Una ve­tri­na in le­g­no mas­sic­cio sviz­ze­ro

Costruire edifici ecologici è in voga. La rinuncia ai materiali compositi e alle strutture intelaiate aumenta l’interesse per l’architettura in legno massiccio. L’edificio amministrativo della Küng Holzbau è una vetrina delle potenzialità di questa azienda.

Publikationsdatum
10-11-2021

Alpnach, Canton Obvaldo, 15 km a sud di Lucerna. Dalla sua fondazione, nel 1977, la falegnameria Küng non ha mai smesso di crescere: dalla prima struttura in legno nel villaggio si è poi fatta un nome in tutta la Svizzera – tant’è che Peter Zumthor scelse loro per costruire la propria casa-studio di Haldenstein, completata nel 2015. Da dieci anni Stephan Küng, che è la seconda generazione alla guida dell’azienda, punta sul prefabbricato in legno massiccio: il nome che ha dato a questo sistema, ormai affermato sul mercato, è Holzpur.

Meno rischi di ritiro e di infestazioni di parassiti

Gli elementi di base di Holzpur sono le pareti, spesse 21 cm, composte da sette strati di tavole posate trasversalmente l’una sull’altra. Sono in Mondholz, ossia legno che viene tagliato secondo il lunario: solitamente intorno a Natale prima della luna nuova, quando c’è una limitata concentrazione di acqua nell’albero. Già Vitruvio sosteneva che il legname migliore si ottiene in inverno, ma si dice che importanti siano anche le fasi della luna: quando è calante, l’acqua si ritira dall’albero; dopo la luna nuova, risale. Ciò significa che il taglio prima della luna nuova riduce al minimo i rischi di ritiro e di infestazione di parassiti. Chi vede le risorse naturali in maniera strettamente strumentale può liquidare questo approccio come esoterico, ma studi recenti dimostrano che i saperi legati al taglio di luna e tramandati da secoli corrispondono a verità.1 E di questo sono convinti sempre più clienti, che non vogliono strutture intelaiate né materiali compositi di alcun tipo, ma solo legno massiccio.

Il nuovo edificio amministrativo, realizzato nell’area in cui Küng Holzbau ha sempre avuto sede, ovvia sì alla carenza di spazio per questa azienda in espansione, ma allo stesso tempo ci mostra cosa si può ottenere costruendo interamente in legno. Il progetto è dello studio Seiler Linhart, che lavora con Küng dal 2009. Dopo i primi lavori in sinergia, nel 2013 hanno costruito, sempre in legno, il nuovo capannone aziendale e nel 2018 l’abitazione dello stesso ­Stephan Küng, che per certi versi esprimeva in nuce l’idea alla base della nuova sede aziendale.

Le essenze più adatte in funzione dell’impiego

L’edificio, un quadrilatero di quattro piani, ospita 20 uffici individuali per i ­responsabili di progetto ma anche sale ­riunioni, una caffetteria al piano terra e uno showroom all’ultimo piano. L’esterno è caratterizzato dai loggiati sospesi a tiranti e che aggettano man mano che sale lo sguardo. Riportano alla mente i pergolati delle case storiche della Svizzera centrale.

I paramenti esterni sono in quercia, mentre le facciate sono state rivestite in abete rosso segato. Le pareti di legno massiccio sono composte da due elementi, ciascuno con sette strati di tavole da 3 cm posate trasversalmente l’una sull’altra, come per il compensato, in modo che lo spessore totale delle pareti arrivi a 42 cm. La pratica del costruire in legno massiccio non è scevra di controversie: i suoi detrattori sostengono che anche una risorsa rinnovabile come il legno dovrebbe essere usata con parsimonia, e che con la stessa quantità di materiale usato per un edificio in legno massiccio si potrebbero costruire diversi edifici intelaiati isolati in modo convenzionale. Per gli strati interni dei pannelli, invece, Küng utilizza abete rosso di seconda scelta: si tratta di tavole di qualità inferiore che altrimenti verrebbero trasformate in pannelli di fibra di legno o addirittura adoperate per riscaldare.

