Partecipazione e trasparenza nei concorsi «Aprire la scatola nera»
Dai primi regolamenti SIA del XIX secolo ai recenti concorsi partecipativi di Losanna, la trasparenza e il coinvolgimento dei cittadini stanno trasformando le gare d’appalto in processi più inclusivi, capaci di rafforzare legami sociali e qualità architettonica.
Quasi 150 anni fa, in un contesto in cui mancavano trasparenza ed equità, la SIA introdusse le prime regole in dieci punti per disciplinare i concorsi, in particolare per le grandi commesse pubbliche. Oggi le gare d’appalto sono un processo ampiamente standardizzato, anche se alcuni clienti istituzionali recalcitranti vi si oppongono ancora. Tuttavia, la società è profondamente cambiata e con essa le aspettative sul modo in cui questi processi dovrebbero essere portati avanti. Stanno emergendo nuove aspirazioni, soprattutto in termini di democrazia partecipativa, che impongono un ripensamento delle gare d’appalto, che devono tenere maggiormente conto delle preoccupazioni dei cittadini, fin dalla formulazione del programma e persino nella scelta del sito.
Già nel 1993, la SIA aveva pubblicato una linea guida che proponeva vari modi per avvicinare i non addetti ai lavori al processo decisionale degli esperti e aumentare la trasparenza nella selezione dei progetti. Tuttavia fino alla fine degli anni 2010, solo alcune iniziative pionieristiche hanno cercato di collegare la partecipazione pubblica alla ricerca di soluzioni architettoniche, paesaggistiche e urbanistiche, come quelle gestite da cooperative di residenti o da città impegnate in progetti di spazi pubblici emblematici.
Nella Svizzera tedesca il coinvolgimento del pubblico è stato più frequente, soprattutto a Basilea e Zurigo, in particolare per i progetti di strutture comunitarie. La scuola del quartiere Freilager di Zurigo, ad esempio, è stata giudicata dal pubblico nel 2017, il che ha contribuito a far conoscere il modello pedagogico proposto dalla sua architettura.
Nel 2010, a Losanna, il concorso Plaines du Loup (SIA 142 urbanistica) ha inaugurato un approccio partecipativo con le sue «1000 e una idea». Jean-Bernard Racine, professore di geografia all’UNIL e consulente specializzato, è stato incaricato di rappresentare la partecipazione. Ha svolto un’analisi approfondita delle candidature, compresa un’attenta lettura delle proposte, prima di dare la sua valutazione alla giuria. Nel 2016, un altro concorso SIA 142, per gli spazi pubblici della Sous-Gare di Losanna, ha fatto un ulteriore passo avanti coinvolgendo i gruppi target, in particolare gli utenti della stazione, attraverso sondaggi e interviste, nonché i commercianti, i residenti e i bambini in workshop destinati a confluire nel programma del concorso e a istruire i due rappresentanti pubblici della giuria.
«Aprire la scatola nera dei concorsi al pubblico» è stata una delle principali preoccupazioni della Città di Losanna che, nel 2018, ha invitato la SIA a riflettere insieme su approcci appropriati al concorso per la Place de la Riponne, un importante spazio pubblico, meritevole di un’ampia consultazione piuttosto che di una normale gara d’appalto. Sullo sfondo c’era inevitabilmente la questione della legittimità di un conclave professionale ed ermetico, incaricato di raccomandare in ultima analisi l’esecuzione di un progetto. Come giustificare le proprie scelte di fronte all’organo legislativo, responsabile dell’approvazione del prestito per la costruzione, e soprattutto ai cittadini, che sono i primi utenti del sito riqualificato?
Nel 2019, per perseguire questo obiettivo politico di apertura, la Città di Losanna ha stanziato le risorse necessarie – in termini di tempo e denaro – per sfruttare le linee guida della SIA. In questo modo, ha avviato un ambizioso processo partecipativo, in cui la gara d’appalto ha rappresentato solo un quadro di riferimento per l’espressione professionale.
Durante il concorso di idee SIA 142 per Place de la Riponne e Place du Tunnel, questa volta sono state sfruttate appieno le possibilità di coinvolgimento dei cittadini, prima, durante e dopo il concorso. Infatti, il coinvolgimento dei «non addetti ai lavori» – in realtà esperti nell’utilizzo – è stato evidente: un gruppo di cittadini allargato ha seguito le attività durante tutto il processo partecipativo, e un totale di 16 persone in rappresentanza dei fruitori è stato formato per analizzare i 34 elaborati e presentare le proprie opinioni alla giuria.
Questo modello è stato poi riutilizzato nel 2022 per il concorso di progetti per la riqualificazione di Place du Tunnel e per i mandati di studio paralleli per la Riponne, dove il pubblico ha potuto nuovamente assistere al dialogo finale. A differenza del concorso di idee iniziale, queste due procedure sono finalizzate all’aggiudicazione di appalti edilizi.
Tale esperienza è stata promossa all’estero e molte delle lezioni apprese sono state incorporate nella guida pratica La participation citoyenne dans les concours, mandats d’étude parallèles et études-test, pubblicata nel 2021 dal Canton Ginevra. Questa guida definisce le linee guida metodologiche per facilitare la partecipazione dei residenti ai processi di concorso, studio di prova e MSP.
Il feedback delle parti interessate è stato in gran parte positivo, anche se non mancheranno i critici che descrivono queste iniziative come trovate politiche. Tali esperienze confermano il crescente desiderio di processi più trasparenti e inclusivi. Si tratta di processi in cui la partecipazione dei cittadini e la considerazione delle diverse esigenze favoriscono decisioni radicate nella realtà quotidiana delle persone. Anche il mondo professionale segue con attenzione i dibattiti della giuria, che alimentano e mettono in discussione le sue pratiche. La giuria, da parte sua, ne esce sensibilizzata.
In un momento in cui cresce la militanza a favore di una cultura della costruzione di qualità, l’apertura del concorso è una leva potente per rafforzare l’appropriazione collettiva di idee, progetti e persino nuove spazialità, forme e usi. Rendendo trasparenti i dibattiti della giuria e condividendo le sue argomentazioni dettagliate e la sua rigorosa valutazione delle proposte, il processo testimonia la competenza e l’integrità dei suoi membri.
Questa trasparenza offre alle comunità l’opportunità di partecipare attivamente alla creazione del proprio ambiente, al miglioramento dei loro spazi (pubblici) e al rafforzamento della loro identità e dei loro legami sociali. In cambio, questo approccio potrebbe anche avere un impatto positivo sull’accettabilità dei progetti.
Adattamento del testo a cura di Pablo Valsangiacomo. Articolo originale «Des conclaves et des profanes – la participation et la transparence dans les concours»