Fili rossi
Nel nuovo appuntamento della rubrica Libri di espazium quaderni, Fili rossi intreccia l’eredità di Pier Luigi Nervi con le ricerche su sostenibilità e ingegneria contemporanea: dal costruire correttamente alla transizione del settore edilizio, tra etica, tecnica e progetto.
«È evidentemente impossibile portare l’attività edilizia ad un così alto livello per cui ogni costruzione diventi un’opera d’arte, ma è nel limite delle possibilità, e sarebbe di una grande importanza morale, economica e sociale, orientare la nostra edilizia verso il pieno soddisfacimento delle caratteristiche di buona funzionalità, buon rendimento economico, serietà e compostezza estetica, in una parola verso una correttezza costruttiva dalla quale oggi siamo, troppe volte, molto lontani» scrive Pier Luigi Nervi nel 1955, nell’introduzione al suo libro, Costruire correttamente.
Ma che significato ha oggi costruire correttamente? In una rilettura contemporanea del suo manifesto del costruire, la postura assunta da Nervi in merito all’economia di mezzi inteso come principio progettuale si lega alla nostra attuale condizione di economia di risorse, nella quale l’ottimizzazione dei materiali si è fatta elemento imprescindibile per lo sviluppo di un progetto sostenibile. Nell’invito alla riflessione sulle condizioni che caratterizzano il palinsesto locale, emerge il lavoro di ricerca del prof. Alireza Bahrami, Sustainable Structures and Buildings, pubblicazione del 2024 in cui viene messa in evidenza l’interconnessione tra la progettazione architettonica, lo sviluppo ingegneristico con la sostenibilità.
A partire dalle esperienze e dalle posizioni che attraversano i diversi ambiti della costruzione, il volume raccoglie tendenze e sviluppi della ricerca contemporanea grazie al contributo di un gruppo eterogeneo di professionisti e studiosi attivi su strutture, componenti edilizie e materiali differenti: ne emerge un quadro che affronta i temi della resilienza strutturale, del monitoraggio delle prestazioni e dell’innovazione tecnologica come condizioni necessarie per una transizione sostenibile del settore della costruzione. Rivolto a professionisti, studenti e ricercatori, il libro adotta un taglio scientifico e chiaro promuovendo nel contempo un approccio integrato alla progettazione, fondato sull’analisi del ciclo di vita, sull’ottimizzazione strutturale e sull’uso consapevole dei materiali.
Sul territorio svizzero si segnalano gli atti del recente convegno Sustainable Built Environment Conference 2025, svoltosi negli spazi del Politecnico federale di Zurigo dal 24 al 27 giugno. La pubblicazione restituisce l’intensità di un appuntamento che ha riunito circa 400 partecipanti provenienti da 41 paesi e 178 istituzioni, il 40 % delle quali rappresentate da studenti, configurandosi come un momento di confronto internazionale tra ricerca accademica e pratica professionale sul rapporto, sempre più critico, tra costruzione e sostenibilità. Il valore della condivisione del documento emerge come pronta testimonianza di un momento nel quale diverse personalità della professione si sono messe a confronto per una condivisione aperta e un dibattito collettivo sui temi cruciali del nostro presente.
Uno sguardo diretto dalla dimensione professionale arriva poi con il volume Design Structure Experience – Schnetzer Puskas Engineers, una monografia sul lavoro dello studio di ingegneria basilese originariamente fondato da Heinz Hossdorf nel 1953: il focus si sviluppa nelle voci degli stessi ingegneri, che, attraverso saggi tematici e conversazioni con la curatrice, aprono riflessioni sugli edifici sviluppati, evidenziandone gli aspetti strutturali e costruttivi del loro pensiero. Le strutture vengono lette come dispositivi di cultura prima ancora che tecnici, facendo emergere una riflessione critica sulla collaborazione interdisciplinare e sulla necessità di rendere visibile il contributo dell’ingegneria nel progetto contemporaneo. Il coinvolgimento diretto del team di ingegneri nello sviluppo del volume si individua non solo nei testi, ma anche nella scelta delle immagini proposte, che portano alla luce in più esperienze le fasi di cantiere e mettono in risalto la potenza della rappresentazione tecnica di dettaglio. Un omaggio alla forza progettuale che prende forma dapprima sul foglio, attraverso il pensiero e il disegno tecnico, e si compie poi nel cantiere, dove la struttura diventa spazio costruito e esperienza condivisa.
Sebbene le sfide del presente siano differenti e sempre più complesse rispetto a 70 anni fa, quella della sostenibilità si configura oggi non tanto come un orizzonte da inseguire ma come un criterio operativo, da integrare nel lavoro sul palinsesto esistente, dove si gioca la responsabilità di arricchire il presente. In questo senso, nelle parole di Pier
Luigi Nervi sollecitando i giovani progettisti dell’Italia postbellica, emerge lo stimolo a noi necessario: «Del resto, dove trovare più entusiasmante missione?».