Una ve­tri­na per la gio­va­ne ge­ne­ra­zio­ne

Ormai da cinque anni, il Premio Master Architettura della SIA mette in luce il panorama formativo delle scuole universitarie svizzere. Nel 2026 prende il via anche il Premio Master Ingegneria civile, ampliando così lo spettro di discipline rappresentate.

Data di pubblicazione
29-06-2026

In che cosa si distingue, in particolare, il Premio Master Architettura della SIA?

David Leuthold: La SIA organizza il Premio Master Architettura insieme a tutte le scuole universitarie che offrono un Master in Architettura. Le scuole partecipanti effettuano una preselezione e inoltrano i migliori lavori di Diploma realizzati dalle proprie studentesse e dai propri studenti. In seguito, una giuria di esperti sceglie i progetti che ritiene più meritevoli e li premia. È prevista l’assegnazione di tre premi e di cinque menzioni. Inoltre, uno degli istituti mette a disposizione i propri spazi, sia per la procedura di valutazione che per la cerimonia di premiazione. Quest’anno la scuola ospitante sarà il Politecnico federale di Zurigo.

Come è composta la giuria?

David Leuthold: È il Gruppo strategico a scegliere i membri della giuria. Per entrare a far parte della giuria bisogna esercitare la professione di architetto e non avere alcuna carica nel ruolo di docente. La giuria incarna la prospettiva del mondo professionale ed è ben assortita, sia in termini di età che di genere. Inoltre, è composta da persone che provengono da tutte e tre le regioni linguistiche. Poi, a completare la squadra, c’è anche una personalità che non fa strettamente parte del settore, il suo compito è quello di apportare una visione esterna. Nel 2023, ad esempio, tra i membri sedeva Andreas Ruby del Museo svizzero di architettura S AM. Inoltre, in seno alla giuria, è presente anche una o uno degli autori dei progetti premiati l’anno precedente.

Nel 2026, sarà lanciato per la prima volta il Premio Master Ingegneria civile. Quale obiettivo si pone questo concorso?

Olin Bartlomé: Nel settore dell’ingegneria civile c’è una penuria di nuove leve. È qui che vediamo il potenziale del Premio Master Ingegneria civile. Ci auguriamo che il concorso possa incentivare la giovane generazione di ingegneri a documentare visivamente i propri lavori di Diploma. Tra ingegneri non è per nulla usuale presentare quello che si fa, ma è decisamente importante, anche per mostrare a chi è ai primi anni di studio tutte le cose grandiose e straordinarie che possiamo creare nella nostra professione.

David Leuthold: Già, e bisogna dire che il ventaglio di tematiche è decisamente ampio.

Olin Bartlomé: Sì, il settore ingegneristico contempla diverse specializzazioni. Si va dal genio civile all’ingegneria sismica, passando per la conservazione di opere edili, fino a includere l’ingegneria edilizia, nel senso stretto del termine. Un tema importante è quello delle infrastrutture, vale a dire la rete stradale e ferroviaria. In Svizzera, abbiamo una crescita demografica relativamente sostenuta, pertanto c’è anche un maggiore bisogno di ingegneri che si occupino della manutenzione e dell’ampliamento infrastrutturale. Al contempo però si osserva una generale tendenza al ribasso per quanto concerne il numero di matricole iscritte a ingegneria. Se non vogliamo che i servizi di progettazione finiscano per essere delocalizzati fuori confine, il che ci renderebbe dipendenti dall’estero, nel settore servono più specialisti e nuove leve.

David Leuthold: Per dirla in altre parole, in Svizzera dobbiamo poter contare anche sui professionisti che arrivano da altri Paesi, altrimenti rischiamo davvero che i lavori di ingegneria vengano fatti da un’altra parte. Giusto?

