L’in­geg­ne­ria di Sil­va­no Zor­zi tra Sviz­ze­ra e Ita­lia

archi 2019 5

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07-10-2019

Archi procede la sua ricognizione dell'ingegneria contemporanea attraverso la figura di Silvano Zorzi (1921-1994), «uno dei maggiori strutturisti del XX secolo», come scrivono i curatori del numero, Giulio Barazzetta e Gabriele Neri.

Formatosi a cavallo tra Svizzera e Italia, Zorzi si è avvalso del suo retroterra ibrido in una continua ricerca dell'innovazione, testimoniata nella rivista da una scelta (curata da Valeria Gozzi) di alcuni dei suoi ponti più significativi – più un progetto inedito, che getta nuova luce sui suoi contatti professionali.

Ma parlare di Zorzi permette anche di ripercorrere le trasformazioni dell'ingegneria nel corso del Novecento, che rispecchiano più ampi mutamenti sociali. «Dietro ai suoi straordinari viadotti» scrivono i curatori «c’è infatti la trasformazione dello spazio e del tempo della società di massa, da cui dipende un inedito rapporto con il paesaggio, la mobilità, il contesto urbano, le nostre abitudini».

Ad integrare il ritratto di Zorzi e delle opere eseguite dal suo studio di progettazione IN.CO. Ingegneri Consulenti SpA, gli interventi degli storici dell'ingegneria Tullia Iori e Gianluca Capurso e un'indagine dell'ingegnere svizzero Jürg Conzett «alla ricerca di un'interpretazione» del progetto del ponte Guayllabamba, in Ecuador.

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