Lan­gen­thal: am­bien­te di vi­ta al­ta­men­te qua­li­ta­ti­vo

Spesso i piccoli enti aggiudicatori si trovano sotto pressione nel gestire progetti di costruzione di ampio respiro. E allora cercano soluzioni semplici ed economiche. Una scelta che, sovente, causa l’insorgere di opere praticamente inservibili, facendo perdere valore al nostro ambiente di vita. Langenthal no, sceglie una via diversa.

Data di pubblicazione
16-12-2021
Laurindo Lietha
Economista della costruzione DAS, specialista Regolamenti / Appalti

Ville neorinascimentali, sedimi di vecchie fabbriche e quartieri operai. Sono questi i principali tratti che caratterizzano la fisionomia urbana di Langenthal, una cittadina ubicata nel circondario dell’Alta Argovia (Cantone di Berna) e il cui aspetto prende forma proprio negli anni dell’industrializzazione. In questo contesto gioca un ruolo di spicco la locale fabbrica di porcellana che, fondata nel 1906, dà origine a un lungo e fiorente commercio di manufatti di pregio. Negli anni Novanta, tuttavia, di fronte a una sempre più accanita concorrenza e in ragione di un cambiato comportamento dei consumatori, la fabbrica si vede costretta a dislocare la propria produzione all’estero. Gli stabilimenti di Langenthal chiudono i battenti. In quegli anni, questa stessa sorte è toccata anche a molte altre località svizzere, dove a causa della bassa congiuntura, diversi stabilimenti industriali sono sprofondati in uno stato di progressivo torpore, cadendo infine nel dimenticatoio. Chi lavorava in fabbrica ha dovuto cercarsi un nuovo lavoro, in molti si sono trasferiti altrove. La prospettiva di grandi investimenti si è fatta sempre più remota e la vita pubblica ha perso man mano vigore e dinamismo.

La via di Langenthal

A Langenthal però non è stato così. La città ha infatti seguito una via diversa, e oggi vive e prospera. Ciò, non da ultimo, grazie all’intento di coloro che avevano in mano le redini cittadine, animati dal desiderio di rendere Langenthal protagonista di una continua trasformazione. Secondo quanto afferma l’arch. Sabine Gresch, responsabile comunale dei lavori edili, tutto questo è stato possibile, grazie, anche e soprattutto, al lungimirante intervento degli attori politici. Consapevoli del patrimonio che Langenthal riveste sul piano della cultura della costruzione, le alte sfere hanno saputo perseguire una politica costruttiva, a prescindere dal colore dei partiti. Le opere che conferiscono alla città il suo particolare carattere sono state inventariate in modo sistematico, numerosi edifici pubblici risanati, si è inoltre investito nei fondamenti della pianificazione territoriale, in un Piano direttore per lo sviluppo degli insediamenti, si è anche elaborata una precisa strategia di sviluppo. Tutto ciò all’insegna di una crescita che è innanzitutto qualitativa anziché quantitativa, e in un’ottica in cui si valorizza lo spazio pubblico, limitando la dispersione degli insediamenti. Nel 2019, Patrimonio svizzero ha reso onore a tale impegno, conferendo alla Città di Langenthal il rinomato Premio Wakker.

L’aiuto degli specialisti

Per la realizzazione di questo ambizioso progetto di sviluppo urbanistico sono stati coinvolti specialisti di grande calibro. Ci si è rivolti consapevolmente ad architetti esterni, senza interessi di parte. Per quasi un decennio, Rolf Mühlethaler e Martin Sturm sono intervenuti in seno alla commissione edilizia e di pianificazione del territorio, contribuendo a dare forma allo sviluppo della cittadina. Quattro anni fa il testimone è passato a Yvonne Rudolf e Fritz Schär. Ora sono loro a rivestire tale ruolo e ad assumersi, affiancati da altri protagonisti, la responsabilità legata alla trasformazione edilizia di Langenthal. 

Attualmente ci sono diversi progetti di pubblica utilità in via di realizzazione. Tra questi quello di riunire nei tre centri scolastici esistenti le nove piccole sedi di asili per l’infanzia, ora decentralizzate, così da formare dei veri e propri centri polifunzionali. L’idea di centralizzare le strutture mira altresì a creare sinergie con la scuola a orario continuato.

Spesso, così ci mostra l’esperienza, i piccoli enti aggiudicatori si trovano sotto pressione quando devono gestire progetti di ampio respiro e finiscono per dare in appalto il lavoro a chi offre soluzioni possibilmente facili e a basso costo. Questa semplicistica corsa al ribasso ha però spesso delle ingenti ripercussioni. Non di rado ne risultano opere che, oltre a non soddisfare lo scopo, rovinano anche il paesaggio. Langenthal invece sceglie una via diversa. La divisione delle costruzioni decide infatti di accompagnare con cognizione di causa le procedure di aggiudicazione, rivolgendosi agli specialisti. Ed è così che, per la realizzazione dei nuovi asili, sono stati indetti tre concorsi a procedura libera.

Procedure garanti di qualità

Le procedure di aggiudicazione sono state strutturate in linea con il Regolamento dei concorsi d’architettura e d’ingegneria SIA 142 e sottoposte a una verifica da parte della SIA. Attraverso il dialogo è stato possibile ottimizzare i programmi dei concorsi, prima di dichiararne la conformità con il regolamento SIA 142. Sul frontespizio i programmi riportano il timbro di conformità SIA, un sigillo di qualità che attesta che le procedure di messa in concorrenza contemplate sono eque e di qualità. Per i partecipanti, il timbro SIA si traduce anche nel rispetto dei propri diritti d’autore, nella tutela dell’anonimato e nella sicurezza che i progetti siano valutati da una giuria competente.

Per i committenti, il regolamento SIA 142 non rappresenta soltanto un fondamento, elaborato in modo paritetico e ormai consolidato, che tutela l’organizzazione di concorsi di elevato livello qualitativo, ma garantisce anche che alle procedure di messa in concorrenza partecipino studi di architettura altamente professionali. Inoltre, gli enti banditori ricevono dalla SIA importanti indicazioni per ottimizzare i programmi dei concorsi.

Un futuro con un’alta qualità di vita

I programmi promuovono altresì una cultura della costruzione di qualità e un impiego sostenibile delle risorse. L’idea portata avanti dalla Città di Langenthal coincide con la visione della SIA, tesa a promuovere un ambiente di vita altamente qualitativo, progettato con lungimiranza, all’insegna della sostenibilità. L’invito, rivolto ad altre piccole cittadine, è quello di prendere Langenthal come modello di riferimento e di seguirne l’esempio.

I committenti privati e pubblici possono inoltrare alla SIA i propri programmi di concorso ai fini di una valutazione, ma non solo, hanno anche la possibilità di rivolgersi all’Ufficio amministrativo per una consultazione durante i preparativi. In questo modo avranno la garanzia che con il proprio bando di concorso i mezzi a disposizione potranno essere impiegati all’insegna della qualità e della sostenibilità, apportando un contributo concreto alla cultura della costruzione. Domande? Scrivete a: 142 [at] sia.ch

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