Hun­zi­kerare­al: una pe­rife­ria miglio­re?

Publikationsdatum
21-02-2018
Revision
28-02-2018
Jutta Glanzmann
Giornalista specializzata in architettura, ingegneria e urbanistica

Una nuova «era di fondazione»

La zona nord di Zurigo è poco accogliente e deve inevitabilmente affidarsi a un nuovo sviluppo qualitativo. L’Area Hunziker punta su una densità spaziale dal carattere urbano, sia al livello del quartiere sia per quanto riguarda le planimetrie degli appartamenti. 

Otto anni fa, in occasione del suo centenario, l’edilizia abitativa di utilità pubblica della città di Zurigo ha raccolto le idee sul futuro dell’abitare cooperativo. Ne è scaturita l’istituzione della cooperativa edilizia Mehr Als Wohnen («Più che abitare»), con l’intento di realizzare un quartiere di nuova concezione. Sui circa 4’000 mq dell’Area Hunziker, zona industriale dismessa di Zurigo Nord, sarebbe nato uno spazio urbano dove vivere a lavorare secondo criteri ecologici e sociali. Lo scorso novembre i nuovi residenti hanno cominciato ad arrivare; la festa inaugurale si è svolta il primo fine settimana di luglio sull’Hunzikerplatz. È qui che per la prima volta si mette alla prova l’idea urbanistica di creare non un quartiere ma una parte di città. Il riferimento costante per il nuovo nucleo abitativo è stato l’Idaplatz nel Kreis 3 di Zurigo, il cui impianto spaziale ben definito si caratterizza per un edificazione densa che lo delimita: costruzioni a più piani che, nella loro varietà, sono tenute insieme dalla configurazione e dalla funzione del tracciato stradale, dalla finitura dei tetti e dei piani tipo. Al tempo stesso, la piazza vive perché è parte di un quartiere cittadino ben funzionante. Anche l’Area Hunziker è collegata da vie, strade e piazze grandi e piccole al tessuto circostante; ma questo, diversamente dal centrale Kreis 3, presenta le caratteristiche tipiche di un quartiere ai margini dell’agglomerato: grandi edifici adibiti a uffici e abitazioni con aree d’accesso anonime, costruzioni commerciali e industriali, spazi stradali ampi e qualche accenno di strutture su scala minore con funzioni d’uso sul piano strada – ad esempio ristoranti, che però sono aperti solo nei giorni feriali. Un inceneritore di rifiuti, la linea ferroviaria e una strada molto trafficata sono gli altri vicini, in una zona sottoposta a forti sollecitazioni.

Eppure oggi si confida che l’Area Hunziker sia in grado di arricchire questo coacervo senza attrattiva, o quanto meno di interromperlo, con un nuovo polo di interesse spaziale. Le vie che dall’esterno entrano nell’area non conducono semplicemente a un parcheggio sotterraneo, ma a piazze grandi o piccole che si restringono e si allargano, a vicoli e vicoletti. Lo spazio esterno contiene sequenze suggestive; al pianterreno, le case offrono spazio per destinazioni d’uso pubbliche. La varietà dello spazio libero e la diversificazione delle case vogliono accentuare la percezione di strutture curate in una zona poco attraente. Rispetto all’ambiente circostante, il quartiere ha un potenziale spaziale quasi da centro città.

Un’intensa fase di negoziazione

Il concorso di architettura si è mosso su un terreno nuovo: si richiedeva infatti di presentare proposte parallele per l’impianto urbanistico e per un singolo edificio modello. Dal maggio del 2009, i vincitori Futura-frosch e Duplex Architekten (in consorzio), Müller Sigrist Architekten, Architektenbüro Miroslav Šik e pool Architekten hanno iniziato a cercare insieme le risposte spaziali per l’integrazione della doppia scala quartiere cittadino e planimetrie di appartamenti (cfr. TEC21 7/2011). I modelli abitativi dovevano tenere conto della eterogeneità e dello sviluppo demografico della società moderna. Anche questa fase della progettazione ha avuto un carattere praticamente inedito: in un intenso dialogo durato sei mesi, gli architetti hanno negoziato con i responsabili della cooperativa edilizia una soluzione che unificasse in un insieme coerente le varie idee di casa. Punti di discussione sono stati, tra gli altri, uno standard per le case anche molto diverse tra loro, la configurazione dei pianterreni e le varianti d’uso per lo spazio esterno, basate sullo studio di Müller Illien Landschaftsarchitekten. Alla fase negoziale ha partecipato anche l’ufficio urbanistico. A conclusione, si è svolto un colloquio con la giuria del concorso.

Tuttavia il coordinamento tra gli architetti non sembra sempre riuscito. Ad esempio, la volontà di configurazione formale di singole facciate è stata fortemente sfruttata. Non si può dare una valutazione definitiva dell’uso dello spazio esterno, che è ancora in fase di realizzazione e temporaneamente adibito a parcheggio.

Individuale e collettivo

In ogni caso, la densità dell’esterno dovrebbe influenzare anche gli interni degli edifici. Tra le altre cose era prevista la progettazione di appartamenti in coabitazione dotati anche di spazi individuali. Ne sono esempio gli “appartamenti satellite”: diversi miniappartamenti raggruppati intorno a spazi utilizzabili in comune (cucina, servizi, salotto). Le tipologie sono molto varie, dal monolocale all’abitazione comunitaria di dodici stanze; la varietà dell’offerta comprende altre specialità, come appartamenti bifamiliari o locali di altezza maggiorata. Malgrado la forte densità, le unità abitative, 370 in totale, non smettono di sorprendere con vista e scorci aperti. I problemi sorgono quando lo sviluppo del corpo dell’edificio (in alcuni casi molto profondo) e la posizione delle planimetrie producono ambienti scarsamente illuminati – un dettaglio che dipende molto dalla tipologia di appartamento prescelta. In considerazione dei canoni di affitto moderati, gli appartamenti hanno un buon livello di rifinitura e, spesso la qualità spaziale delle planimetrie è molto elevata. In linea generale, materiali e rifiniture sono gli stessi per tutti gli appartamenti.

Un’altra scoperta sono le scale: in più di un edificio, generosi ambienti a più piani danno accesso agli appartamenti e formano una rete interna di passaggi pubblici. Alcuni sono piuttosto angusti, e proprio a questo devono il loro fascino; altri ricordano le classiche case di città con ballatoio interno.

 


Testo originale in tedesco qui.


Nei seguenti articoli trovati presentati edifici dell'Hunzikerareal:

Edificio I, di Futurafrosch

Edificio G, di pool Architekten


 

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