Tra den­tro e fuo­ri

Wespi de Meuron Romeo architetti, Pianifica Ingegneri Consulenti

Incastonata nel pendio di San Nazzaro, la casa di Wespi de Meuron Romeo emerge come un “masso arcaico”. Un volume poligonale in cemento lavato, articolato su tre livelli, che alterna muri opachi e superfici trasparenti per modulare luce, privacy e relazione con il paesaggio.

Data di pubblicazione
18-11-2025
Matteo Moscatelli
Architetto e PhD, docente al Politecnico di Milano, redattore espazium quaderni

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Casa a San Nazzaro, Gambarogno TI

L’intervento si trova in una zona a bassa densità edilizia a San Nazzaro, una frazione di Gambarogno, in un tratto di costa tra il lago e la montagna sulla riva meridionale del Lago Maggiore. L’area è collocata su un pendio scosceso a poca distanza dalla linea ferroviaria ed è circondata dallo scenografico paesaggio lacustre creatosi alla confluenza dei fiumi Maggia e Ticino.

La pianta della casa si snoda all’interno di due distinti perimetri. Quello interno, costituito da una forma rettangolare regolare, racchiude i 140 mq degli spazi riscaldati. Quello esterno, che ricalca la forma del lotto ed è determinato da una forma poligonale irregolare coincidente solo per il lato sud ovest con il corpo abitato, racchiude invece sia gli spazi coperti dell’abitazione che gli spazi aperti che la circondano.

Dall’esterno la casa appare coerente con il paesaggio naturale che fa da sfondo all’edificio, configurandosi nelle intenzioni degli autori come un masso arcaico che emerge dal terreno. Ad alimentare questa immagine concorrono molte delle scelte progettuali adottate. Dal punto di vista formale, il perimetro esterno rompe la ripetitività delle forme regolari che invece danno forma alle altre costruzioni della frazione. Rispetto ai materiali, gli autori scelgono un rivestimento ruvido in cemento lavato dalla superficie omogenea che ben si conforma allo sviluppo libero e privo di filigrane modulari della pianta. In quest’ottica rientra anche l’interpretazione della copertura come una sorta di «sesta facciata», intesa quindi non solo come un mero dispositivo di protezione dalle intemperie ma come una prosecuzione dei temi compositivi e materici esplorati nei cinque fronti verticali.

Dal punto di vista distributivo l’edificio, pensato per una famiglia di quattro persone, si sviluppa su tre livelli. Al piano superiore vi sono l’ingresso, il soggiorno con la sala da pranzo e la cucina a vista. Il piano intermedio accoglie invece quattro camere da letto con i rispettivi bagni. Al piano inferiore si trovano infine un deposito e i locali tecnici, con l’ingresso secondario e l’uscita verso il giardino.

Le partizioni valorizzano le specificità funzionali di ciascuno spazio. Gli ambienti interni sono pensati in modo da cogliere il più possibile l’intera estensione del volume, con un lungo corridoio al piano inferiore e soprattutto il grande spazio aperto al piano terra. Nel rapporto tra spazi privati aperti e coperti mentre i lati est e ovest sono interamente opachi, estendendo all’interno la grana puntiforme del cemento, i lati nord e sud presentano superfici totalmente trasparenti, generando una forte direzionalità verso le asole quadrangolari aperte a nord e sud. Come in un antico castello, la cerchia muraria perimetrale crea una protezione fisica rispetto alla vista dall’esterno, assegnando alla punteggiatura delle feritoie il compito dell’illuminazione frontale.

Proprio il tema della luce riveste un ruolo fondamentale, ponendosi come elemento di distinzione tra gli spazi principali. La sorgente è zenitale e puntuale nella cucina, zenitale ma in forma di superficie sugli spazi esterni, frontale e puntuale negli spazi aperti, frontale ma in forma di superficie nelle zone giorno e notte.

La casa rappresenta il nuovo capitolo dell’articolata ricerca di Wespi de Meuron Romeo sul tema dell’abitare, che ha portato lo studio a realizzare diversi tipi di intervento (dalla nuova costruzione alla trasformazione di manufatti esistenti) e a confrontarsi con molteplici espressioni del paesaggio urbano e naturale. Il filo conduttore di queste opere, rilevabile anche nel progetto a San Nazzaro, è la sperimentazione sui materiali moderni, la differenziazione della luce naturale in relazione all’uso e alla natura dello spazio e il superamento della geometria euclidea a favore di configurazioni più complesse ed evocative.

Elementi distintivi di questo edificio sono invece la modalità di relazione con il contesto – qui espresso dalla ricerca di una condizione di equilibrio tra il riferimento alla tradizione (apprezzabile nell’uso della pietra come richiamo alla matericità degli edifici rurali) e l’apertura all’innovazione (rilevabile nella configurazione volumetrica, nel trattamento delle facciate e nell’uso del cemento) – e la sperimentazione sugli elementi di separazione, che vede l’opposizione tra superfici trasparenti e lamine murarie perforate e, nell’ambito dello spazio privato aperto, il contrasto tra la sua continuità col nucleo della casa che racchiude e la sua discontinuità con il contesto urbano che lo circonda.

  • Luogo San Nazzaro, Gambarogno 
  • Committenza Ornella + Luca Romeo, San Nazzaro 
  • Architettura Wespi de Meuron Romeo architetti, Caviano 
  • Impresa Walzer costruzioni SA, Tegna  
  • Ingegneria civile Pianifica Ingegneri Consulenti SA, Locarno 
  • Fisica della costruzione IFEC Consulenze SA, Rivera 
  • Fotografia Giacomo Albo fotografo, Lecco (I) 
  • Date progetto-realizzazione 2018-2021 
  • Certificazione o Standard energetico Ruen, 2009 
  • Intervento e tipo edificio nuova costruzione | new construction 
  • Categoria edificio (Ae) edificio monofamiliare 189  m² 
  • Fattore di forma (Ath/Ae) 2.06 
  • Riscaldamento e acqua calda100% pompa di calore geotermica 
  • Fabbisogno termico per riscaldamento SIA380/1:2009 40.8 kWh/m²a 
  • Particolarità raffrescamento in geocooling mediante scambiatore di calore sul circuito sonde 

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