Vis­ta par­co e pa­e­sag­gio for­ma­tivo

La scuola Marzili di Berna, di Hull Inoue Radlinsky e Wolfgang Rossbauer è un edificio iconico. L’architettura esprime con eleganza la cultura svizzera dell’istruzione.

Publikationsdatum
10-11-2022

Il quartiere Marzili sull’Aar, che deve il suo nome agli immigrati da Marsiglia, sorge nella zona sud di Berna. Oltre a luoghi della cultura come la Dampfzentrale, ristoranti e piccole realtà industriali, vi si trovano case singole e a schiera con giardini ricchi di verde.

Poco lontano, lungo il fiume, si trova la nuova scuola elementare Marzili. I due ingressi principali si aprono nel punto più stretto, al centro del volume poligonale -bipartito, in un passaggio che conduce al retrostante complesso storico del parco e della scuola. La costruzione è stata progettata in modo da preservare il maggior numero di grandi alberi presenti. Data l’assenza del piano interrato non è stato necessario scavare in profondità, si è risparmiata così una grande quantità di energia grigia. L’edificio sorge comunque su un terreno alluvionale ed è ancorato al suolo con pali, per proteggerlo dall’innalzamento delle acque sotterranee.

Giri, passaggi e scale

Il passaggio e i due atri a destra e a sinistra sono rivestiti con pannelli di ottone. La scritta «Marzili» sopra le porte, le luci a sospensione bianche e le ringhiere delle scale curve di fronte alle pareti in cemento dello spazio di circolazione rievocano la sobria eleganza del periodo Art déco. Al pianterreno della parte est dell’edificio, si trovano la scuola a tempo pieno, l’aula polivalente e la biblioteca, tutte con accesso diretto allo spazio esterno. Tramite scale, dagli atri si accede ai piani superiori, dove i materiali dominanti sono il legno non verniciato e il calcestruzzo.

Questo articolo è stato pubblicato nel numero speciale «Città in legno: Uffici, centri tecnici, ateliers e altri luoghi di lavoro». Potete trovare altri articoli sul tema del legno nel nostro dossier digitale.

Questa alternanza di materiali, per quanto sorprendente, avviene con un equilibrio stilistico che negli elementi in legno mantiene il linguaggio del piano d’ingresso, e sfrutta strutturalmente le caratteristiche del materiale organico messo in scena nei suoi formati e dettagli nello stesso modo dell’ottone al piano inferiore.

A partire dal primo piano le scale separate si ricollegano attraverso una zona centrale allungata, che è al tempo stesso punto di accesso e paesaggio formativo. In ciascuna di queste zone sono disposte quattro aule con spazi per il lavoro di gruppo. Le porte lungo la facciata ordinano gli spazi aperti a infilata, da una stanza con spazio per lavori di gruppo all’altra. Un passaggio circolare con vista sul parco è stato progettato lungo gli elementi della facciata e termina nella zona centrale. Gli armadi, che suddividono le aule, sono anch’essi in legno e garantiscono flessibilità per eventuali future modifiche strutturali.

Un’equazione di elementi finemente bilanciata

Le tende da sole in tessuto rosso chiaro creano un’atmosfera estiva e sono azionate automaticamente, mentre le finestre delle aule principali si possono aprire manualmente. Le superfici dei parapetti in legno, fonoassorbenti e finemente scanalati, così come le dimensioni delle finestre e i pannelli acustici che rivestono circa due terzi del soffitto, sono ben bilanciati tra loro e soddisfano i requisiti Minergie-P-Eco. Da una parte della complessa equazione stanno le superfici degli elementi acustici sui parapetti e sui soffitti; dall’altra, le dimensioni dei vetri delle finestre e il massimo irraggiamento solare, combinati con la massa dell’edificio raggiungibile dall’aria all’altezza del soffitto per il raffreddamento not-turno. Secondo Wolfgang Rossbauer, nelle costruzioni esclusivamente in legno la mancanza di massa rappresenta un problema che si può risolvere adottando costruzioni ibride.

Dal punto di vista costruttivo, l’edificio è formato da una struttura in calcestruzzo e legno. Il principio è quello della costruzione a tappe, piano per piano: a partire dal primo piano, che è interamente in cemento. Sul solaio grezzo sono stati montati gli elementi portanti retroventilati in legno e, su questi, il solaio successivo in cemento. Il rivestimento di facciata retroventilato e le finestre sono stati montati in una fase successiva.

Con una spesa di 27.7 milioni di franchi, il Marzili è un’opera decisamente costosa. Al pari di altri edifici scolastici, tuttavia, esprime il ruolo importante che la Svizzera riserva all’istruzione: nella posizione migliore, al centro della città. Aule luminose, rifiniture eleganti, materiali naturali ed ecologici creano un clima confortevole favorendo il benessere di bambini e insegnanti. Ad esempio, ringhiere, maniglie e ferramenta – tutto ciò che viene toccato spesso – sono in ottone, che conferisce agli ambienti un tocco di nobiltà. Inoltre, gli architetti hanno evitato il processo di nichelatura, che normalmente è l’ultima fase della produzione standard di queste componenti metalliche. In tal modo il materiale diventa opaco, acquista una patina e, grazie all’alto contenuto di rame, ha un’azione antibatterica.

PARTECIPANTI AL PROGETTO
 

Committenza:
Ufficio costruzioni Città di Berna

Architettura e pianificazione generale:
ARGE Architekten Hull Inoue Radlinsky
e Wolfgang Rossbauer, Zurigo con Florian Binkert

Gestione della costruzione:
Omlin Architekten, Berna

Ingegneria e facciata in legno:
Timbatec, Zurigo

Struttura in legno:
MWV Bauingenieure, Baden

Montaggio legno: Herzog Bau, Berna

Fisica della costruzione:
Bakus Bauphysik & Akustik, Zurigo

Paesaggio:
extrā Landschaftsarchitekten, Berna

 

EDIFICIO

Superficie (SIA 416): 3585 m2

Superficie utile (SIA 416): 2350 m2

Volume (SIA 416): 15 451 m3

Label: Minergie-P-Eco Standard

 

LEGNO E COSTRUZIONE

Costruzione: edificio ibrido, legno e calce­struzzo armato; facciata ventilata, abete rosso

 

DATE E COSTI

Consegna edificio: luglio 2019

Edificio (CCC 2): 14 Mio CHF

Costi d’investimento (CCC 0-9):
22.7 Mio CHF

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