Contrappunti di scale
Pilatus Tower, Kriens Giuliani Hönger Architekten Dr. Schwartz Consulting
La Pilatus Tower integra sport, abitazione e spazio pubblico in un unico complesso a Kriens. Il saggio analizza come densità, sostenibilità economica e qualità urbana si traducano in una struttura articolata, dove l’arena sostiene le due torri residenziali.
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A quattro minuti dalla stazione di Mattenhof a Kriens, tra Ringstrasse e Horwerstrasse, si inserisce il volume della Pilatus Arena, dal cui basamento si ergono le
due omonime torri, definendo un complesso ad alta densità funzionale che occupa interamente la parcella a disposizione, capace di instaurare un dialogo attivo con il contesto circostante.
Il progetto nasce all’indomani di un processo di pianificazione urbanistica che ha interessato l’area di Mattenhof, fino ad allora caratterizzata da prati e spazi aperti,1 sulla quale è emersa la volontà di dotare il cantone di un impianto sportivo indoor in grado di soddisfare i requisiti di capienza e dimensione dei massimi campionati sportivi per le discipline di pallamano, tennis, pallavolo, pallacanestro e unihockey.
Seguendo queste ambizioni è stato indetto nel 2017 un concorso internazionale, il quale ha individuato nel progetto di Giuliani Hönger la proposta più convincente per tradurre questa intenzione in architettura. A differenza di precedenti esperienze progettuali di analoga combinazione tra sportivo e residenziale, come quella della vicina Allmend Sports Arena con le due torri progettate da Daniele Marquez, l’elemento distintivo del progetto per la Pilatus Tower risiede nella scelta di far coincidere in un unico nucleo volumetrico i due corpi abitativi e l’arena, posta al livello del terreno: la sinergia fisica tra i volumi si riflette sul piano economico in quanto è proprio nell’unitarietà del blocco che si individua la necessità di sostenere le spese per l’arena attraverso torri abitative ed esercizi commerciali.2
Osservando il volume si evince come il posizionamento dell’arena al piano terreno abbia inoltre permesso di integrare il nuovo intervento con maggiore naturalezza nel tessuto urbano, instaurandovi un rapporto diretto e riconoscibile, oltre che un’organizzazione dei flussi fluida, dove gli spazi si dimostrano pressoché privi di barriere architettoniche e facilmente evacuabili in caso di emergenza.
Dal punto di vista urbanistico, avvicinandosi al complesso, il basamento condiviso dalle due torri, al cui interno è collocata l’arena, riprende con naturalezza la linea di gronda degli edifici circostanti per poi affermarsi sullo spazio pubblico attraverso un aggetto di circa sei metri lungo il lato maggiore dell’edificio, in corrispondenza del percorso ciclopedonale. Lo sbalzo funge esternamente da copertura della promenade pubblica, destinata sia agli utenti dell’impianto sia ai pedoni e ai ciclisti di passaggio, contribuendo inoltre a connettere due poli urbani di Lucerna Sud: la piazza della stazione e la Mattenplatz.
Internamente, lo sbalzo prende forma nel grande foyer vetrato del primo piano, un «balcone urbano» accessibile dagli scaloni collocati ai quattro angoli dell’edificio. Concepito come spazio di accoglienza e incontro, il foyer si sviluppa come una terrazza continua sopraelevata rispetto al livello stradale, punteggiata da chioschi e servizi complementari alle attività sportive. Le ampie superfici vetrate lo aprono al paesaggio circostante e trasformano l’arena in una scatola luminosa, capace di attrarre il pubblico e favorire la socialità durante partite ed eventi serali, offrendo al contempo una scenografica vista sull’esterno.
La chiarezza compositiva dell’edificio trova corrispondenza nel suo sistema strutturale. La presenza urbana dell’arena si articola infatti in tre elementi sovrapposti: il basamento in calcestruzzo prefabbricato che accoglie il volume delle tribune, il livello trasparente del foyer e la grande copertura che unifica l’organismo architettonico, sostenendo il foyer sospeso e il grande aggetto del basamento. Il grande spazio di gioco è coperto da otto travi principali in acciaio, saldato ad anima piena, capaci di superare una luce di
circa 47 m e di sostenere una copertra intensamente rinverdita, sulla quale sono inoltre collocati i pannelli fotovoltaici. Appoggiate su pilastri in calcestruzzo e prolungate oltre il volume dell’arena con sbalzi fino a quasi 10 m, le travi diventano la struttura portante su cui si innesta il sistema perimetrale di tiranti che sospendono le terrazze e le facciate del foyer. Ne deriva un organismo strutturale unitario nel quale il grande aggetto del basamento è affidato alla prosecuzione delle travi principali e a colonne composte acciaio-calcestruzzo, che lavorano alternativamente a trazione e a compressione.
