Le FFS re­spin­go­no la pe­ti­zio­ne del­la CAT

È negativa la risposta delle Ferrovie alle oltre 600 firme raccolte dalla CAT a favore di un concorso di progetto per il Nuovo Centro Manutenzione Ticino.

Data di pubblicazione
18-03-2020

Il 17 dicembre 2019 la Conferenza delle Associazioni Tecniche del Cantone Ticino (CAT), rappresentata dal suo direttore Loris Dellea, aveva consegnato alla coordinatrice delle Ferrovie Federali Svizzere regione Sud Roberta Cattaneo le oltre 600 firme raccolte con la petizione «Per l’organizzazione di un concorso di progetto per il Nuovo Centro Manutenzione Ticino FFS». 

La petizione, sottoscritta da architetti, ingegneri e pianificatori svizzeri membri delle associazioni affiliate alla CAT, chiedeva che le Ferrovie rinunciassero alla forma del concorso d'onorario per la realizzazione del Nuovo Centro Manutenzione di Castione Arbedo, optando invece per un concorso di progetto.

Leggi l'articolo sulla consegna della petizione

Nei mesi seguenti, come segnala un comunicato diramato dalla CAT, si sono svolti due incontri tra la Conferenza e le FFS, durante i quali queste ultime avrebbero ribadito l'intento di costruire l'impianto più moderno d'Europa senza però modificare la procedura di selezione; modifica necessaria invece, si legge nel comunicato, per giungere a «un confronto progettuale, unico modo per garantire non solamente il raggiungimento dell’alto obiettivo di qualità proclamato dalle FFS, ma pure per garantire un procedimento di concezione e realizzativo che porti a un risultato ottimale per l'operatività del nuovo centro di manutenzione».

Nonostante il dialogo con la CAT e la proposta avanzata da essa di una soluzione di compromesso, le FFS, che avrebbero dapprima risposto con interesse, si sono poi tirate indietro: nella loro lettera alla CAT del 12 febbraio spiegano che «non è possibile condurre il processo auspicato dalle associazioni con un concorso di progetto. A causa delle misure di ottimizzazione in corso, le FFS non cercano un progetto "finito", ma un partner che, nell'ambito di un complesso processo iterativo, sia in grado di coniugare le direttive relative a costi, tempistiche e funzionalità senza trascurare l'attenta gestione delle questioni di progettazione. Ad ogni modo siamo convinti che con il nostro approccio potrà essere raggiunto un risultato di alta qualità anche in termini di sviluppo urbano. Nonostante il dissenso concernente la procedura, condividiamo l'obiettivo di uno sviluppo progettuale di alta qualità, e chiediamo pertanto […] di esortare i membri delle vostre associazioni a una partecipazione attiva e costruttiva alla procedura».

«Le FFS» chiosa la CAT nel comunicato «ritengono […] che il nuovo impianto sia una struttura troppo complessa per poter essere elaborata attraverso un concorso di progetto e che il progetto è dato e non è più modificabile». Continuano poi osservando che «per l’ennesima volta hanno ritenuto di procedere senza ascoltare e dialogare seriamente con le Associazioni professionali, che non rappresentano solo gli interessi di categoria, ma promuovono e difendono anche la cultura e la qualità del costruito e del nostro territorio, quindi pure l'interesse pubblico e della committenza».

La CAT scrive infine che questa scelta implica «l’adozione di una procedura sbagliata che non permetterà di raggiungere l’elevata qualità auspicata dalle stesse FFS per la realizzazione di un’opera di interesse pubblico preponderante, […] di grande importanza e impatto sul territorio e finanziata anche con 120 milioni di soldi pubblici provenienti dal cantone Ticino e dalla città di Bellinzona».