Una tra­sfor­ma­zio­ne cul­tu­ra­le

Intervista a cura di Susanne Schnell, specialista Servizio Comunicazione / Content Manager presso la SIA

Il programma Cultura delle prestazioni e degli onorari della SIA è un progetto globale coerente e ben coordinato che mostra come calcolare in modo trasparente gli onorari delle prestazioni di architettura e d’ingegneria. In questo contesto, gli RPO, la piattaforma Benchmarking SIA e la Value app rivestono un ruolo cruciale.

 

Data di pubblicazione
23-07-2026

Nei mesi di febbraio e marzo, la serie di eventi RUNDUM—SIA è stata ospite di diverse città svizzere con l’obiettivo di dare vita al dibattito sul futuro degli onorari. In occasione degli incontri, si è parlato a più riprese di «cultura delle prestazioni e degli onorari». Marco Waldhauser, vicepresidente SIA, Clemens Blum, presidente della Commissione centrale per i regolamenti (ZO) in seno alla SIA, e Laurindo Lietha, responsabile del programma approfondiscono il tema e chiariscono aspetti importanti. 

 

Che cosa intende la SIA con il programma Cultura delle prestazioni e degli onorari?

Marco Waldhauser: Con il programma Cultura delle prestazioni e degli onorari, la SIA si impegna in favore di una trasformazione culturale sul lungo periodo nelle pratiche legate alla fornitura di prestazioni e all’aggiudicazione. L’obiettivo centrale è quello di garantire prestazioni trasparenti, onorari equi e una visione comune della qualità e del valore aggiunto. Il programma illustra come le prestazioni di architettura e d’ingegneria possano essere definite e retribuite con lungimiranza e trasparenza, in un’ottica orientata ai valori, e anche come i diversi strumenti interagiscano tra loro.

 

Potreste spiegarci meglio qual è interazione tra questi strumenti?

Laurindo Lietha: Ci sono tre colonne portanti, vale a dire i regolamenti per le prestazioni e gli onorari (RPO), la piattaforma Benchmarking e la determinazione del tempo necessario mediante la Value app. Questi tre pilastri costituiscono la base per l’aggiudicazione di un mandato. Inoltre, gli RPO rappresentano il fondamento su cui poggiano i processi di progettazione di buona qualità e su cui verte una collaborazione equa fra tutti gli attori coinvolti nella costruzione di un’opera.

La piattaforma Benchmarking permette agli studi di progettazione di valutare la propria situazione economica, mettendo a confronto le proprie cifre economico-aziendali con quelle di altri studi. Grazie alla piattaforma, gli studi hanno una base di riferimento per ottimizzare la propria gestione operativa, per stabilire le proprie spese e per calcolare le tariffe orarie.

La Value app permette di stimare il tempo di lavoro necessario per la fornitura di una prestazione di progettazione, facendo riferimento a forme organizzative stabilite, come pure alle funzioni e alle descrizioni delle prestazioni riportate negli RPO. L’applicazione offre così una base di negoziazione oggettiva per i mandanti e per i mandatari.

È ipotizzabile che, in futuro, possano essere proposti anche altri modelli utili a determinare il tempo necessario, modelli adatti a mansioni dove non è pertinente utilizzare la superficie come parametro determinante.

 

Secondo voi, dove risiedono le opportunità di questo programma?

Marco Waldhauser: La qualità del costruito presuppone un giusto rapporto tra prestazione e onorario. Il trittico RPO, piattaforma Benchmarking e determinazione del tempo necessario, ad esempio con la Value app, ci offrono la base per riuscire a garantire tale equilibrio.  

Con la Value app, in primo piano non ci sono più i costi dell’opera. L’onere della progettazione viene calcolato sulla base di parametri più concreti e legati al progetto specifico. Tra questi vi sono il tipo di utilizzo e di costruzione, le dimensioni e anche la complessità del compito. Tutto ciò offre la possibilità di affrontare in modo più aperto e onnicomprensivo le sfide del momento come il costruire circolare, gli approcci low tech, l’obiettivo dello zero netto e gli altri obiettivi posti in ambito energetico.

 

La consultazione tenutasi nel quadro della revisione degli RPO SIA 102, SIA 103, SIA 105 e SIA 108 ha riscosso ampia partecipazione. Come hanno reagito le commissioni al proposito?

Clemens Blum: Abbiamo preso molto seriamente le reazioni scaturite dalla consultazione; ci sono giunte circa 3800 prese di posizione e alcune lettere.

Dopo una prima analisi, abbiamo invitato a una tavola rotonda tutte e tutti coloro che avevano espresso le maggiori critiche, in modo che le commissioni potessero capire ancora meglio le obiezioni sollevate. Inoltre, hanno fatto seguito diversi altri incontri, in gruppi più piccoli. Dato che molti dei riscontri pervenuti concernevano l’ambito dell’architettura, è stata soprattutto la commissione 102 che ha preso contatto direttamente con i progettisti per cercare il dialogo.

Parallelamente, tutte le prese di posizione sono state esaminate con grande meticolosità da tre gruppi di lavoro suddivisi in base a temi specifici. Le commissioni hanno svolto un lavoro enorme, hanno modificato gli RPO tenendo conto delle critiche pervenute, ottimizzando i regolamenti. Anche se, in un primo tempo, non eravamo certo entusiasti di tutte le reazioni sollevate perché sapevamo che ci aspettava un grande lavoro, ora ne siamo riconoscenti, perché è grazie a tali riscontri che è stato possibile rielaborare ulteriormente i testi.

