Pro­get­ta­re con em­pa­tia

Integrazione e convivenza nei villaggi per il trattamento della demenza

Lo studio NORD Architects ha giocato un ruolo di rilievo a livello internazionale nell’innovazione del settore sanitario e della sostenibilità sociale sviluppando nuovi concetti abitativi. Questi sono basati sull’istituzione di comunità caratterizzate dalla diversità e dalla convivenza tra le persone.

Data di pubblicazione
02-08-2019

Lo studio danese si è sempre occupato di questo settore con una prospettiva aperta, tesa a proporre un’architettura innovativa particolarmente attenta all’utenza e caratterizzata da un design di alta qualità nonché dall’attenzione verso la scala e l’uso dei materiali. È un’architettura fondata su una profonda comprensione dei bisogni e dei comportamenti degli utenti che vengono tradotti in funzioni e relazioni spaziali.

Essere coinvolti nella progettazione sanitaria implica prendersi cura e risolvere i problemi essenziali dei malati. L’intento è quello di creare un’atmosfera che permetta ai pazienti di riacquistare la salute e ai familiari di assistere i loro cari nel miglior modo possibile, nel rispetto dell’ambiente lavorativo dei dipendenti.

Inserimento nelle comunità locali attraverso le attività quotidiane

L’interazione tra le persone e la costruzione di reti relazionali all’interno di uno spazio pubblico sono determinate tanto da incontri accidentali quanto dalle attività svolte quotidianamente. La casualità dei contatti sociali riguarda spesso segmenti o gruppi che entrano in relazione attraverso la professione, lo studio o altre occupazioni. La socialità generata dai contatti di tutti i giorni in cui si incontrano i vicini di casa mentre si buttano i rifiuti, si va a fare la spesa, si parcheggia la bicicletta o si va in biblioteca ha un immenso valore per la vita collettiva. Progettando spazi per questo genere di incontri si incoraggiano nuovi e più variegati contatti intorno alle funzioni domestiche, ai luoghi istituzionali, agli spazi abitativi, e si offre la possibilità di creare sinergie tra i membri di una comunità. Gli spazi interstiziali all’interno di una città, di una zona, di un quartiere o di un grande edificio sono aree di valore che dovrebbero interagire virtuosamente con la specificità del contesto. È con questa premessa che si creano luoghi sociali vivaci attraverso cui le comunità locali possono manifestarsi. Come è noto, tenere conto del contesto, integrare l’architettura con l’ambiente circostante e potenziare le caratteristiche positive del sito sono gli elementi primari per incoraggiare la convivenza. Le relazioni sociali tra persone di diverse età, provenienza e modelli familiari sono essenziali per dinamizzare la vita urbana. NORD ha sviluppato molti progetti a partire da diversi contesti e tenendo conto di scale differenziate, con l’obiettivo di promuovere delle comunità sostenibili. Il tentativo è di stabilire un legame tra la sfera civica, pubblica, e gli ambienti che possono trarre reciproco beneficio se riuniti nelle strutture sanitarie. Con questa premessa lo studio ha elaborato alcune delle più recenti e innovative case di riposo e di cura in ambito europeo.

A Dax (FR) ha sviluppato un centro d’eccellenza basato sul concetto di «villaggio», indirizzato ai pazienti affetti da Alzheimer e demenza (Fig. 4). Il progetto si ispira chiaramente allo stile edilizio locale che è molto familiare ai residenti. Questo fa sì che si stabilisca una continuità nella vita delle persone quando si passa dall’abituale dimora a una casa di cura. Il «villaggio» si compone di 16 case, «reparti» di 8 residenti ciascuno, per un totale di oltre 120 pazienti. Con questa suddivisione, i reparti assumono un carattere familiare, evitando quei lunghi corridoi che caratterizzano le istituzioni ospedaliere tradizionali. Ogni casa funziona come un’unità indipendente. Il grado di cura può quindi essere regolato da casa a casa e adattato alle esigenze individuali dei pazienti, creando così le migliori condizioni per una vita attiva fino a quando la malattia lo permetta. Inoltre, il complesso include una serie di funzioni – ristorante, parrucchiere, negozi, biblioteca e centro sportivo –, disposte intorno a una piazza centrale. L’insieme è vissuto – sia dal punto di vista organizzativo che funzionale – come una piccola comunità tradizionale.

