Ter­me al Bür­gen­stock, Ob­bür­gen (NW)

Rüssli Architekten | Matteo Thun & Partners

Un imponente complesso di alberghi con annesse Spa e spazi per il benessere realizzato con ampio dispiego tecnico: il complesso del Bürgenstock è notevole da molteplici prospettive. Le sintetizza Andrea Roscetti, co-curatore di L'acqua del benessere, Archi 3/2019.

Data di pubblicazione
13-06-2019

Il Bürgenstock è stato negli ultimi 150 anni sinonimo di turismo, svago, mondanità, natura. È posizionato a 500 metri circa sopra il centro del Lago dei Quattro Cantoni, al limite tra l’exclave del comune di Lucerna che occupa la parte nord del pendio e il comune di Ennetbürgen (NW). Il sito è presente nell’inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali, nonché nell’inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere.

Il nome originario della località è Alp Tritt, acquistata nel 1871 assieme a alcune proprietà circostanti dai due imprenditori svizzero-centrali Franz Josef Bucher e Josef Durrer, che operavano inizialmente nel settore del legno. L’idea del Bürgenstock è nata in seguito al successo nella gestione dell’Hotel Sonnenberg a Engelberg. Con un notevole sforzo è stata costruita la strada da Stansstad al Bürgenberg, di cui è stata disboscata e livellata la cresta sommitale. La zona è stata quindi battezzata Bürgenstock. Due anni dopo l’acquisto è stato inaugurato l’Hotel Kurhaus, di lì a poco ampliato con una sopraelevazione e rinominato Grand Hotel. Per permettere agli ospiti di raggiungere più agevolmente la vetta è stata nel 1885 realizzata la funicolare che raggiunge la cresta dall’approdo di Kehrsiten. Nel 1888 vengono quindi inaugurati il nuovo ristorante alla stazione di arrivo e il Park Hotel, seguiti dall’ascensore panoramico dell’Hammetschwand, a completare la passeggiata detta Felsenweg, e nel 1904 dal Palace Hotel. Dalla metà degli anni Venti una nuova proprietà interviene sulle strutture turistiche, realizzando anche il campo da golf. È dagli anni Cinquanta che il Bürgenstock diventa uno dei centri più rinomati del jet-set internazionale: politici e attori di Hollywood frequentano gli hotel e le nuove residenze del resort.

Da metà degli anni Ottanta viene ampliata l’offerta, in particolar modo la parte legata al wellness, e vengono ristrutturati nuovamente o realizzate ex-novo ulteriori strutture ricettive. Nel 2007 il fondo nazionale del Qatar rileva l’intera area e pone le basi per una sua revisione complessiva. Il progetto, di ampia portata e con un budget di oltre un miliardo, inizia dalle infrastrutture: rifacimento dei percorsi stradali, nuove centrali per la gestione efficiente dell’energia, nuovi servizi ed edifici nuovi o rinnovati. I quattro hotel, otto ristoranti, vari bar e lounge, 67 residenze, le infrastrutture sportive e una spa da oltre 10’000 mq impiegano oltre un migliaio di persone. L’insediamento attuale, fruibile anche nella stagione invernale, si apre inoltre ai visitatori esterni: il collegamento con il battello ibrido da Lucerna e la funicolare rinnovata offrono opportunità anche per le visite brevi per sport, benessere e attività culturali, senza dimenticare le possibilità di svago e relax all’aria aperta date dalla posizione privilegiata, ereditata dalla fortunata scelta effettuata dai fondatori.

La zona costruita del Bürgenstock Resort, composta da 30 edifici, si sviluppa su una lunghezza complessiva di oltre un chilometro. A nord si trova la zona delle residenze alberghiere, al centro si sviluppa il complesso più denso e pubblico degli hotel, delle strutture sportive e delle spa, e infine nella zona a sud le strutture ricettive per la riabilitazione e le cure. All’interno dell’area sono presenti anche costruzioni inserite nell’inventario dei beni protetti, tra le quali spiccano la cappella, la piscina all’aperto con il bar subacqueo, gli spogliatoi ed edifici destinati ad attività commerciali.

Gli edifici, che siano stati ricostruiti, nuovi o ristrutturati, sono stati oggetto di concorsi di architettura promossi dalla committenza.

La storia del complesso del Bürgenstock in un documentario: clicca qui per il video

Il Bürgenstock Hotel è l’oggetto più voluminoso, posto al centro dell’insediamento. Progettato da Rüssli Architekten AG, come le Grand Residence Suites, ha una superficie di 27’000 metri quadri, un volume di oltre 100’000 metri cubi e un costo di costruzione di quasi 100 milioni. L’edificio, che occupa l’area del Park Hotel degli anni '90, è posto tra l’Hotel Palace e la Spa, ed è composto da due corpi disposti ad L – in modo da aprire la vista su più fronti – e genera al piano terra una grande piazza pubblica, che costituisce il punto centrale del resort. La piazza è posta in prossimità della stazione di arrivo della funicolare, ospita al margine sud gli spazi commerciali e ha una funzione di collegamento tra le strutture, anche grazie ai camminamenti coperti. La facciata dell’hotel è composta da materiali quali pietra calcarea dura (Muschelkalk di Sellenberg), vetro ed elementi bronzei. Le oltre cento camere, di varie tipologie, dimensioni e livello di servizio, sono disposte su sette piani e hanno tutte affacci con grandi vetrate verso nord, sul lago e la città di Lucerna.