La fabbricazione degli elementi Holzpur si può ammirare nel capannone di fronte: su una linea di produzione lunga 54 metri con tre stazioni di assemblaggio, le fasi di taglio e finitura sono ampiamente automatizzate.

Passione per i dettagli e flessibilità

La sensazione è di stupore fin dall’ingresso. L’atrio a doppia altezza, con la re­ception a destra e un tavolo da riunioni a sinistra; le sale del piano superiore vi ­ si affacciano con discrezione, grazie alla struttura a listelli che le riveste. Appena entrati, ecco che appare inaspettatamente un nucleo di calcestruzzo sabbiato, che fa da collegamento tra tutti i piani. Il camino all’ingresso viene acceso dalla prima persona dello staff che arriva al mattino: qui regna un’atmosfera tanto familiare che non sorprende neanche scoprire che il pavimento a grassello di calce è stato battuto dai dipendenti stessi.

Dovendo installare un sistema di irrigidimento che non fosse di legno, gli architetti hanno fatto di necessità virtù, trasformando il nucleo in calcestruzzo in una scultura: gli angoli sono modellati con espressività, e gli incavi tondeggianti lungo le rampe di scale – per le quali Søren Linhart non fa mistero di aver preso ispirazione dallo Skandia Teatern di Sigurd Lewerentz a Stoccolma – aprono lo sguardo talvolta sul piano sottostante, talvolta su quello superiore.

Le pareti divisorie interne non sono portanti e permettono quindi la flessibilità desiderata, in modo che gli uffici, dotati di porte scorrevoli che affacciano sul nucleo, possano anche essere configurati in modo diverso. I mobili sono stati tutti progettati da Seiler Linhart, che ha sviluppato anche un sistema a incastro per gli armadi a muro che non richiede colla né viti e può quindi essere montato e modificato dai dipendenti secondo le proprie necessità. Le porte e i mobili all’interno del nucleo sono in quercia nera oliata. Tutto il resto è in abete bianco e abete rosso non trattati.

In breve, la precisione e l’attenzione ai dettagli con cui Seiler Linhart ha lavorato è ammirevole e si evidenzia nella costru­zione, nella scelta dei materiali – determinata anche da criteri di bioedilizia – così come negli allestimenti interni e nell’arredamento.

Questo articolo è stato pubblicato nel numero speciale «Città in legno: Uffici, centri tecnici, ateliers e altri luoghi di lavoro». Potete trovare altri articoli sul tema del legno nel nostro dossier digitale.

Note

  1. Cfr. Ernst Zürcher, «Trocknungs- und Witterungsverhalten von mondgefälltem Fichtenholz», in: Schweizerische Zeitschrift für Forstwesen, 154-9, 2003, pp. 351-359.

www.holz-bois-legno.ch/it

Partecipanti al progetto

 

Committenza: Küng Holzbau, Alpnach

 

Architettura: Seiler Linhart, Lucerna

 

Costruzione in legno: Küng Holzbau, Alpnach

 

Costruttore: B + B Bau, Sachseln

 

Serramenti: Gawo Gasser, Wolhusen

 

Impianti elettrici: Ettlin, Alpnach

 


Edificio

 

Superficie uffici: 762 m2

 

Superficie espositiva: 242 m2

 

Premio: Prix Lignum, regione centro, Riconoscimento

 


Legno e costruzione

 

Travi: 60 m3, rovere (Svizzera)

 

Soffitti e pavimenti: 180 m3, faggio (Svizzera)

 

Pareti esterne, elementi della copertura: 370 m3, abete rosso / abete (Svizzera), Holzpur

 


Date e costi

 

Completamento: 2019

 

Durata della costruzione: 18 mesi

 

Produzione/montaggio elementi: 6 settimane

 

Costi: non comunicato

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