Ad An­ne La­ca­ton e Jean-Phi­lip­pe Vas­sal il Pre­mio Pritz­ker 2021

L'opera degli architetti francesi, «che risponde alle emergenze climatiche ed ecologiche del nostro tempo e alle necessità sociali», è valsa loro il maggiore riconoscimento nel campo della progettazione.

Data di pubblicazione
17-03-2021

«Non solo hanno definito un approccio all'architettura che rinnova l'eredità del modernismo, ma hanno anche proposto una ridefinizione della professione stessa dell'architetto. Le speranze e i sogni modernisti di migliorare la vita di molti trovano nuova forza nel loro lavoro, che risponde alle emergenze climatiche ed ecologiche del nostro tempo e alle necessità sociali, in particolare nel campo dell'edilizia urbana. Riescono a farlo attraverso un potente senso dello spazio e dei materiali, che crea un'architettura tanto forte nelle sue forme quanto nelle sue convinzioni, tanto trasparente nella sua estetica quanto nella sua etica».

Con queste parole, la giuria del Premio Pritzker 2021 assegna il riconoscimento agli architetti francesi Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, il cui lavoro è pervaso dall'impegno di costruire spazi sociali all'insegna della vita comunitaria e della permeabilità tra interno ed esterno, sempre con un'attenzione particolare alla sostenibilità. Quest'ultima si esprime innanzitutto nel loro approccio al riuso e alla trasformazione: si pensi a come, nel 2011, sono intervenuti con Frédéric Druot su La Tour Bois le Prêtre di Parigi, un edificio di 17 piani degli anni Sessanta, mantenendone la struttura ma ampliando gli appartamenti e instaurando una nuova relazione tra interno ed esterno attraverso la rimozione della facciata originale in calcestruzzo.

«La trasformazione è l'opportunità di fare di più e di meglio con le preesistenze. Demolire è una decisione facile e a breve termine. È uno spreco di molte cose – uno spreco di energia, di materiali, di storia. E, ancor più importante, ha un impatto sociale molto negativo. Per noi, è un atto di violenza», ha dichiarato Lacaton.

Nei loro edifici progettati ex novo domina invece l'imperativo alla flessibilità degli usi, come nell'École Nationale Supérieure d’Architecture de Nantes (2009), dove tutti gli spazi sono deliberatamente progettati per destinazioni multiple e per adattarsi alle necessità di chi li occupa.

«Il nostro lavoro è risolvere vincoli e problemi e trovare spazi che possano creare usi, emozioni e sentimenti. Alla fine di questo processo e di questo sforzo ci devono essere leggerezza e semplicità, anche se tutto quanto è avvenuto prima è stato così complesso", ha spiegato Vassal.

Tra i lavori più significativi dello studio Lacaton & Vassal, fondato a Parigi nel 1987, ci sono Casa Latapie (Floirac, 1993), la trasformazione di tre edifici (G, H e I) a Grand Parc (Bordeaux, 2017), con Druot e Christophe Hutin, il museo Palais de Tokyo (Parigi, 2012), il FRAC Nord-Pas de Calais (Dunkerque, 2013) e il palazzo residenziale e di uffici a Chêne-Bourg (Ginevra, 2020).

«Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal hanno sempre saputo che l'architettura conferisce la capacità di costruire una comunità per tutta la società», ha osservato Tom Pritzker, presidente di The Hyatt Foundation, che patrocina il premio. «Il loro modo di servire la vita umana attraverso il loro lavoro, dimostrare forza nella modestia e coltivare un dialogo tra vecchio e nuovo amplia il campo dell'architettura».

Maggiori informazioni sul sito del Premio Pritzker

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