Tramite un percorso scavato nella roccia, che grazie a un’esposizione temporanea presenta la storia del resort e del Bürgenstock, si raggiunge la Alpine Spa, 10’000 metri quadrati progettati dagli architetti Dierks & Sachs insieme a plus4930 Architektur e ai progettisti di interni MKV Design. L’edificio si sviluppa su tre piani, derivanti in parte da ristrutturazione e in parte da ampliamento. L’edificio ospita tre funzioni: spa, piscine e spa privata. Ai primi due livelli sono posizionate le zone dei trattamenti. La piscina coperta è il centro dell’area termale dell’edificio, al secondo piano, con una magnifica vista, completata dalla piscina all’aperto a sfioro a forma di L. Al livello superiore sono presenti le suite con spa privata, la ristorazione e l’uscita che permette di accedere alla storica piscina all’aperto. La facciata metallica in lastre di rame-zinco è un naturale completamento della facciata in rame bruno-nero del vecchio edificio. L’interno del nuovo edificio è caratterizzato da un ridotto numero di materiali utilizzati: pietra naturale e gres per le zone umide e legno per i rivestimenti e gli arredi.

A sud della Alpine Spa è posto l’Hotel Palace, ristrutturato dallo studio Lüscher Bucher Theiler. L’edificio originario è stato costruito nel 1903, dell’architetto Heinrich Meili-Wapf. La facciata dell’edificio storico è stata risanata, l’hotel è stato sventrato e la nuova e massiccia struttura in cemento armato integra staticamente le vecchie mura. Sono stati rimossi inoltre gli ampliamenti e le modifiche effettuate dopo gli anni ’50.  L’organizzazione interna delle planimetrie riprende in gran parte la tipologia e geometria originale. Il tetto piano inclinato a padiglione è stato sostituito da un tetto mansardato, i cui lucernari riprendono il ritmo delle finestre della facciata.

All’estremo sud del Bürgenstock è stato costruito il Waldhotel Health & Medical Excellence, la cui progettazione è stata affidata allo studio Matteo Thun & Partners. Il progetto è fortemente orientato alla sostenibilità energetica e ambientale, non solo in fase di funzionamento grazie alle prestazioni energetiche degli impianti e dell’involucro, ma è stata posta particolare attenzione ai materiali utilizzati. Ad esempio le facciate sono modellate utilizzando gabbioni riempiti con pietre recuperate dallo scavo del Bürgenberg, utilizzate anche per il calcestruzzo della struttura portante, la struttura esterna è in legno di larice. Un sistema di pergolati protegge i balconi delle stanze dalla radiazione solare e dagli agenti atmosferici. Il Waldhotel, con una superficie di 25’000 metri quadrati su nove piani, è la struttura con più camere nel resort, 160. 4’200 mq sono dedicati alle discipline mediche specialistiche, alle attività della spa e ai programmi benessere. A ogni livello sono presenti sale per i trattamenti medici e terrazze esterne.

Qui un'intervista a Matteo Thun sulla progettazione di Pae­sag­gi d’ac­qua e «heal­thy li­ving»

Innovazione tecnica al Bürgenstock

Il legame tra l’insediamento sulla cima della penisola Bürgen e l’acqua del Lago dei Quattro Cantoni non è solo di prossimità: l’acqua è utilizzata a scopi igienici e alimentari, inoltre si trasforma in una fonte energetica fondamentale e rinnovabile.

Sin dal 1888 la centrale elettrica ad acqua fluente di Buochs, che sfruttava il vicino Engelberger Aa, permetteva il raggiungimento della cima con la prima funicolare a trazione elettrica della Svizzera, nonché garantiva il funzionamento dell’illuminazione elettrica delle 225 lampade e della potente lampada ad arco dell’hotel tramite la connessione all’albergo con una linea di trasmissione di circa 4 km. Nei periodi di non funzionamento del motore della funicolare si utilizzava l’elettricità per il pompaggio dell’acqua sulla montagna. Franz-Josef Bucher e Josef Durrer, iniziatori dell’insediamento in quanto pionieri dell’hôtellerie e imprenditori in vari settori, avevano due anni prima collegato la stazione di Lugano con il centro con un sistema a contrappeso d’acqua, in questo caso difficilmente applicabile. Nel 1905 l’ascensore dell’Hammetschwand, il più alto all’aperto in Europa ancora oggi, permetteva di raggiungere i 1114 metri di quota della cima più alta, e si aggiungeva alle meraviglie tecniche del tempo presenti nel rinomato luogo di villeggiatura.