Analogamente, l’impostazione di NORD nella progettazione e pianificazione di case di riposo si basa su riflessioni rivolte alla creazione di comunità locali dotate di sinergie nelle relazioni sociali – sia per persone malate che sane. Sentirsi a casa è fondamentale e vivere in una comunità aperta e diversificata dove residenti e vicini sono spontaneamente inclusi in nuclei grandi e piccoli genera benessere. Nelle residenze con diverse tipologie abitative le aree comuni all’aperto sono quelle che permettono di entrare in relazione con l’ambiente circostante.

Il carattere dell’edificio è importante per infondere familiarità tra i pazienti. Lavorando in modo consapevole si cerca di capire come l’edificio dovrebbe inserirsi nel contesto, ciò che comunica e come elementi riconoscibili per i residenti potrebbero eliminare la sensazione di alienazione. Il riconoscimento di elementi identitari può scaturire dall’architettura, dalla natura (dalla flora e dalla fauna locale) o dalla specificità del contesto. L’attenzione va rivolta all’uso dei materiali, ai colori e anche gli elementi naturali possono contribuire a migliorare la qualità della vita e dell’ambiente di lavoro.

L’idea di «villaggio» e il suo valore sociale

Nella pianificazione urbana, nella progettazione di centri abitati, di case di cura o di altri tipi di insediamenti che riuniscono persone diverse, c’è la tendenza a integrare più comunità sociali intersecando diverse attività e gruppi. Ciò invoglia molti abitanti a vivere in comunità più eterogenee, in cui sono a contatto con individui di varie età, status sociale, condizioni di salute e provenienza. La densità è allettante e crea un maggior numero di opportunità, possibilità e attività. Le odierne associazioni per lo sviluppo dell’edilizia residenziale si concentrano su prospettive riguardanti il ciclo di vita che prevedono il rimescolamento della consueta suddivisione demografica, mentre l’integrazione di gruppi differenti crea quartieri più vitali che si valorizzano in termini di sicurezza, diversità antropologica, infrastrutture, ambiente e salute.

La diversificazione di tipologie abitative, quartieri e areali porta allo sviluppo di zone più densificate, multiculturali e multifunzionali, che incarnano la struttura e l’idea canonica di villaggio; riduce inoltre le distanze e si traduce in aree più compatte e con una maggiore vivibilità, limita la necessità di trasporti e si propone come un modo di vivere sostenibile. Le municipalità danesi e altri importanti committenti pubblici considerano prioritarie la multifunzionalità data dalla condivisione della superficie a disposizione e la diversificazione dell’utenza durante il giorno. Il criterio è condividere e ridurre la quantità di strutture e allo stesso tempo incentivare lo scambio all’interno della comunità.

Condivisione di strutture in aree urbane residenziali

NORD Architects ha concepito un masterplan per un villaggio di coabitazione a Odense (DK) (Figg. 1, 2, 3), basato su questi principi di sostenibilità, sociali e urbani. È un ambizioso insediamento urbano che mette in primo piano il valore fondamentale che la società nordica attribuisce al benessere creando nuovi parametri di sostenibilità sociale.

Il piano integra in modo innovativo un «villaggio» per il trattamento della demenza all’interno di un quartiere residenziale, articolato con abitazioni, alloggi collettivi, alloggi per giovani, alloggi temporanei, asili nido, laboratori, case comunitarie e un centro culturale. Il complesso è studiato per persone di tutte le età, sane e malate. La malattia fa parte della vita – e questo progetto ne tiene conto negando l’ordinario processo di ricovero dei malati o disabili all’interno di appositi istituti. Il quartiere è invece pronto ad accogliere tutti, anche le persone affette da demenza, una malattia che spesso tende a manifestarsi precocemente, quando le persone non sono né anziane né fisicamente malate.

