BKhouse, Giu­biasco

«Desideriamo una scultura, come a Biasca» (Archi 1/2013). I clienti sono una coppia che vuole abitare su un piano con due figli che studiano. Sollecitato da questa telefonata torno sul tema architettura-scultura-abitata e funzionale che è quello che m’interessa maggiormente.

Date de publication
21-04-2016
Revision
21-04-2016

Trasformare aspetti tecnici-funzionali-spaziali in avvenimenti formali architettonici.

L’arch. Aurelio Galfetti mi disse in una precisa occasione: «Sei un formalista, ti emozioni, è un bene». L’arch. Livio Vacchini mi disse: «La forma la decidi tu». Il pittore e scultore Ellsworth Kelly: «La forma è il contenuto». L’architettura pur non essendo un’arte libera può andare a investigare il territorio della forma. «Time» premiò Steven Holl nel 2001 per «gli edifici che soddisfano lo spirito così come l’occhio».

Ho deciso di lavorare a un progetto che proponesse plurime esperienze nel vedere, sentire, vivere gli spazi abitativi. Spazi, scorci, aperture, percezioni diverse. Una discontinua intensità. 560 mq di terreno comodi in centro Giubiasco, indici sfruttati, sovrappongo le due camere dei ragazzi e dispongo la scala per una futura eventuale separazione degli appartamenti. Addizione fusione e sottrazione ad hoc di parti di volume in modo da ottenere l’apparenza scultorea. La luce è usata come materiale da costruzione alla stregua di beton, gesso, pietra, legno, alluminio, vetri trasparenti colorati o satinati. Alcuni stilemi classici della modernità in architettura sono in un unico punto della casa. Continuità interno-esterno, grandi campate, serramento in sottile alluminio naturale e tende morbide a onda fanno parte del grande foro nel volume che inonda di luce l’articolato living composto di zone differenti tenute assieme dallo spazio davanti alla vetrata di 10.0 x 2.70 m, dove è possibile a rotazione esporre sculture o quadri in visione. Applico una parte del concetto di Tanizaki in Éloge de l’Ombre, lavorando su un livello di raccoglimento e protezione negli spazi privati, le camere.

Sottraendo la porzione di volume che ha formato la scenografica zona dell’entrata, si aggiunge un tema strutturale importante. Tutto il volume delle camere si comporta come il cassone di un ponte posto a mo’ di mensola. Il fulcro del sistema sono i setti di parete del vano scala estero e interno che ne sopportano la compressione, controbilanciato nella leva dal setto tra camera e loggia che ne sopporta la trazione. Il cassone ha la sua piattabanda nella soletta di copertura sottoposta a trazione e i lembi inferiori delle travi-parete sottoposti a compressione.

Un ambiente accogliente è il frutto di una lenta accumulazione di oggetti che ci piacciono, com’è successo con i miei clienti e la loro collezione d’arte. Hanno poi scelto l’architetto per aggiungere la parte importante che è il contenitore della loro vita e delle loro opere, diventandone uno dei principali attori.

Durante uno dei meeting, presenti i clienti, la dl, l’ingegnere, l’architetto e decine di disegni e modellini in polistirolo, si sono prese le decisioni importanti per la stesura del progetto definitivo tenendo in considerazione le esigenze del gruppo: concetto-finanze-funzioni-gestione-struttura.

Il marmo bianco screziato di Peccia si sporcherebbe se non ci fosse un camminamento attorno alla casa. Il cliente mi propone l’utilizzo dei dadi di Porfido rosso usato proveniente dal Viale Stazione a Bellinzona posato nel 1928; la fortunata possibilità di utilizzare un materiale affascinante per provenienza. Sul confine lungo la strada pensiamo a un cancello in parte scorrevole volutamente brutale in modo da inserire un altro elemento eterogeneo.
La scultura «Cavallo in caduta»di Giuseppe Lorenzetti nell’angolo in alto a destra della facciata sud-est richiama alla mente la biblioteca cantonale di Lugano di Rino Tami del 1940. 

Nella casa sono presenti tra le altre, opere di: Valsangiacomo, Frà Roberto, Filippini, Nag Arnoldi, Coffari, Cotti, Emery, Carcano, Totti, Cairoli, Giannini, Sessions, Lorenzetti, Prior, Lienhard.

Committenza: Raimondo e Ulla Bizzozero, Giubiasco

Architettura: Luca Coffari; Coldrerio

Direzione Lavori: Filippo Pacino; Giubiasco

Ingegneria: Roberto Mondada, Balerna

Ingegneria RS: Diego Fenazzi, Bellinzona

Protezione antincendio: CISPI Sagl, Paradiso

Fotografia: Marcelo Villada Ortiz; Bellinzona

Date: progetto 2013, realizzazione 2014–2015

Standard energetico: MoPEC 2008

Intervento: nuova costruzione

Superficie di riferimento energetico (Ae): 226 mq

Riscaldamento: 100% pompa di calore aria/acqua

Fabbisogno di calore per riscaldamento (Qh): 170 MJ/mqa

Elementi involucro: Tetto: U=0.11 W/mqK, Pareti: U=0.17 W/mqK, Pavimento: U=0.21 W/mqK, Finestre: U=0.92 W/mqK