Con lo stesso spirito di innovazione, negli ultimi anni, è stata rinnovata completamente l’infrastruttura di pompaggio dell’acqua. La sostenibilità del complesso turistico è stata una delle ambizioni dei nuovi investitori del Bürgenstock Resort. L’intervento comprende un filtro dell’acqua del lago posto a 37 m di profondità, una stazione di pompaggio a Kehrsiten (437 m s.l.m.) e una condotta lunga circa 1 km che supera un dislivello di 500 metri, per raggiungere la cima della montagna (926 m s.l.m.).

Dal lago possono essere convogliati fino a 75 litri di acqua al secondo in un serbatoio d’acqua esistente, situato al di sopra del resort. Questo serbatoio è composto da due camere per l’acqua di lago, da utilizzare o già utilizzata.

L’innovazione del sistema è data dal molteplice utilizzo dell’acqua del lago, utile per fornire alle strutture ricettive calore e freddo, quasi a zero emissioni di CO2. L’acqua del lago viene inoltre utilizzata anche per l’irrigazione del campo da golf a 9 buche e per i giardini, e può essere utilizzata anche per le piscine e le lavanderie senza ulteriori trattamenti.

Il vecchio serbatoio di acqua dolce serve da lago artificiale che alimenta la centrale energetica principale. Le pompe di calore qui presenti, con una potenza di picco di 1,3 MW riscaldano l’acqua dell’impianto a 45-55 °C, regolate in funzione della temperatura esterna. Il fluido caldo viene poi distribuito ai vari edifici e utilizzato in due modi: in primo luogo direttamente per gli impianti di riscaldamento e in secondo luogo come ulteriore fonte di calore di scambio per le pompe di calore decentrate nei singoli edifici, che devono riscaldare l’acqua calda sanitaria a 65 °C. Il sistema composto da due stadi di generazione di calore con due livelli di temperatura è giustificato dal maggior rendimento: se si distribuisse acqua calda direttamente a 65 °C, la perdita di energia durante il trasporto sarebbe maggiore che a 45-55 °C e il coefficiente di rendimento (COP) delle pompe di calore che la riscaldano sarebbe inferiore, dato il maggior salto termico imposto all’impianto. Per il raffreddamento, l’acqua di lago è utilizzata in maniera diretta, poiché a 37 metri sotto la superficie dell’acqua la temperatura è piuttosto costante durante tutto l’arco dell’anno e intorno ai 5-7 °C. L’acqua di lago copre quindi tra il 70 e il 90% del fabbisogno di calore e l’intero fabbisogno di raffreddamento. L’acqua viene restituita al lago dopo lo sfruttamento energetico tramite il secondo serbatoio, raffreddata fino a una temperatura di 2 °C in inverno dal processo di scambio dalle pompe di calore e riscaldata fino a 18 °C in estate. Una turbina nel canale di scarico produce energia idroelettrica: il sistema genera circa la metà dell’elettricità necessaria per il pompaggio dell’acqua.

Dalla centrale energetica posizionata al di sotto del parcheggio multipiano, i flussi sono distribuiti alle varie funzioni presenti nel resort tramite una rete sotterranea di tubazioni che alimenta i 30 edifici con acqua calda, a una temperatura di 52 °C, e fredda. Il carico di base per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria, richiesto dai differenti alberghi, appartamenti e residence, è fornito da pompe di calore acqua/acqua decentralizzate. La copertura del carico di punta (circa il 20%), tipicamente presente durante la stagione invernale, è fornita da caldaie alimentate con gas liquido. I due sistemi di generazione del calore sono collegati a un accumulatore tampone (40 m3 per le pompe di calore, 10 m3 per le caldaie a gas). Il fabbisogno di serbatoi freddi, così come quello di macchine frigorifere per climatizzare gli ambienti, risulta nullo: gli edifici sono raffreddati passivamente in modo energeticamente efficiente attraverso un circuito centrale intermedio alimentato direttamente con la fresca acqua del lago.

L’acqua fredda viene utilizzata anche per dissipare il calore residuo generato negli impianti di refrigerazione, come ad esempio le apparecchiature professionali presenti nelle attività dedite alla ristorazione o durante il funzionamento degli impianti per la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Il flusso di ritorno dell’acqua utilizzata verso il lago, sia essa raffreddata o riscaldata, è posizionato in modo tale da non influenzare l’acqua captata, né idraulicamente né termicamente.

Il principio della fornitura di calore con ridotte emissioni risulta essere particolarmente economico e affidabile. Con la soluzione adottata, rispetto a un impianto convenzionale che genera calore tramite fonti fossili e prevede macchine frigorifere alimentate con elettricità e raffreddate ad aria, si riduce il fabbisogno energetico finale di circa il 60% e le emissioni di gas serra complessive di circa 3’000 tonnellate, pari al 70%.

 

Questo articolo è parte di Archi 3/2019, L'acqua del benessereQui si può leggere l'editoriale del numero e qui è possibile acquistarlo. Gli articoli sono tutti accessibili gratuitamente su questo sito.

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