Passato, presente e futuro. La ricerca e il lascito di Federico Bucci in una mostra al Politecnico di Milano
La mostra Il Futuro è nella Storia. Dedicato a Federico Bucci racconta, attraverso scritti, viaggi e testimonianze, l’eredità intellettuale e umana di uno dei protagonisti della cultura architettonica contemporanea, mettendo in luce il suo dialogo costante tra progetto, storia e formazione.
È stata inaugurata martedí 28 ottobre – e sarà aperta fino al 16 novembre, presso lo Spazio Trifoglio del Politecnico di Milano – «Il Futuro è nella Storia. Dedicato a Federico Bucci», la mostra realizzata in occasione dell'omonimo premio di laurea che racconta l'attività di ricerca e il lascito di uno dei protagonisti della cultura architettonica contemporanea a due anni dalla sua scomparsa.
Il progetto espositivo – curato da un gruppo di lavoro costituito da Emanuela Bergomi, Elisa Boeri, Filippo Bricolo, Luca Cardani, Emilio Faroldi, Lola Ottolini e Maria Pilar Vettori, che con Bucci hanno condiviso diversi anni di vita e di lavoro – si focalizza su due ambiti tematici rappresentati da altrettanti tavoli espositivi. Il primo, «Il mestiere di scrivere», tratteggia la sua produzione editoriale, dagli articoli su Domus, Rassegna, L'architettura. Cronache e storia e Casabella alle pubblicazioni su Luigi Moretti, Franco Albini e sui maestri della Scuola di Milano. Il secondo, «On the road», descrive invece i suoi viaggi nel mondo alla scoperta dei migliori frutti dell'architettura contemporanea, a costruire una sorta di «museo immaginato» di cui oggi ci rimangono le ideali didascalie, i testi pubblicati di anno in anno su Casabella e poi raccolte dallo stesso Bucci nel volume «Il Futuro nella Storia» (2020).
I documenti e i testi presentati dai curatori – disegni e fotografie, pubblicazioni monografiche e riviste accompagnati da stralci dei suoi articoli, citazioni dai testi dei suoi autori di riferimento e un profilo biografico introduttivo – compongono un ritratto articolato ed efficace, in cui possiamo facilmente rilevare tre traiettorie verso le quali Bucci ha indirizzato nel tempo la sua paziente esplorazione.
La prima, che riguarda lo sguardo al passato, emerge principalmente nei documenti del primo tavolo, e consiste nella scelta di alcuni riferimenti diretti e indiretti, da Ernesto Nathan Rogers ad Antonio Monestiroli, che ne hanno orientato la formazione.
La seconda, lo sguardo al presente, si materializza invece nel secondo tavolo e nella «Quadreria Bucciana». Il tavolo, suddiviso in ambiti geografici che restituiscono le sue ricognizioni dall'Italia alla Francia e dalla Cina al Brasile, si conclude con un accenno all'«amicizia antica» con Renzo Piano, di cui è trascritto un breve ma intenso ricordo, e a Mantovarchitettura, il principale progetto culturale ideato da Bucci all'interno della Cattedra Unesco del Polo di Mantova. La quadreria consiste invece in una collezione di disegni e schizzi lasciati nel tempo dagli ospiti delle attività del Polo, a testimonianza della proiezione internazionale della Scuola ma anche del clima di amichevole collaborazione con alcuni esponenti del dibattito contemporaneo, tra questi Eduardo Souto de Moura, docente a Mantova dal 2014 al 2021, Sean Godsell, due volte protagonista del programma di Mantovarchitettura, Liu Yuyang, in più occasioni promotore delle relazioni tra Mantova e Shanghai, Peter Wilson, ospite di Mantovarchitettura ma ancor prima della tappa mantovana della Advanced School of Architecture e Sergei Tchoban, i cui disegni arricchiscono dal 2020 una delle sale studio della Scuola di Piazza d'Arco.
La terza, lo sguardo al futuro, trova invece riscontro in una selezione delle tesi di laurea storiche e progettuali presentate per il Premio Federico Bucci. Tale rassegna non rappresenta una sezione autonoma della mostra, ma integra la narrazione con un ultimo campo di indagine, quello relativo alle nuove generazioni, senza il quale il racconto risulterebbe incompleto. Percorrendo a ritroso le immagini disposte sui tavoli, questo terzo indirizzo della sua attività riappare infatti in ulteriori documenti, dall'immagine alla Casa del Mantegna dove il Prorettore è fotografato insieme ai suoi studenti alla rivista ADH Journal, una delle sue ultime avventure editoriali che oggi, dalla direzione alla redazione, vede il coinvolgimento di studiosi che, proprio al Polo di Mantova, hanno compiuto il loro percorso formativo.
Molti sono gli insegnamenti che possiamo trarre da questa visita.
Il primo è la necessità di scegliersi un tema. Il valore della ricerca di Bucci, come emerge ripercorrendone queste tracce, deriva infatti dalla sua costanza rispetto alla individuazione di un denominatore comune, il rapporto tra progetto e storia, che gli ha consentito di mettere in relazione autori differenti per approccio teorico e operativo e opere eterogenee dal punto di vista compositivo e insediativo, tipologico e costruttivo.
Un altro insegnamento riguarda l'importanza di studiare l'architettura dal vivo. Opportuna da questo punto di vista la scelta dei curatori presentare le opere non solo attraverso le immagini pubblicate sulle monografie e sulle riviste, ma anche attraverso gli scatti che ritraggono Bucci al loro interno durante i sopralluoghi, a rammentarci la condizione di vantaggio che assume chi compie esperienze di conoscenza dirette prima di elaborare un racconto, perché è solo attraverso il lavoro sul campo che possiamo apprezzare quei temi e quei dettagli che ne determinano la specificità.
Il terzo corrisponde infine all'utilità di istituire un dialogo con gli autori, che permette nell'analisi delle opere di verificare alla fonte il rapporto tra intenzioni ed esiti, nel coordinamento di una Scuola di rafforzare la qualità di un progetto didattico, nell'organizzazione di un'iniziativa culturale di coinvolgere le figure più appropriate per rendere un tema rilevante e riconoscibile.
È in queste puntuali ma fondamentali addizioni espositive, che ci aiutano di ricordare non solo il «cosa» la sua ricerca ha raccontato ma anche il «come» si è svolta, che ci sembra di riconoscere il vero valore aggiunto di questa documentazione, il segno della sensibilità di chi l'ha raccolta e organizzata e, più in generale, la lezione più preziosa che Federico Bucci ha lasciato.
Il Futuro è nella Storia: omaggio a Federico Bucci
Politecnico di Milano, Campus Leonardo
Spazio Trifoglio, via Bonardi 9
Dal 29 ottobre al 16 novembre
Dal lunedì al venerdì, 10.30-18.30
Ingresso liberoMostra promossa da: Politecnico di Milano e Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito (DABC)