Villaggi per il trattamento della demenza come nuova struttura sanitaria

In linea con l’allungamento dell’aspettativa di vita si registra un aumento del numero di casi di demenza e di invalidità legati all’età. Questa tendenza metterà sotto pressione gli attuali servizi sanitari e ne richiederà di nuovi. L’esacerbazione graduale della demenza nel corso di un periodo limitato è ciò che mette in difficoltà sia il singolo paziente che le strutture sanitarie. Le odierne case di cura accolgono in maniera inadeguata l’aggravamento graduale dei pazienti e il modo in cui i bisogni individuali si manifestano.

La progettazione di una nuova casa di cura dovrebbe riunire i residenti e i loro parenti in maniera accogliente e accomodante semplificando l’integrazione. Essa dovrebbe contenere elementi familiari ai residenti, contribuendo così positivamente al comfort e alla sicurezza della loro esperienza. È importante che il luogo non sia percepito come un’istituzione di cura, ma assomigli a una piccola comunità. L’insieme dovrebbe includere una varietà di funzioni e attività ricreative in giusto equilibrio tra abitazioni private e aree comuni, collegate a spazi naturali o urbani. È fondamentale incorporare una progressività nella transizione da aree esclusivamente private a spazi semiprivati, semisociali, semipubblici e completamente pubblici, in modo da offrire varie possibilità. L’ambiente costruito in sé dovrebbe facilitare il graduale passaggio dei residenti da una condizione funzionale a una assistita e dare loro l’idea di potere mantenere una vita quotidiana relativamente normale in una nuova realtà che appare spesso difficilmente governabile.

Sinergie e ricerca di nuovi indirizzi per le persone affette da demenza

Lo scopo della progettazione di case di cura secondo i principi del «villaggio» è di permettere agli ospiti di proseguire nelle loro attività abituali al fine di creare continuità esistenziale ed evitare l’esperienza traumatica di trovarsi ricoverati all’interno di un istituto psichiatrico. Il villaggio dovrebbe agire come una comunità terapeutica sicura e premurosa, in cui le persone affette da demenza si sentano come a casa propria, in un ambiente riconoscibile e sano. Le sinergie promuovono attività ricreative come giardinaggio, agricoltura, musica e sport. L’obiettivo è di mostrare e disporre le funzioni in modo da creare nuove sinergie interdisciplinari tra le varie unità di residenti e reparti secondo una logica contestuale. Questo risulta rilevante ai fini di utilizzare in modo ottimale le competenze generali in materia di salute. Allo stesso tempo, l’ambiente costruito deve facilitare l’orientamento dei dipendenti, dei residenti e dei visitatori. Gli utenti e i dipendenti devono essere messi nella condizione di modificare l’ambiente in cui si trovano e di scegliere in che misura vogliono partecipare alla vita comunitaria. La possibilità di bilanciare la privacy e i rapporti sociali è particolarmente significativa per le persone affette da demenza. La casa di cura dovrebbe infatti essere progettata in modo tale da regolare il comportamento (esortando e proponendo alternative) sia all’interno che all’esterno, accettando in questo modo persone con disfunzioni cognitive e limitazioni fisiche, relative al movimento, all’udito o alla vista. Dovrebbe essere possibile per i residenti passeggiare lungo circuiti chiaramente definiti e sicuri, senza interferire con le aree comuni o con le unità abitative private. Le traiettorie e i camminamenti, concepiti come percorsi circolari, devono sempre tornare al punto di partenza.

Paesaggio e natura come elementi attivi e ricreativi

Aree esterne ben integrate sono essenziali per determinare un buon risultato nella configurazione degli spazi per case di cura e quartieri residenziali. L’esterno dovrebbe offrire una grande varietà di zone più o meno ampie, aperte o chiuse, riservate o collettive. Variazioni nella vegetazione, nel terreno e nell’esposizione al vento e alle intemperie sono imprescindibili per esperienze ricche e stimolanti, mantenendo gli abitanti e i complessi architettonici in dialogo attivo con la natura e il paesaggio circostante. La natura è fonte di ispirazione, genera benessere ed è talvolta in grado di guarire le malattie – e allo stesso tempo può formare una barriera organica che impedisce alle persone affette da demenza di vagare al di fuori dei confini prestabiliti e perdersi. Per le persone affette da queste patologie, questo metodo intuitivo di passeggiare in un ambiente più accogliente ha un effetto rasserenante e mitiga la sensazione di frustrazione o confusione. Ciò si ottiene attraverso accorgimenti molto visibili o in maniera più sottile, evidenziando i diversi livelli, materiali o superfici.

