Sul fron­te del di­rit­to del­la con­cor­ren­za: un se­gna­le po­si­ti­vo per la «Va­lue app»

Qualche anno fa, con lo stralcio del calcolo dell’onorario secondo il costo dell’opera, si era sollevato un polverone. Poi le acque si erano calmate, dando modo alla SIA di sviluppare misure sostitutive, tra cui la «Value app». Riuniti in Assemblea il 28 aprile, i delegati saranno ora chiamati a deliberare sul futuro di tale misura. Nell’attesa, il rapporto della Commissione federale della concorrenza lascia presagire uno scenario ottimistico.

Data di pubblicazione
24-04-2023

Il contesto ormai lo si conosce bene. Per ragioni legate al diritto della concorrenza, la SIA aveva dovuto stralciare dai propri regolamenti per le prestazioni e gli onorari (RPO) il noto modello basato sul tempo necessario. Nel 2019 erano stati ritirati anche gli ausili di calcolo pensati come soluzione temporanea. Da allora, la SIA lavora a possibili misure sostitutive, tra cui una serie di corsi pensati appositamente per affiancare i progettisti nella stima dei propri onorari. Tra le alternative proposte vi è anche la cosiddetta «Value app». In origine, l’applicazione era stata pensata dalla cattedra di architettura e metodi di costruzione del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) per offrire agli studenti di architettura uno strumento utile a stimare il valore di una prestazione di progettazione.

Disillusa, dopo le turbolenze legate all’intervento della Commissione della concorrenza (COMCO), la SIA ha colto nell’applicazione un potenziale per colmare la lacuna lasciata dallo stralcio del calcolo dell’onorario secondo il costo dell’opera e ha deciso di stringere con l’ETHZ un rapporto di partenariato. Nel frattempo, da questa collaborazione, è nata una versione beta della «Value app» che può essere utilizzata dagli architetti nella quotidianità professionale. Ora vi è in previsione di sviluppare l’app in modo che possa essere utilizzata anche per le altre discipline della SIA, vale a dire negli ambiti dell’ingegneria civile, dell’impiantistica degli edifici e dell’architettura del paesaggio.

Modello convalidato e riferito a dati statistici

Al suo attuale stadio di sviluppo l’app consiste, fondamentalmente, di tre moduli, ovvero: «Descrizione», «Progetto» e «Prestazione». Nella loro interazione, tali component sono in grado di quantificare la portata di una prestazione progettuale. I primi due moduli permettono di definire il progetto stesso. A questo scopo, il parametro determinante è la superficie di piano, insieme ad altri fattori come l’ubicazione, il compito, il tipo di utilizzo, la complessità, la ponderazione dei rischi, nonché i requisiti di qualità. Durante la fase di sviluppo, il modello proposto dall’app è stato alimentato e convalidato con circa 900 immissioni raccolte con la banca dati di riferimento «werk-material.online». I valori da qui estrapolati, basati su progetti concreti, possono poi essere messi in relazione con il progetto in questione, in modo semplice e pratico. Nel modulo dedicato alla «Prestazione» l’app si basa sulle forme organizzative, sui ruoli e sulle descrizioni delle prestazioni che figurano negli RPO e, tenendo conto dei dati raccolti con gli altri due moduli, permette di quantificare la prestazione progettuale esprimendola in ore di lavoro necessarie. Tale valore è poi combinato con una tariffa oraria stimata individualmente, a prescindere dall’app, e può così servire da base, ad esempio, per la stesura contrattuale.

A questo stadio di sviluppo hanno contribuito anche circa un centinaio di soci SIA. Un anno fa, nell’ambito della fase test, i soci hanno infatti verificato l’efficienza del metodo, inserendo i dati relativi a progetti da loro stessi già realizzati. Tali simulazioni hanno permesso di convalidare la correttezza dei dati di base. Grazie a questa partecipazione, la squadra di lavoro incaricata di sviluppare l’app è stata in grado di affinare la stima delle ore di lavoro necessarie in riferimento a oggetti specifici, includendo ad esempio alcune peculiarità strutturali, come gli accessi attraverso ballatoi, non contemplati dalla superficie di piano. Tuttavia, nel caso di progetti particolari e di piccole dimensioni, l’app registra ancora scostamenti importanti rispetto alle ore di lavoro effettive. Qui occorrerà dunque ampliare ulteriormente la base di dati su cui appoggia l’app.

Opinione della COMCO

In ragione delle precedenti critiche, mosse dalla Commissione della concorrenza (COMCO), che avevano condotto allo stralcio del calcolo dell’onorario secondo il costo dell’opera, la SIA vuole poter offrire ai propri soci qualcosa in più di un semplice strumento ausiliario da utilizzare nella quotidianità professionale. A differenza della formula per il calcolo degli onorari proposta un tempo dagli RPO, la «Value app» si riferisce a basi statistiche. Inoltre, grazie a fattori che potranno essere definiti in modo individuale, l’applicazione concorrerà a promuovere la trasparenza e il dialogo tra mandanti e mandatari al momento della stipulazione del contratto. La definizione di tutti i parametri concorsuali spetta dunque ai partner contrattuali. L’idea è inoltre quella di continuare ad ampliare l’esistente base di dati con il supporto dell’utenza, ma anche di un gestore dati fiduciario, incaricato di amministrare le informazioni in forma anonima, con l’obiettivo di continuare, senza interruzioni di sorta, a verificare la pertinenza dei parametri utilizzati.

Nello sviluppo dell’app si è messa in primo piano la conformità al diritto della concorrenza. Per chiarire questa premessa fondamentale e approfondire altre questioni, lo scorso autunno la SIA ha costituito una task force e chiesto consulenza alla COMCO a inizio anno. Con successo. Nella sua risposta, che sarà resa pubblica nei prossimi giorni, la COMCO ritiene l’app conforme al diritto della concorrenza e ne attesta dunque la legalità. Concretamente, la COMCO giunge alla conclusione che l’intenzione della SIA di portare avanti lo sviluppo della «Value app» e di renderla accessibile a tutto il settore della progettazione, e non soltanto ai propri soci, non conduce presumibilmente a una limitazione della concorrenza e, pertanto, non viola la legge sui cartelli. Ciò è confermato anche dalle spiegazioni giuridiche rilasciate dallo studio legale Kellerhals Carrard, incaricato dalla SIA, che valuta molto positive le considerazioni formulate dalla COMCO. Lo studio legale consiglia pertanto di portare avanti il progetto «Value app».

Tale raccomandazione giunge con una tempistica perfetta: durante l’Assemblea che si terrà il 28 aprile 2023 i delegati SIA saranno infatti chiamati a decidere se l’associazione poterà avanti il proprio impegno nello sviluppo dell’app e, in particolare, se rendere lo strumento utilizzabile anche per le altre discipline, vale a dire l’ingegneria civile, l’impiantistica degli edifici e l’architettura del paesaggio.

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