Pal­marès 2026 du Prix Mas­ter Ar­chi­tec­tu­re de la SIA

Ce jeudi 15 octobre 2026, la Société suisse des ingénieurs et des architectes (SIA) a décerné pour la cinquième fois le Prix Master Architecture, lors d’une cérémonie organisée à l’École polytechnique fédérale de Zurich (ETH Zurich). Cette distinction braque les projecteurs sur les travaux de fin d’études les plus visionnaires réalisés par les architectes de la nouvelle génération.

Publikationsdatum
23-10-2026

In data odierna, giovedì 15 ottobre, si è finalmente levato il sipario: in presenza di un folto pubblico, riunitosi presso l’auditorio dell’ETH di Zurigo, sono stati pronunciati i nomi delle vincitrici e dei vincitori della 5a edizione del Premio Master Architettura della SIA. La giuria indipendente aveva già pronunciato il suo verdetto una settimana fa, scegliendo, tra le 31 opere in lizza, gli otto progetti di Diploma da destinare alla «shortlist». Fino ad oggi, tuttavia, non era però ancora stato svelato quali lavori, nella rosa dei finalisti, avrebbero vinto uno dei tre premi in palio, con una dotazione di 3000 franchi, e quali invece si sarebbero aggiudicati una delle cinque menzioni, con una dotazione di 1000 franchi.

Insigniti del premio tre progetti a tema libero

I tre premi in palio vanno a tre progetti di Diploma a tema libero, ovvero lavori in cui sono stati i laureandi stessi a scegliere, analizzare ed elaborare l’argomento di fondo. Un premio è stato conferito a «Terres créoles» di Sarah Savoy, della Scuola universitaria professionale di ingegneria e architettura di Friburgo (HEIA-FR). L’opera è un progetto sociale che contempla la realizzazione di un centro d’accoglienza pensato per le donne, sull’isola di Guadalupa. Nel suo lavoro, la giovane architetta realizza un’ampia analisi, riflettendo su aspetti legati alla sociologia, alla società e alla storia coloniale. A convincere la giuria sono state, accanto alla qualità della rappresentazione grafica, la coerenza e la ricchezza dei contenuti, come pure il grado di dettaglio con cui è stato svolto il lavoro. In virtù di tali apprezzamenti, Sarah Savoy verrà invitata a partecipare anche alla prossima edizione del Premio Master Architettura della SIA, ma nel ruolo di membro della giuria.

Gli altri premi in palio sono stati conferiti a due progetti di Diploma che hanno visto la luce in seno al Politecnico federale di Zurigo (ETHZ). Uno di questi è «No Ideas But in Fallow Lands», realizzato da Julius Baumanns e Dag von der Decken. Il lavoro, che ha per tema i paesaggi di Glarona Sud, lasciati apparentemente incolti e all’abbandono, effettua un’analisi fondata sul potenziale offerto dal Comune glaronese e rende onore al costruito esistente. Il terzo progetto insignito del premio è «Margins to That Which Isn’t», di Nora Zeller e Pascal Linard Mijnssen, un’opera in cui è protagonista la Badhütte di Rorschach, il bagno pubblico su palafitta andato distrutto in un incendio nel 2024. Anziché puntare su una ricostruzione storica, il progetto abbraccia l’idea dell’incompiuto, vestendosi così di una dimensione del tutto poetica.

Vivere la propria visione

Esaminando le opere giunte sul tavolo della giuria, emerge un aspetto chiave: nei progetti di Diploma, le studentesse e gli studenti riflettono su processi sociali ed ecologici complessi, dando libero sfogo alla propria immaginazione. Nel video sulla valutazione, Samuel Giblin, membro della giuria e vincitore del Premio Master Architettura nel 2025, si pone, e a giusta ragione, la seguente domanda: «Dov’è possibile dare vita alle proprie visioni, se non in un progetto di Diploma?».

Con il Premio Master Architettura, la SIA mette in luce, in tutte le più diverse sfaccettature, il lavoro svolto in seno alle scuole universitarie e alle scuole universitarie professionali svizzere. Inoltre, grazie al concorso, la SIA consolida il rapporto tra le scuole e i progettisti, agevolando l’esordio delle giovani e dei giovani architetti nel mondo del lavoro.

Vidéo: Prix Master Architecture de la SIA 2026: la cérémonie de remise des prix

Premi

No Ideas But in Fallow Lands
Julius Baumanns, Dag von der Decken, ETHZ
Atelier: Adam Caruso, Emilie Appercé, Tibor Bielicky

Margins to That Which Isn't
Nora Zeller, Pascal Linard Mijnssen, ETHZ
Atelier: Jan de Vylder, Annamaria Prandi, An Fonteyne

Terres créoles
Sarah Savoy, HEIA-FR
Atelier: Hani Buri, Marina Marinov, Martine Lachat-Clerc


Menzioni

Produktionsfeld
Luca Bächler, ETHZ
Atelier: Roger Boltshauser, Cristiano Teixeira, Fujan Fahmi, Cato Bannen, Sandra Straube, Jon Garbizu, BUK

HILti
Hannes Pabst, ETHZ
Atelier: Débora Mesa Molina, Maarten Delbeke

La Fabrique du Commun
Beatriz-Stéphani Freitas, HEIA-FR
Atelier: Stephanie Bender, Saikal Zhunsh, Benoît Beurret

A Street for Caneggio
Louis Jöhr, USI
Atelier: Jonathan Sergison

Sylaha
Jonathan Allemann, ZHAW
Atelier: Urs Primas, Regula Iseli

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