 

La prossima tappa sarà la procedura di opposizione e poi l’approvazione da parte dei delegati, in vista della pubblicazione. Per quale motivo i tempi sono stati così lunghi?

Clemens Blum: Tutto il processo è certamente durato molto più a lungo di quanto previsto. Ma ne è valsa la pena. La revisione ha permesso di riformulare con maggiore chiarezza diversi punti.

Dato che le commissioni stanno lavorando alla revisione già da oltre cinque anni, lo scorso autunno è stato espresso il desiderio di accelerare l’iter in modo che i delegati potessero dare velocemente la propria approvazione. Per poterci riuscire sarebbe stato necessario svolgere la procedura di opposizione durante l’estate e organizzare un’assemblea dei delegati straordinaria a fine anno. Ad ogni modo, in occasione dell’Assemblea di quest’anno, i delegati hanno deciso in grande maggioranza che era necessario dedicare più tempo al processo. E devo dire che la decisione ci ha rincuorati.

Nei prossimi giorni gli RPO rivisti saranno sottoposti all’approvazione delle commissioni. Faranno seguito le traduzioni in italiano e francese. La procedura di opposizione prenderà il via dopo le vacanze estive. Dopo questa approfondita rielaborazione speriamo vivamente di aver soddisfatto le attese e che le opposizioni siano contenute, in modo che alla fine di aprile del 2027 potremo sottoporre i nuovi RPO all’approvazione dei delegati.

 

Attualmente la Value app per le prestazioni di architettura si trova ancora in una fase pionieristica. Che cosa intraprende la SIA affinché da tale trasformazione nasca uno strumento solido e affidabile?

Marco Waldhauser: Abbiamo lanciato un appello per la raccolta di dati e siamo stati ascoltati. A fine aprile è stato possibile affinare i modelli di calcolo per le prestazioni di architettura. Se guardiamo agli attuali riscontri in merito ai tempi di lavoro calcolati, abbiamo tutte le ragioni per essere ottimisti.

Una volta conclusa la fase pionieristica, i modelli continueranno a essere aggiustati a intervalli regolari, sulla base dei dati raccolti. Sarà una società fiduciaria che si occuperà del rilevamento e che, dopo aver anonimizzato i dati, li metterà a disposizione degli sviluppatori. Partendo da tale presupposto è probabile che la Value app per le prestazioni di architettura possa entrare ufficialmente in uso il prossimo anno, una volta approvata dall’Assemblea dei delegati. Solo con questa convalida, diventerà uno strumento raccomandato ufficialmente dalla SIA. 

 

Quando si potrà contare anche sulle versioni per le discipline ingegneria civile, architettura del paesaggio e impiantistica degli edifici? Anche in questo caso ci sarà prima una versione beta e poi una fase pionieristica?

Laurindo Lietha: Entro fine luglio sarà conclusa la cosiddetta fase «closed alpha». Questa fase, durante la quale l’app è riservata a una cerchia ristretta di utenti, serve a verificare che il metodo e l’aggregazione dei dati funzionino per ogni disciplina. Una volta apportate le necessarie correzioni, le versioni beta saranno messe a disposizione, presumibilmente da questo settembre.

 

Nella Value app, le descrizioni delle prestazioni poggiano sugli RPO. La SIA come garantisce che una volta approvati e pubblicati, i nuovi RPO siano anche integrati nella Value app?

Clemens Blum: Gli RPO sono formulati in modo indipendente, non sono legati a nessun tool specifico. Le prestazioni di base sono rimaste invariate, sono soltanto descritte in modo più dettagliato. L’integrazione dovrebbe quindi avvenire complessivamente senza porre alcun problema. In base all’attuale tabella di marcia, le commissioni metteranno a disposizione degli sviluppatori i progetti dei regolamenti rivisti, su cui verterà la procedura di opposizione, in modo che l’adeguamento possa avvenire in parallelo. 

 

Laurindo Lietha: Uno dei compiti che spetta al comitato di pilotaggio del programma Cultura delle prestazioni e degli onorari è quello di coordinare le interfacce di tutti gli strumenti e di garantire, per il tramite dell’Ufficio amministrativo SIA, che tra gli sviluppatori e gli altri gruppi di interesse possa avvenire uno scambio.

 

In generale, che cosa deve succedere affinché il programma Cultura delle prestazioni e degli onorari non resti uno slogan del momento, ma trovi un’applicazione pratica, nella realtà professionale?

Marco Waldhauser: Da un lato ci vuole una presa di coscienza collettiva che riconosca il valore delle prestazioni fornite dai progettisti e, ne va da sé, anche l’importanza di una retribuzione adeguata. Dall’altro lato, in veste di architetti e ingegneri, dobbiamo essere aperti ad accogliere nuove modalità nella determinazione degli onorari, anche se i processi per arrivare a tali soluzioni non sono sempre evidenti. Infine, come settore, siamo chiamati a riflettere sugli schemi ormai acquisiti, dobbiamo osare rimettere in discussione le nostre pratiche, creare plusvalore per tutti. Tutto ciò nell’ottica di dare forma a un ambiente di vita sostenibile e di elevato valore qualitativo.

 

RUNDUM–SIA farà nuovamente tappa in Ticino il 18 settembre, a Giubiasco, presso inclusione andicap ticino con un evento dedicato al tema della cultura delle prestazioni e degli onorari. Maggiori informazioni.

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