Alla copertura, una struttura secondaria di profili IPE, integrata con le solette e con il sistema di controventamento, contribuisce all’irrigidimento della struttura e consente, nel contempo, l’integrazione degli impianti tecnici a soffitto. Una sfida particolare è stata inoltre rappresentata dalla complessa situazione delle acque sotterranee, in quanto sotto il sottosuolo sono presenti tre falde acquifere confinate, e per cui si è reso necessario un attento impianto strutturale tarato su queste preesistenze.3
Internamente alla struttura sportiva, è il colore a creare un ambiente dalla forte dimensione scenica, più che strettamente sportiva. Se il foyer si propone come uno spazio estroverso, l’arena adotta infatti l’approccio opposto: il campo di gioco, di 46 × 47 m, è l’unico elemento caratterizzato da un intenso azzurro, mentre pareti, soffitto, con gli impianti tecnici lasciati a vista, e tribune sono trattati in una raffinata gradazione di antracite. In questo modo, ogni attenzione converge sul campo, lasciando che siano il dinamismo del gioco e l’intensità dell’azione sportiva a dominare la scena.
L’adozione di tribune telescopiche per la fascia inferiore, a diretto contatto con il campo di gioco, permette all’arena di assumere configurazioni differenti per rispondere alle diverse tipologie di evento richieste. L’impianto comprende infatti un anello superiore da 1300 posti fissi e uno inferiore da 2700 posti, garantendo flessibilità d’uso e accesso ai maggiori campionati.
Al medesimo livello del foyer è collocata la tribuna VIP, dotata di una lounge che si articola su due livelli e accessibile da un ingresso riservato ricavato nel basamento, accanto a quello destinato ai giocatori. Al livello del mezzanino, nella porzione superiore del basamento e alla base delle torri, si concentra il sistema dei servizi che supporta sia l’arena sia il complesso residenziale. Oltre ai depositi e ai locali tecnici, trovano posto un parcheggio per circa 1400 biciclette.4 Sul fronte meridionale si concentrano poi gli accessi ai depositi per le attrezzature, ai locali tecnici, mentre rispettivamente a est e ovest si individuano gli accessi alle torri residenziali, innestate sopra questo articolato sistema di funzioni pubbliche e sportive con l’obiettivo di contribuire alla sostenibilità economica dell’intervento, compensando gli ingenti costi di realizzazione dell’arena.
La prima torre ad essere stata completata, la torre di Mattenplatz, destinata ad esclusiva locazione, raggiunge un’altezza di 50 m e dialoga da un punto di vista formale con le linee dell’edificio alberghiero ad essa adiacente mentre la seconda, la torre di Bahnhofplatz, completata alla fine di agosto 2026, raggiunge un’altezza di 110 m, manifestando con la sua particolare forma poligonale e i suoi 36 piani la
sua monumentale portata, in quanto torre più alta del canton Lucerna. Il complesso abitativo ospita infatti un totale di circa 375 appartamenti, tra abitazioni in affitto e di proprietà.
Pur distinguendosi per altezza e destinazione d’uso, le due torri residenziali condividono una medesima matrice progettuale, adottando entrambe una pianta poligonale, esagonale per la torre più alta e pentagonale per la seconda, che si inserisce con precisione nel lotto e si riflette anche nella configurazione degli appartamenti. Internamente, infatti, il dinamismo della superficie poligonale caratterizza gli
ambienti della zona giorno, mentre le singole stanze conservano un impianto ortogonale, che aumenta le possibilità
di arredamento interno.
Nella torre residenziale più alta, affacciata sull’area ferroviaria, sugli orti urbani e, più a nord-ovest, sugli impianti sportivi della preesistente Allmend Sports Arena, si individuano tre macro-tipologie di appartamento. Nella porzione inferiore trovano posto alcune unità MOVEment,5 appartamenti di piccola dimensione destinati a soggiorni brevi, dove elementi d’arredo modulari e automatizzati scorrendo consentono di riconfigurare gli ambienti con la semplice pressione di un pulsante. Seguono poi per circa 30 piani gli appartamenti di fascia media, per dimensione e costo. È poi nella fascia finale dove si intercettano gli appartamenti più ampi e costosi: dotati di un’altezza maggiore, 2,80 m contro i circa 2,45-2,50 m dei piani sottostanti, vani più ampi e un doppio affaccio sul paesaggio alpino circostante, si caratterizzano inoltre per una raffinata boiserie che riveste le pareti degli spazi comuni all’ingresso degli appartamenti conferendo continuità e calore agli interni.
