La de­on­to­lo­gia ser­ve e si ve­de

Publikationsdatum
02-05-2019

Capire l'importanza della deontologia nei settori dell'architettura e dell'ingegneria non è semplice. Il tema appare astratto, ma ha delle implicazioni molto concrete, non solo per i professsionisti. I committenti pubblici e privati subiscono pure il non rispetto delle regole deontologiche.

Ma quali sono le conseguenze di un comportamento contrario alle regole deontologiche? L'Ordine degli ingegneri e degli architetti del Cantone Ticino ha dedicato al tema uno specifico seminario, tenutosi giovedì, 18 aprile 2019 a Bellinzona, presentando il Vademecum del Codice deontologico OTIA (ottenibile scrivendo a info@otia.ch).

Le violazioni alle regole deontologiche sono di varia natura, a livello di acquisizione dei mandati e a livello di esecuzione del contratto e dipendono dal comportamento dei committenti e dei professionisti.

Per quanto riguarda i committenti, il lavoro dell'Osservatorio cantonale sulle commesse pubbliche (OCP) ha permesso di migliorare la situazione dell'aggiudicazione dei mandati. Tale lavoro ha pure evidenziato delle lacune nel rispetto delle regole deontologiche da parte degli ingegneri e degli architetti, nella loro funzione di consulenti ai committenti e di liberi professionisti.

Il seminario è servito per capire dai diretti interessati l'entità del problema e per discutere delle possibili misure da adottare, a supporto del Codice deontologico, per combattere le situazioni di prestanome, le domande di costruzione per opere architettoniche firmate da ingegneri civili, le situazioni di un consulente al committente che interviene per un progetto non corrispondente al suo campo di attività, l'accettare mandati da un ente (ad esempio una fondazione), avendo per tale ente una funzione dirigenziale, o le offerte con onorari sottocosto. Un aspetto pure emerso durante il seminario è la necessità di potenziare il ruolo della Commissione di vigilanza.

Il grande interesse dimostrato dai presenti è un chiaro sostegno alla linea adottata dal Consiglio dell'Ordine. Ora, associazioni professionali, liberi professionisti e committenti pubblici e privati devono fare la loro parte per riuscire a implementare le misure da adottare per evitare le situazioni negative trattate durante il seminario OTIA.

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