L’arte di saper cogliere i desideri
Clemens Blum è il nuovo presidente della Commissione centrale per i regolamenti (ZO). Per conoscerlo meglio, lo abbiamo intervistato.
Clemens Blum è il nuovo presidente della Commissione centrale per i regolamenti (ZO). Per conoscerlo meglio, lo abbiamo intervistato. Qual è stato finora il suo percorso professionale e quali sono i temi che gli stanno particolarmente a cuore?
«Ho incontrato tante persone nuove, tutte brillanti e profondamente impegnate nel proprio lavoro». È con queste parole che Clemens Blum riassume i primi mesi trascorsi alla presidenza della Commissione centrale per i regolamenti (ZO). La sua nomina risale a maggio del 2025, quando Blum è stato eletto in occasione dell’Assemblea dei delegati della Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA). Il neopresidente della ZO è anche titolare di uno studio di architettura, la società cbl architectes sàrl, con sede a Losanna. La sua attività professionale abbraccia un ampio ventaglio di competenze: dalla progettazione alla direzione generale e dalla realizzazione alla consulenza.
Una fortunata coincidenza
Clemens Blum ha cominciato a interessarsi di architettura un po’ per caso. Anche se nella sua famiglia allargata ci sono alcuni architetti, quello di diventare architetto non era un sogno che aveva già da bambino. Ma poi, proprio quando è giunto il momento di decidere quale strada prendere e che cosa studiare, ecco che i suoi genitori stavano costruendo casa. È così che ha cominciato ad avvicinarsi all’architettura. L’aspetto che da subito lo ha affascinato è stato il fatto che l’architettura riunisce in sé la creatività, la tecnica, l’arte e il costruire vero e proprio. Quello che oggi lo entusiasma maggiormente è saper cogliere i desideri e le esigenze di committenti e utenti, per poi sviluppare soluzioni pragmatiche e pertinenti.
Membro delle commissioni SIA 102 e SIA 131
Il percorso professionale svolto finora e le esperienze raccolte si stanno rivelando un bagaglio utile per svolgere il mandato di presidente della ZO? «Lavorando come architetto e gestendo il mio studio, sono abituato a condurre progetti e riunioni, a definire le tematiche e a indicare la direzione da seguire, oltre a coordinare tutte le persone coinvolte». Quando realizza un progetto, Blum cerca sempre di comprendere a fondo quali siano le esigenze e i desideri che stanno dietro le richieste formulate. È un approccio che si rivela prezioso anche in veste di presidente della ZO.
Ad ogni modo, quello di Clemens Blum non è un nome nuovo all’interno del mondo SIA. Dal 2021 infatti, Blum è membro della commissione SIA 102 «Prestazioni e onorari nell’architettura». Inoltre, l’architetto si è visto impegnato nella revisione degli RPO, prima nel gruppo di lavoro incaricato della «qualità», in seguito in diversi altri gruppi di lavoro. Dal 2022, Blum è anche membro della commissione SIA 131 «Gestione della qualità progettuale nel settore della costruzione».
Focus sulla percezione pubblica
Il tema della qualità, che lo ha accompagnato nel quadro della revisione degli RPO e nel ruolo di membro della commissione 131, riveste per lui un’importanza di primo piano. Ci sono anche altri argomenti che stanno a cuore al neopresidente, tra questi la cultura della costruzione, le competenze professionali, come pure l’economia circolare e la protezione del clima. «Le norme e i regolamenti apportano un prezioso contributo in questi ambiti», aggiunge Blum.
E poi c’è ancora un altro tema per lui particolarmente importante: la percezione che l’opinione pubblica ha nei confronti delle professioni legate al settore della progettazione. «Mi accorgo che la società spesso non comprende del tutto il lavoro dei progettisti. Qual è il nostro ruolo? Che cosa facciamo esattamente?». Clemens Blum sottolinea ancora una volta le questioni su cui pone l’accento nella sua mansione di presidente della ZO. «Dobbiamo mostrare all’opinione pubblica qual è il valore aggiunto che i professionisti attivi nel settore della progettazione apportano a un progetto edilizio». A suo avviso, un aspetto centrale di questa questione è quello di spiegare chiaramente alla società per quale motivo il 20-25 per cento dei costi di un progetto viene investito nel pagamento degli onorari. «La società non capisce che il plusvalore offerto dai progettisti spesso supera nettamente gli onorari», spiega Blum. Proprio per questo, diversi anni fa, ha deciso di impegnarsi attivamente in seno alla SIA: per rendere visibile agli occhi dell’opinione pubblica l’importanza che riveste il ruolo dei progettisti, e ciò per tutta la collettività.
Progettare per l’utenza
In quest’ottica, Clemens Blum ribadisce l’approccio che segue nel suo lavoro, vale a dire il fatto che quando progetta e costruisce mette in primo piano non sé stesso ma l’utenza. L’architetto ritiene che il costruire sia un processo che racchiude un approccio molto democratico. Anche se è la committenza a definire gli obiettivi e i requisiti di un dato progetto, e anche se sono gli architetti a decidere quale forma dare a un determinato edificio, in realtà l’atto di costruire rappresenta qualcosa di più ampio, poiché riguarda tutti coloro che utilizzeranno e contempleranno l’opera nel tempo. «Un edificio resta e continua a essere utilizzato anche quando committenti e architetti sono da tempo passati a miglior vita», aggiunge. «Il processo di costruzione non riguarda soltanto committenti e progettisti, con le loro esigenze di come un’opera debba apparire, riguarda anche tutti coloro che partecipano al progetto. Suppongo che la maggior parte delle persone coinvolte voglia contribuire attivamente a modellare l’ambiente in cui vive, e che scelga di farlo non solo per guadagnarsi il pane». Ed è sempre su questa stessa linea che il nostro interlocutore afferma quanto trovi stimolante poter interagire con persone che hanno alle spalle vissuti molto eterogenei e che provengono da contesti talvolta molto diversi, come pure il fatto di poter riconoscere e promuovere le competenze individuali.
Voce alla Svizzera romanda
Un altro aspetto che gli sta particolarmente a cuore è quello di rafforzare la rappresentanza della Svizzera romanda e dei piccoli studi di progettazione all’interno della SIA. Per raggiungere questo obiettivo, Blum ha tutte le carte in mano. Innanzitutto, è perfettamente bilingue, è infatti cresciuto parlando sia tedesco che francese. Da dieci anni gestisce uno studio di progettazione in cui attualmente lavorano quattro persone. Dal suo studio di Losanna, l’architetto si occupa di progetti che trovano realizzazione in diversi cantoni della Svizzera francese, pertanto conosce bene la realtà romanda. Inoltre, dal 2017 è analista presso l’«Observatoire des marchés publics romands» (OMPr), un osservatorio che monitora le commesse pubbliche nella Svizzera romanda.
Ma non è ancora tutto, Blum è anche docente e insegna nell’ambito di un CAS offerto presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale (HES-SO) a Friburgo. Insomma, un’agenda bella piena. Sua moglie lo sostiene nelle sue numerose attività? Certo, anche lei occupa una posizione dirigenziale presso una grande organizzazione, dunque lo affianca e lo consiglia in tutte le questioni che riguardano la gestione, la conduzione e il reclutamento del personale.
E per staccare dalla quotidianità? Ama il lavoro manuale, e spesso ad aiutarlo ci sono anche i suoi tre figli. Lo scorso anno, ad esempio, hanno ristrutturato insieme uno chalet in montagna. Insomma, non c’è ombra di dubbio: per il nuovo presidente della ZO l’architettura è una vocazione.