Pur differenziandosi, gli appartamenti condividono
un medesimo principio distributivo e un linguaggio architettonico unitario: la pianta poligonale dell’edificio definisce l’organizzazione degli alloggi, dove le ampie superfici vetrate enfatizzano il rapporto con il paesaggio. Le finestre, estese fino a circa 40 centimetri dal pavimento, integrano una panca continua, elemento di sicurezza che crea un affaccio sul paesaggio più confortevole.
A mediare il rapporto tra interno ed esterno contribuisce la presenza della semi-loggia, adottata in quasi tutte le tipologie abitative: uno spazio ibrido che prolunga l’abitazione verso l’esterno e, al tempo stesso, introduce il paesaggio all’interno degli ambienti domestici.
Questa organizzazione trova una chiara espressione nella composizione delle facciate, resa possibile dalla loro indipendenza dal sistema strutturale delle torri e in cui, la distribuzione interna rimane leggibile attraverso il ritmo delle aperture: alle grandi vetrate corrispondono gli spazi di soggiorno, mentre le campiture più verticali in calcestruzzo rivelano la successione delle camere. Le semi-logge conferiscono poi plasticità all’involucro generando una trama di pieni e vuoti, enfatizzata dalle lesene che percorrono l’intera altezza delle torri e dalle cornici marcapiano ogni due livelli, che scandiscono un ritmo anche in senso orizzontale all’edificio. Il linguaggio materico contribuisce infatti a rafforzare l’unitarietà del complesso: al basamento in calcestruzzo prefabbricato dalle tonalità calde, in contrasto con il verdeggiante paesaggio circostante, si contrappongono le facciate delle torri, rivestite con texture dalle sfumature verdastre che ne alleggeriscono la percezione.
Oltre ai livelli bassi dell’edificio, dove il complesso ospita servizi condivisi quali sauna, locale per il lavaggio delle biciclette e altri spazi per la collettività, a coronamento dell’edificio, trova posto all’ultimo piano uno spazio comune destinato alle attività collettive dei residenti. Insieme alle terrazze e agli spazi verdi ricavati tra torri e basamento, esso contribuisce a restituire occasioni di socialità e permanenza all’aperto, nonostante l’elevata densità del complesso, con un solarium affacciato sul paesaggio circostante e sopraelevato rispetto al piano di copertura, poiché collocato sopra gli impianti di ventilazione. Gli appartamenti sono infatti serviti da un sistema di ventilazione meccanica controllata che garantisce il ricambio dell’aria, contribuendo al comfort interno e all’efficienza energetica dell’edificio. Sul piano energetico, il complesso è inoltre supportato dall’impianto fotovoltaico installato sulla copertura dell’arena. I vuoti tra i due corpi ospitano invece terrazze e spazi verdi comuni, luoghi condivisi di sosta e relazione per i residenti.
Osservato nella sua complessità, il progetto della Pilatus Tower dimostra come un’infrastruttura sportiva possa diventare un dispositivo urbano, in cui sostenibilità economica, densità abitativa e qualità dello spazio pubblico vengono integrati con cura in un nuovo volume di forte impatto sull’esistente. Nonostante la sua notevole dimensione, il complesso si inserisce nel tessuto urbano senza imporsi come un oggetto autonomo, ma attraverso una composizione attenta alle proporzioni e alle relazioni con il contesto: emblematico è in questo senso notare la lieve rotazione delle torri rispetto all’orientamento del basamento, un leggero scarto che segna l’autonomia volumetrica e programmatica rispetto al polo sportivo.
Note
- Si veda a tal proposito la riflessione di Damian Poklewski-Koziełł sul concetto di neutralità sociale, con la Pilatus Tower come caso studio dell’inserimento di edifici ad alta densità in aree prossime a stazioni ferroviarie, impianti sportivi o altre funzioni
non residenziali. Poklewski-Koziełł, Damian. Urban densification as a tool for sustainable development policy in Switzerland June 2025 «ACE Arquitectura Ciudad y Entorno» 20(58). doi: 10.5821/ace.20.58.13476- Koziell, «Urban densification as a tool»
- Daniela Dietsche «Für den Sport tritt das Tragwerk in den Hintergrund». espazium magazin 14/2026. https://www.espazium.ch/it/node/45280
- Per le macchine sono stati riservati poco più di 200 posti auto, nella volontà di privilegiare la mobilità lenta e il trasporto pubblico, coerentemente con la prossimità alla stazione ferroviaria di Mattenhof
- https://move-ment.ch/en/