 febbraio 2020, 11.30-13.00 
Le storie dell'architettura. Gio Ponti e l’editoria
Con Roberto Dulio


Sabato 22 febbraio 2020, 16.30-18.00 
MAXXI in famiglia La “casa esatta”
Progettiamo la nostra facciata ideale e realizziamone un modello in scala animando l’EduLab 1! Programma e laboratorio per famiglie con bambini dai 5 ai 10 anni.


Domenica 23 febbraio 2020, 12.00-13.30
Visita guidata gratuita

Dove e quando

 

Gio Ponti. Amare l’architettura

Mostra a cura di Maristella Casciato (Senior Curator of Architectural Collections al Getty Research Institute di Los Angeles) e Fulvio Irace (critico e storico dell’architettura), con Margherita Guccione (direttore MAXXI Architettura), Salvatore Licitra (Responsabile Gio Ponti Archives), Francesca Zanella (presidente CSAC).

Realizzata dal MAXXI in collaborazione con CSAC – Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma (che conserva l’archivio professionale di Gio Ponti) e Gio Ponti Archives.

 

Qui è disponibile la guida scaricabile.

 

Galleria 5 del MAXXI, via Guido Reni 4, 00196 Roma

Dal 27 novembre 2019 al 13 aprile 2020

Martedì, mercoledì e domenica 11-19, giovedì-sabato 11-20.

Catalogo edito da Forma Edizioni, a cura di Maristella Casciato e Fulvio Irace, doppia edizione in italiano e in inglese. 300 pagine, 150 immagini.

Contributi di 45 autori, tra cui: Giorgio Ciucci, Barry Bergdoll, Domitilla Dardi, Anat Falbel, Farhan Karim, Jorge Rivas, Réjean Legault, Bernard Colembrader, Alessandra Muntoni.

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