L’«en­fi­la­de» o il mi­ste­ro dell’or­di­na­rio

Immeuble aux Boveresses, Lausanne (VD)

Abstract dell’articolo, in italiano, di Camille Claessens-Vallet per la pubblicazione «Cultura della costruzione: qualità e critica».

Data di pubblicazione
28-02-2022

Les Boveresses è un quartiere di Losanna costituito quasi per intero da alloggi destinati a persone che si trovano in condizioni economiche precarie, costrette a lasciare il proprio appartamento non appena il loro reddito aumenta. Gli edifici di cemento a vista con struttura a «redents» ­costruiti negli anni ’60 ricordano a molti i grandi complessi residenziali problematici delle periferie.

Ca­mil­le Claes­sens-Val­let espone la sua scelta.

Il mandato di studi paralleli organizzato nel 2016 dalla cooperativa Logement Idéal per un asilo nido, una ludoteca e un edificio di sessanta alloggi popolari da 1,5 a 6,5 locali mira a promuovere l’eterogeneità ­sociale nel quartiere. Pertanto, alla luce della selezione dello studio Fruehauf, Henry & Viladoms (FHV) che propone un progetto ispirato alla ­morfologia e alla materialità dei sinistri edifici vicini, viene da chiedersi se fosse veramente opportuno riprodurre un simile retaggio. Ma sarebbe un errore fermarsi alla prima impressione. Perché un conto è celebrare un’opera architettonica eccezionale, un ­altro è costruire degli alloggi popolari in cui nessuno è interessato a investire.

Il nuovo progetto delle «Boveresses» è costato in tutto solo 25 milioni di franchi. E al di là dell’aspetto economico, l’osser­vazione dello stesso ne rivela le qualità ­plastiche e spaziali. Il progetto si distingue dall’ambiente tetro e ripetitivo dei grandi complessi confinanti per le sue facciate modanate dalle partizioni verticali. Per apprezzarne le peculiarità, bisogna osservare l’affascinante planimetria del progetto, la cui ortogonalità è regolata da una rigorosa trama di 3,6 m sull’asse nord-sud e da un assemblaggio più morbido sull’asse est-ovest: un’«enfilade». La pianta compatta, ma al tempo ­stesso generosa, offre anche agli alloggi più modesti la solennità ispirata alle ville italiane del XVI secolo.

Questo articolo è stato pubblicato nel numero speciale «Cultura della costruzione: qualità e critica». Ordina adesso!

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