F / A Fa­keAu­then­tic : ICO­NI­CI­RO­NIC al Fuo­ri­sa­lo­ne

Data di pubblicazione
09-09-2021
Valeria Gozzi
Assistente AAM, docente SUPSI, ing. PoliTO, Passera & Associati, redattrice «Archi»  

La settimana del Salone del Mobile rappresenta per Milano uno dei momenti salienti del calendario. Una ripartenza tanto attesa dagli addetti ai lavori e dai visitatori che numerosissimi affollano in questi giorni le vie del centro. Lungo corso Garibaldi, superato un grande portone in legno si presenta, timida e nascosta, una delle maggiori istituzioni per la cultura architettonica milanese, la storica galleria Antonia Jannone, Disegni di Architettura.

Uno scrigno prezioso, un cortile segreto che ha accolto e raccolto negli anni i più importanti nomi del panorama culturale meneghino, in cui si accendevano gli schermi dei primi computer negli spazi dello studio Memphis, dove Aldo Rossi, Nathalie Du Pasquier, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Franco Raggi e molti altri si intrattenevano tra una mostra e l’altra. In cabina di regia sempre lei, Antonia Jannone, una vita dedicata con passione a curare, proporre ed esporre i disegni dei grandi maestri del modernismo. E non solo. Antonia, oggi insieme alla figlia Viola, dirige la sua Galleria con lungimiranza.

Antonia Jannone presenta, per la Design Week, F / A FakeAuthentic ICONICIRONIC, una mostra ideata e curata dallo studio AMArchitectrue, di Stefania Agostini e Luca Mostarda. Il nome F / A FakeAuthentic trae spunto dal primo spazio che ha ospitato l’edizione milanese della mostra nel 2019, il MAS. Il Museo d’Arte e Scienza mira infatti, attraverso un itinerario didattico, a istruire il pubblico su come distinguere l'autenticità dal falso nelle più svariate forme d’arte. I partecipanti alla mostra sono stati, quindi, invitati a indagare su questo tema e a progettare un’opera che rappresentasse il risultato di tale ricerca.

I curatori richiedono che i progetti realizzati dai partecipanti dichiarino il proprio ’statement’ presentandosi come opera scultorea fine a se stessa o come oggetto di utilizzo comune, con l’attribuzione di una funzione, una sedia, un tavolo, una lampada e che l’aspetto pragmatico di utilizzo non venga meno, permettendo al visitatore di provare la sedia, appoggiarsi al tavolo, accendere o spegnere la lampada. Una posizione che non nasconde (come raccontano i curatori) una critica verso i luoghi patinati e perfetti del design, dove il distacco tra il mobile e l’utente finale dello stesso è sempre maggiore e dove il mobile, sovente, non è pensato per sopperire ad una necessità o ad un vero bisogno di impiego.

Il successo della prima edizione della mostra ha condotto alla proposta di portare F / A FakeAuthentic prima a Como, nella prestigiosa Villa Guardia, e successivamente in Svizzera, nelle sorprendenti sale della Galleria 4Spaces di Zurigo. L’evento, alla sua quarta edizione, accende di colore gli spazi della Galleria Jannone, proponendo il lavoro di 27 architetti selezionati da Antonia Jannone, AMArchitectrue e Marco Sammicheli, curatore alla Triennale Milano e Sovrintendete al Museo del Design Italiano, a seguito di una open call per giovani creativi al di sotto dei 40 anni, chiamati a interpretare ICONICIRONIC, leitmotiv che accomuna i progetti dei partecipanti. Da segnalare i numerosi contributi di giovani architetti e artisti svizzeri, dato anche il legame dei 2 curatori, entrambi laureati all'Accademia di Architettura di Mendrisio

La varietà e la qualità dei pezzi proposti è sorprendente, enfatizzata dall’internazionalità dei creativi provenienti da 15 paesi differenti. Gli spazi della Galleria sono stati interpretati dai curatori attraverso una coreografia di tele dipinte intitolate “Ode Antonia”, una serie di 13 grandi dipinti rappresenta in assonometria dettagli della galleria rivisitati in maniera inaspettata e pensati come scenografia e sfondo per le opere dei partecipanti. La scoperta degli oggetti avviene come una passeggiata gradevole tra gli spazi silenziosi della Galleria, la vetrina prima, la sala principale poi, culminando con il sorprendente giardino, un angolo di paradiso nel pieno centro di Milano, una sorta di giungla urbana di cui Antonia si prende cura quotidianamente. Le tipologie delle opere presentate sono tra le più diverse, sedie, sgabelli e tavoli ma altrettanto ceramiche e lampade, disegni e sculture ed anche un paio di invenzioni con la I maiuscola. Sorprendenti. Ironiche, presto (forse) Iconiche.

I partecipanti alla quarta edizione di F / A FakeAuthentic sono:

AAP All About Perspective, ABACO collaborative design studio, AJDVIV Architecten Jan De Vylder Inge Vinck, Lucia Amaddeo, Appercè Bettini Kim, Atelier Duccio Maria Gambi, Marco Barazzuoli, Matteo Bimbi, Sara Bozzini, Eleonora Castagnetta Botta, Sam Chermayeff Office, COMTE/MEUWLY, Aldo Deli, DENARA, Matteo Di Ciommo, Thomas Dreezen, Fabio Don, EMBODIES, Alba Abiad and Naveen Josè, Errantearchitetture, EVA, Haring & Voud, Kopec Verstraete, Pia Matthes, McIver-Ek Chevroulet, Ortalli Verrier, Maxime Prananto, Eugenio Thiella, Vitali studio, Wissel architecture studio.

La mostra, inaugurata il 7 settembre, è visitabile fino al 18 settembre dalle 10 alle 20.

Per maggiori informazioni: fakeauthenticorg.wordpress.com e fuorisalone.it

Etichette

Articoli correlati