Sen­tirsi «a casa»

dueA architetti I Passera e Associati studio di ingegneria

La Casa per anziani di Caslano reinventa la cura abitativa: spazi aperti e domestici, continuità tra interno ed esterno, percorsi fluidi e socialità modulabile trasformano l’edificio in un luogo che accoglie fragilità, dignità e partecipazione collettiva.

 

Date de publication
30-09-2025
Hind Al-Shoubaki
Architektin, Stadtplanerin und wissenschaftliche Mitarbeiterin an der Fachhochschule Nordwestschweiz

Feeling «at home» english version 

Casa anziani Malcantonese, Caslano TI

La Casa per anziani di Caslano reinterpreta la tipologia delle strutture di cura radicandosi con forza nel contesto urbano e territoriale. Inserito lungo il tessuto continuo della pianura malcantonese, l’edificio si distende per l’intera lunghezza del lotto come un’estrusione del tessuto circostante, che conserva la memoria del territorio e allo stesso tempo afferma una nuova presenza civica. La scelta architettonica è guidata dall’intento di mantenere una scala domestica, bassa in altezza, socialmente leggibile e aperta, capace di garantire al tempo stesso la riservatezza propria della casa e il carattere pubblico di un punto di riferimento per il quartiere.

Al centro del progetto vi è la ricerca di una dimensione domestica all’interno di un programma complesso, che deve accogliere diversi gradi di assistenza e autonomia. Il fabbricato si sviluppa come una sequenza di spazi che vanno dal collettivo al privato, dalle sale comuni agli alloggi individuali. Questa gradazione consente agli ospiti di modulare la propria presenza e le proprie relazioni, muovendosi con fluidità tra convivialità e ritiro. L’architettura non accentua la segregazione, ma favorisce prossimità, reciprocità e riconoscimento.

Al piano terreno coesistono tre funzioni principali: un centro diurno, un’unità protetta e le aree sociali della casa per anziani. Tutte sono direttamente connesse all’esterno, garantendo orientamento intuitivo e permeabilità verso la comunità più ampia. Percorsi chiari tutelano la riservatezza di ciascuna unità senza interrompere l’apertura alla vita collettiva. Al piano superiore, la circolazione evita l’«effetto corridoio» tipico delle istituzioni mediche: gli spazi si organizzano attorno a corti e nodi conviviali, generando un ambiente dinamico e piacevole che sostiene l’interazione sociale.

Il senso del «sentirsi a casa» è coltivato attraverso continuità spaziale e percorsi sicuri e leggibili. Gli ospiti possono muoversi liberamente lungo una sequenza di soggiorni, cortili e passaggi semi-pubblici che trasformano lo spostamento quotidiano in occasione di incontro. Questi spazi diventano più che circolazione: sono scenari di aggregazione, conversazione informale e intreccio di legami sociali tra residenti, personale e visitatori. La domesticità non è qui rivestimento decorativo, ma principio strutturante: l’edificio offre ai suoi abitanti familiarità, riconoscimento e dignità.

Le scelte materiche rafforzano questo orientamento. Finiture calde, facciate lignee con schermature regolabili e viste attentamente inquadrate instaurano un senso tattile di appartenenza. Ampie aperture vetrate connettono interni, giardini e patii, garantendo continuità visiva e funzionale con l’esterno. Questa apertura riduce la percezione di chiusura e colloca la casa per anziani all’interno del tessuto urbano, evitando l’isolamento tipico delle istituzioni. La flessibilità è incorporata nel sistema strutturale, che consente un uso modulare e riconfigurazioni nel tempo. Il piano terra è in parte liberato per ospitare percorsi pedonali e parcheggi coperti, permettendo all’edificio di adattarsi a esigenze future senza compromettere il principio centrale: favorire la cura attraverso l’abitare.

La Casa per anziani di Caslano incarna così una dimensione domestica della cura, in cui la fragilità non è nascosta ma accompagnata. Bilanciando intimità e collettività, privacy e presenza civica, dimostra come l’architettura possa accompagnare l’invecchiamento con dignità, trasformando un programma medicale in uno spazio condiviso di vita quotidiana.

  • Luogo Caslano 
  • Committenza Fondazione Giovanni e Giuseppina Rossi, Castelrotto 
  • Architettura dueA architetti sagl, Lugano 
  • collaboratori F. Cammarata, F. Magni, F. Di Palma, D. Bosnjak 
  • Impresa Giovanni Quadri SA, Cadempino 
  • Direzione lavori Direzione Lavori SA, Lugano
  • Ingegneria civile Passera e Associati studio di ingegneria SA, Lugano 
  • Progetto impianti elettrici e RVCS Tecnoprogetti SA, Camorino 
  • Fisica della costruzione e Acustica IFEC ingegneria SA, Rivera 
  • Illuminotecnica Modaluce SA, Bellinzona 
  • Progetto serramenti Veragouth SA, Bedano; Maturi Sampietro SA, Mezzovico-Vira 
  • Fotografia Simone Mengani, Mendrisio; Andrea Pavan, Maturi Sampietro SA, Mezzovico-Vira 
  • Date concorso 2014-2015; progetto 2017-2019; realizzazione 2020-2023 
  • Pianificazione energetica  IFEC ingegneria SA, Rivera 
  • Certificazione o Standard energetico Ruen, 2008 
  • Intervento e tipo edificio nuova costruzione
  • Categoria edificio (Ae) casa per anziani 5124 m² 
  • Fattore di forma (Ath/Ae)  1.49 
  • Riscaldamento 100% teleriscaldamento 
  • Acqua calda 100% pompa di calore aria-acqua
  • Elettricità Impianto fotovoltaico: 405 m², 86 kWp, 76’000 kWh/anno 
  • Requisito primario involucro 81 MJ/m²a (limite)
  • Particolarità Teleriscaldamento a cippato, sistema di ventilazione meccanica con recupero di calore, raffreddamento con impianto da 189 kW, EER = 4.6

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