Stra­te­gie in­no­va­ti­ve nel re­stau­ro del ce­men­to ar­ma­to

archi 2020 3

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15-06-2020

L'invenzione del calcestruzzo armato ha segnato l'edilizia del Novecento: economico e solido, permetteva di costruire strutture con portate e forme prima impossibili, e sembrava eterno. Eterno, però, non era: come tristemente dimostrato dal crollo del Ponte Morandi, il suo mantenimento richiede un attento monitoraggio e manutenzione. Oggi l'edilizia deve quindi confrontarsi con il mutare del cemento nel tempo. Come scrive Alberto Bologna, «la relazione con il tempo diventa così il principale tema progettuale».

Curato da Stefano Zerbi e Eugen Brühwiler, il numero riflette sulla questione proponendo alcuni esempi di «Strategie innovative nel restauro del cemento armato». Da una parte documenta quindi interventi all'avanguardia per la conservazione di infrastrutture storiche (il Padiglione alla Magliana di Pier Luigi Nervi, i ponti di Robert Maillart e Walter Versell…); dall'altra riflette sul rapporto tra calcestruzzo e tempo attraverso progetti in cui dialogano cementi di epoche diverse (le scuole Nosedo di Massagno, le abitazioni a Monte Carasso).

Tutti interventi che, prolungando la vita di opere esistenti, permettono di rispondere a un imperativo sempre più sentito anche in ambito edilizio: utilizzare in modo sostenibile le risorse. Come scrive nell'editoriale Mercedes Daguerre, «oggi più che mai, prendersi cura – dell’ambiente, del territorio, delle città e dei suoi abitanti – dovrebbe essere il punto di partenza di una nuova fase che dia almeno una possibilità a un domani consapevole e sostenibile».

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