Olin Bartlomé: Sì, proprio così. In seno al gruppo professionale Ingegneria civile, siamo dell’avviso che le prestazioni ingegneristiche di cui la Svizzera ha bisogno debbano essere fornite nel nostro Paese. Ecco perché occorre dare maggiore visibilità ai progetti di ingegneria civile e farli conoscere alla giovane generazione. Ed è proprio in quest’ottica che entra in gioco il Premio Master.

Qual è stata l’evoluzione del Premio Master Architettura in questi cinque anni?

David Leuthold: A dominare la scena ci sono sempre e ancora i temi legati alla sostenibilità, al riuso e alle questioni climatiche. In questi ambiti si creano spesso forti connessioni tra architettura del paesaggio, ingegneria civile e architettura. Nascono lavori eccellenti che affrontano, ad esempio, temi legati all’ambito delle migliorie oppure questioni che riguardano gli scivolamenti di terreno; progetti con immagini molto curate e con un forte impatto visivo. Quello che mi manca un po’ è l’architettura di stampo classico, ovviamente sempre pensata nell’ottica del contesto sociale. Al momento però temi come lo spazio, la struttura, la luce o la tattilità passano un po’ in secondo piano.

È stato possibile gettare dei ponti grazie al Premio Master Architettura? In che modo?

David Leuthold: Il Premio si è ormai affermato. Il concorso permette infatti alle scuole universitarie di mettersi a confronto, di profilarsi, distinguendosi per le proprie particolarità. Inoltre, gli istituti sono spinti a riflettere su quali siano le competenze di cui le laureande e i laureandi hanno bisogno una volta terminati gli studi, quando si trovano ad affrontare il mondo professionale. Anche chi studia ne trae beneficio, perché può scegliere tra scuole che offrono orientamenti diversi.

Il Premio Master Ingegneria civile riprende forse alcuni elementi del Premio Master Architettura? Quali sono i punti in comune, quali le diversità?

Olin Bartlomé: La procedura è simile. La grande differenza sta nel fatto che nel settore dell’ingegneria civile siamo chiamati a rappresentare ambiti di competenza molto diversi tra loro. Viene dunque spontaneo chiedersi come sarà possibile mettere a confronto una casa multipiano in legno con un progetto che riguarda la realizzazione di una galleria oppure con le tecniche impiegate per le fondamenta di una diga. Inoltre, ingegnere e ingegneri sono un po’ più riservati e di solito meno propensi a fare grandi presentazioni. Insomma, forse dovremmo motivarli maggiormente, spingerli a mostrare di più i frutti del loro lavoro.

Vi dico una parola chiave: «interdisciplinarità». Potete immaginarvi che tra i due concorsi nascano scambi e sinergie?

David Leuthold: Bisogna riflettere su una questione cruciale, dobbiamo chiederci in che modo comunichino tra loro il mondo dell’architettura e quello dell’ingegneria. Potremmo immaginarci di assegnare una menzione speciale per rendere onore all’interdisciplinarità. Ad ogni modo, l’interdisciplinarità si fa realmente interessante quando ciascuna disciplina è abbastanza forte, quando ha un’identità propria e una propria risonanza.

Premi Master SIA: calendario 2026


Architettura

  • 31.7.2026: ultimo termine per la preselezione ad opera delle scuole universitarie
  • 6. – 15.10.2026: esposizione dei progetti in concorso
    Foyer edificio «HIL», Campus ETH Hönggerberg, Stefano-Franscini-Platz 5, 8093 Zurigo
    Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, ore 7.00–22.00; sabato ore 8.00–12.00.
  • 6. + 7.10.2026: valutazione della giuria
  • 15.10.2026: cerimonia di premiazione
    Auditorio HIL E1, edificio «HIL», Campus ETH Hönggerberg, Stefano-Franscini-Platz 5, 8093 Zurigo, dalle ore 18.00


Ingegneria civile

  • 31.10.2026: ultimo termine per la preselezione ad opera delle scuole universitarie
  • November / Dezember 2026: valutazione individuale dei progetti in base all’ambito specialistico

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