La giu­sta pro­te­zio­ne

Ogni anno, i danni causati dalla grandine agli edifici ammontano in Svizzera, in media, a oltre 50 milioni di franchi. Nell’ambito del progetto Climatologia svizzera della grandine, la SIA ha elaborato, in collaborazione con diversi partner del settore pubblico e privato e sotto la direzione di MeteoSvizzera, una serie di carte che illustrano il pericolo della grandine sul territorio nazionale.

Data di pubblicazione
14-10-2021
Dörte Aller
Metereologa dipl., responsabile Clima / Pericoli naturali

La grandine è una forza della natura. E noi siamo in balìa delle sue intemperie. Non sempre però, anzi non obbligatoriamente: in ambito edile, i danni che la grandine può causare a una costruzione dipendono infatti dallo spessore del materiale utilizzato e dal genere di edificio. Quale sia la protezione necessaria per tutelare un’opera dipende strettamente dalle dimensioni dei chicchi di grandine con cui si ha a che fare. Al proposito, sono stati pubblicati di recente nuovi documenti. Nella cornice del progetto Climatologia svizzera della grandine, diversi partner del settore pubblico e privato hanno elaborato, sotto la guida di MeteoSvizzera, una serie di carte che illustra il pericolo di grandine e serve da riferimento sul piano nazionale. Anche la SIA ha partecipato alla realizzazione di tale documentazione, con lo scopo di utilizzare le carte anche nel settore della costruzione. Finora i fondamenti impiegati per valutare il rischio della grandine poggiavano su dati obsoleti, implementavano metodi non uniformi e pertanto erano utili solo in parte per una messa a confronto.

33 giorni di grandine all’anno

Le nuove carte del pericolo di grandine mostrano che, in Svizzera, bisogna fare i conti, in media, con circa 33 giorni di grandine all’anno. Le grandinate sono frequenti soprattutto nella parte meridionale del Ticino, nell’Emmental, nell’Entlebuch e nella regione del Napf, così come nelle regioni lungo il Giura. Altre valutazioni mostrano che i chicchi di grandine con un diametro di 2 centimetri (vale a dire delle dimensioni di una moneta da un franco) ogni dieci anni cadono praticamente ovunque sul territorio svizzero. Ogni vent’anni, si vedono chicchi di grandine con un diametro di 3 centimetri e in alcune zone ogni cinquant’anni il diametro dei chicchi arriva persino ai 4 centimetri. In alcune aree del Vallese e dei Grigioni invece è piuttosto raro assistere a grandinate con chicchi di grosse dimensioni.
I calcoli dimostrano che, in cinquant’anni, la probabilità che un edificio sia colpito da chicchi di grandine con un diametro di oltre 3 centimetri è del 90%. Le nuove ricerche condotte confermano, in linea generale, quanto raccomandato dal sito Schutz vor Naturgefahren, dove si suggerisce di scegliere elementi strutturali che rientrano nella classe di resistenza alla grandine RG 3.

Elementi strutturali a prova di grandine

Per valutare la resistenza alla grandine degli elementi strutturali e dei materiali da costruzione si eseguono test in laboratorio. La valutazione è effettuata, a seconda del prodotto, in base a criteri di funzionalità (impermeabilità, permeabilità alla luce, schermatura della luce e meccanica) e di aspetto. Durante le prove, gli elementi che compongono l’involucro dell’edificio sono colpiti da sfere di ghiaccio di varie dimensioni. Gli elementi strutturali e i materiali da costruzione vengono quindi suddivisi in classi di resistenza alla grandine (da RG 1 a RG 5). Ad esempio, se un prodotto rientra nella classe RG 3 significa che è in grado di resistere, senza riportare danni, a un chicco di grandine del diametro di 3 centimetri e con una massa di 12,3 grammi che lo colpisce a una velocità d’impatto pari a 86 km/h. I prodotti testati sono elencati online in un apposito registro (www.hagelregister.ch).

I sistemi compositi di isolamento termico (WDVS) possono essere danneggiati già con chicchi di grandine di 2 o 3 centimetri. La resistenza alla grandine dei materiali sintetici utilizzati per esempio per la fabbricazione dei lucernari, può diminuire nell’arco di pochi anni. Gli elementi di protezione solare, come le tapparelle, sono ancora più sensibili. In questo caso bastano chicchi di grandine da 1 a 2 centimetri per danneggiare la superficie dei sottili listelli in lamiera. L’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione (AICA) ha pensato un sistema ad hoc, battezzato Hagelschutz - einfach automatisch, con il quale le tapparelle si alzano automaticamente con l’arrivo della grandine. I vetri delle finestre, infatti, resistono molto meglio ai famigerati chicchi. I test lo dimostrano: gli odierni vetri standard reggono bene alle grandinate con chicchi grossi fino a 3 centimetri.

Grandine nella... norma

La norma SIA 261/1 Azioni sulle strutture portanti – Disposizioni complementari esige per gli edifici di tipo convenzionale (classe d’opera I) una protezione dalla grandine con dimensioni che si verificano ogni 50 anni. Se si mette a confronto la carta esistente, e riportata nella norma, con i nuovi dati rilevati, salta all’occhio che ora anche nella Svizzera romanda bisogna fare i conti con chicchi di grandine che misurano un diametro di 3 centimetri. Inoltre, adesso ci sono anche zone in cui cadono chicchi di ben 4 centimetri! La commissione SIA 261 incaricata sta verificando la situazione sulla base degli ultimi dati disponibili e avanzerà eventuali proposte di modifica della SIA 261/1. Nel frattempo, la carta con le zone di pericolo grandine, riportata nell’allegato G1 della norma, mantiene la sua validità.

I progettisti, insieme ai committenti, sono chiamati a garantire alle opere l’adeguata protezione contro la grandine per tutta la durata del ciclo di vita di un edificio, così da evitare danni diretti o indiretti, e inutili complicazioni. Questo approccio contribuisce altresì a promuovere il costruire sostenibile e rappresenta un adattamento necessario, tenuto conto dei cambiamenti climatici. Il documento SIA 0260 (Entwerfen & Planen mit Naturgefahren im Hochbau/Intégration des dangers naturels dans la conception et la planification de bâtiments) mostra, fase per fase, come identificare i pericoli a cui un edificio è esposto e come elaborare una strategia di protezione pertinente.

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