I recenti cambiamenti demografici esigono per le tipologie abitative destinate al segmento della terza età soluzioni aggiornate che permettano di sperimentare nuovi modi di vivere collettivamente. Il progetto Midgaard Senior Housing (Fig. 6), è stato concepito per un gruppo di anziani che avevano espresso il desiderio specifico e ben ponderato di una nuova casa collettiva con un esplicito riferimento alla tradizione nordica, così da risultare rassicurante e accogliente. Essi auspicavano un luogo che avesse tutte le caratteristiche necessarie a supportare l’invecchiamento, e allo stesso tempo una forte attenzione al senso di comunità che può riunire le persone attraverso le attività e le relazioni sociali.

Molti dei progetti che NORD ha rivolto agli anziani, alle persone affette da demenza o all’edilizia residenziale giovanile condividono lo stesso criterio e il principio del «villaggio» che può rispondere a questioni assai diverse. È il caso, in particolare, del pionieristico disegno di Furuset Hageby a Oslo (NO), esito positivo di un concorso «Futurebuild» (Fig. 5). La proposta risulta interessante per il suo approccio innovativo all’architettura sanitaria e allo stesso tempo è una tipologia generica che può essere adattata a molti altri concetti abitativi. Il concept consiste nell’integrare una piccola comunità con una serie di caratteristiche spaziali e paesaggistiche in un terreno scosceso. I vari edifici saranno costruiti in CLT sostenibile (legno massiccio), seguendo il principio di una struttura generica applicabile ad altre tipologie oltre che alle case di cura.

Collaborazione e coinvolgimento degli utenti

Come già accennato, l’approccio di NORD Architects è fondato su una profonda comprensione e reattività nei confronti degli utenti e sulla collaborazione e il coinvolgimento degli esperti in vista della definizione di un edificio e del suo programma. Progettare con empatia è parte del DNA dello studio e perciò i fruitori sono coinvolti in discussioni in cui i loro feedback vengono tradotti in criteri per la progettazione dell’opera.

Il Centro di Oncologia e Sanità di Copenhagen (DK) terminato nel 2012 (Fig. 7), ha segnato una svolta nella prospettiva sanitaria scandinava, grazie al coinvolgimento degli utenti in molti aspetti essenziali: hanno espresso pareri riguardo l’organizzazione delle funzioni e il modo in cui questo edificio iconico avrebbe dovuto costituire un marchio riconoscibile nella città. Il cortile interno si contrappone all’esterno, configurando uno spazio semipubblico e tranquillo. Era importante che il centro oncologico fosse un’icona che attirasse l’attenzione e diffondesse il messaggio che il cancro è una malattia che può colpire chiunque e che bisogna parlarne apertamente.

Nel 2013 NORD Architects ha vinto un concorso per il primo ospizio urbano in Danimarca (Fig. 8). Anche in questo caso l’iter progettuale ha permesso una stretta collaborazione tra architetti, committenti e utenti attraverso un processo partecipativo che ha avuto un grande impatto sul risultato finale. L’edificio adotta un prototipo innovativo dimostrando come anche un ospizio può essere collocato in un contesto urbano mantenendo in equilibrio visibilità e privacy. Questa struttura rende possibile agli utenti la vicinanza alla propria casa e alle famiglie che vivono in città. Il design riflette l’idea di un’architettura curativa che contribuisce a creare un’atmosfera positiva tra pazienti, famiglie e dipendenti. Allo stesso tempo, è tecnicamente avanzato ed è dotato di pareti e solai insonorizzati mentre un interno flessibile con un’ampia gamma di varianti si adatta alle esigenze individuali.

Traduzione di Gregorio Lacchio

Questo articolo è apparso in Archi 4/2019, che può essere acquistato qui, mentre qui è pubblicato l'editoriale di Mercedes Daguerre con i link a tutti gli articoli del numero dedicati all'abitare nella terza e quarta età.

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