Pro­getti pio­nie­ris­tici e opere di ri­fe­ri­mento

Negli ultimi dodici anni, la costruzione in legno ha conosciuto uno straordinario sviluppo. Dagli edifici pionieristici alle prodezze tecniche, fino alle realizzazioni più recenti, i progressi si misu­rano sia per la varietà che per la qualità degli interventi.

Date de publication
12-10-2026

Considerata tradizionale e accogliente, ma raramente innovativa, l’architettura in legno è rimasta a lungo un tema secondario. L’aura di questo materiale era legata alla nostalgia ma lo escludeva dalle scelte costruttive per un futuro all’insegna dell’alta tecnologia. Eppure, negli ultimi due decenni, il legno è stato al centro di un’evoluzione spettacolare.

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile OSS hanno focalizzato l’attenzione su questa risorsa rinnovabile e tecniche innovative hanno aperto nuove prospettive nell’architettura, nell’ingegneria civile e nella realizzazione di edifici. In un settore, quello della costruzione in legno, che ha sempre fatto ricorso alla prefabbricazione, la digitalizzazione dei processi si è spinta più avanti rispetto a molti altri settori dell’edilizia, consentendo una produzione competitiva e precisa di elementi per progetti considerevoli e anche con geometrie complesse (fig. 1). Già dal 2003, le prescrizioni antincendio (cfr. infobox p. 13) hanno consentito la realizzazione di costruzioni in legno fino a sei piani; di conseguenza, la quota di nuove abitazioni costruite con questo materiale è raddoppiata nell’arco di dieci anni. Si è così iniziato a costruire non più soltanto in contesti rurali o artigianali, ma anche in ambito urbano e su scala rilevante. 

Residenze urbane

Tra i progetti pionieristici realizzati in città figurano alcune cooperative di abitazione a Zurigo, come il complesso residenziale e commerciale di Badenerstrasse (fig. 2). Il vantaggio del legno nelle sopraelevazioni – il suo rapporto tra peso e resistenza – è illustrato dalla ristrutturazione della sede dei trasposrti pubblici Sihltal Zürich Uetliberg Bahn (SZU), alzata di quattro piani destinati ad abitazioni (fig. 3). In generale, la riduzione dei tempi di cantiere, dei disagi e delle ­esigenze logistiche, resa possibile dalla prefabbricazione, dalla costruzione per elementi o modulare e da un montaggio rapido in situ, si rivela particolarmente vantaggiosa nei centri urbani – e non solo per opere provvisorie (fig. 4).

Mentre nei primi grandi edifici in legno la struttura portante restava ancora nascosta dietro altri materiali, sono presto seguiti progetti che mostrano il legno anche in facciata, come i blocchi dello Zürcher Freilager (fig. 5), all’epoca il più grande complesso in legno del Paese: un primato superato già tre anni più tardi dall’insediamento sue & til a Winterthur (fig. 6).

Molti progetti si distinguono inoltre per l’elevata efficienza energetica e notevoli qualità architettoniche, riconosciute con certificazioni e premi. Spesso vengono integrati anche altri fattori di sostenibilità. 
Il complesso residenziale Maiengasse a Basilea (fig. 7), per esempio, costituisce un progetto di densificazione urbana che genera una corte comunitaria; l’edificio resi­denziale e commerciale La Bistoquette a Losanna (fig. 8), invece, nasce da un processo partecipativo che associa il legno ad altri materiali rinnovabili. 

Il legno in tutte le sue combinazioni

Negli anni, non solo il numero delle opere in legno, è aumentato ma anche la varietà – con un’elevata qualità costruttiva. Sono stati realizzati edifici residenziali e commerciali riconosciuti a livello internazionale, strutture dedicate alla cultura, allo sport e alla salute, uffici e sale da concerto, edifici per parchi zoologici, stabilimenti produttivi e sedi aziendali; nel campo dell’ingegneria civile, passerelle e persino passaggi per la fauna selvatica (fig. 9).

A questi sviluppi si aggiungono nuovi temi, come la riciclabilità degli edifici e, in particolare, la loro reversibilità costruttiva: le palestre provvisorie per il Cantone di Zurigo (fig. 10) sono progettate per essere smontate più volte e poi ricostruite altrove in configurazioni diverse. Parallelamente, è stato dimostrato che le soluzioni ibride possono ottimizzare strutture portanti di grande scala, come ad esempio Suurstoffi 22, la prima torre ibrida in legno della Svizzera (fig. 11), e successivamente H1, attualmente la più alta del Paese (fig. 12). 

Un materiale aperto al futuro

Le riserve che ancora dieci anni fa accompagnavano la costruzione in legno sono ormai superate. La questione centrale riguardava i costi. Nel 2015 si stimava che la realizzazione di un immobile in legno comportasse un sovrapprezzo di circa il 6 % rispetto a un edificio in muratura; non era inoltre chiaro come gli investitori disposti a intraprendere questa strada potessero giustificare la maggiorazione, senza contare i costi di manutenzione delle facciate.

Da allora è stato dimostrato che le costruzioni in legno – a condizione di una progettazione accurata – sono pienamente competitive in termini di costi di realizzazione, pur presentando standard di sostenibilità più elevati. Allo stesso modo, con un corretto impiego del materiale, le facciate 
in legno possono essere progettate per durare a lungo e richiedere una manutenzione assolutamente competitiva. Per i committenti istituzionali, i cui portafogli immobiliari sono orientati al lungo periodo, si tratta di criteri che favoriscono la scelta del legno.1

A ciò si aggiungono le qualità proprie di questo materiale rinnovabile: la capacità di stoccare temporaneamente CO2, il contributo alle catene del valore locali e il plus­valore legato a una gestione forestale sos­tenibile per le attività ricreative locali, la biodiversità, della regolazione del ciclo dell’acqua e del clima. Sfogliando oggi la ­collana «Città in legno», si misura la strada percorsa e l’enorme potenziale ancora da sviluppare. C’è dunque motivo di guardare con interesse a ciò che ci aspetta per il futuro.

Nota

1 «Zwischenbericht – Erfolgskontrolle Institutionelle Bauherrschaft 2024», Berner Fachhochschule BFH, Bienne, 20.1.2025

Prescrizioni svizzere sulla protezione antincendio PPI

 

2003: le prescrizioni rivedute dell’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio AICCA permettono 
la costruzione in legno fino a sei piani; prima erano ammessi due piani sotto tetto.

 

2015: fino a un’altezza massima di 30 m, limite per una torre, le PPI autorizzano il legno per qualsiasi edificio e destinazione d’uso: abitazioni, uffici, scuole, industria, artigianato, settore alberghiero o commercio. Per gli edifici alti, l’impiego di elementi portanti e tagliafuoco contenenti legno è possibile a determinate condizioni.

 

2026: Prescrizioni svizzere di protezione antincendio PPI 2026, bsvonline.ch

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