SNBS – Esperienze di applicazione in Ticino
Certificare, progettare, confrontare
Strumento di progettazione prima ancora che certificazione, lo standard SNBS trova applicazione crescente in Ticino, dai concorsi di architettura alle infrastrutture, tra sfide e possibilità.
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Lo Standard Svizzero per la Costruzione Sostenibile (SNBS), prima che un marchio, può essere considerato uno strumento pianificatorio e di progettazione. Va infatti sottolineato che, se le tematiche trattate sono analoghe a quelle affrontate da altri sistemi di certificazione noti di caratura internazionale, così come la suddivisione nelle tre macro-aree è ben consolidata nella dialettica della sostenibilità, la particolarità di fondamentale interesse di SNBS è la forte correlazione con il contesto nazionale e con il relativo pacchetto normativo alle diverse scale istituzionali.
Il manuale si può dunque trasformare in un’utile check-list per progettisti e pianificatori, che consente di valutare gli aspetti rilevanti del progetto in ottica di sostenibilità, con tutti i riferimenti normativi e una ponderazione dei vari aspetti. Questo permette di valutare il progetto, decidere in merito a eventuali carenze, studiare varianti o confrontare tra loro diversi progetti.
Negli anni è stato possibile applicare i principi di SNBS in Ticino in varie occasioni, attingendo all’elenco dei criteri ed eventualmente identificando solo quelli rilevanti nel contesto specifico.
A livello pianificatorio si può citare l’interesse da parte della Sezione della Logistica che, per la gestione del patrimonio immobiliare di proprietà del Canton Ticino, ha necessità di utilizzare strumenti che offrano uno sguardo a 360° sulla sostenibilità, quindi con uno spiccato interesse per il profilo ambientale, ma anche per la pianificazione dei costi nel ciclo di vita. La prima applicazione dei concetti base SNBS (ancora non esisteva il manuale nella forma in cui lo conosciamo) è stata nel 2016, nel confronto tra varianti per lo sviluppo del comparto Rivera-Monteceneri, che attualmente ospita il Centro di istruzione della Protezione Civile. Si può inoltre citare il confronto tra risanamento e costruzione ex novo per le scuole di Lodrino.
I principi base dello standard SNBS, pur senza un richiamo esplicito, sono oggi regolarmente utilizzati per la redazione dei bandi nei concorsi di architettura e per la valutazione dei progetti; la figura del consulente per la sostenibilità è inoltre sempre più richiesta nei team di progettazione ed è presente nelle giurie.
Se lo strumento suscita interesse, la volontà di certificare gli edifici è ancora piuttosto modesta: in Ticino quelli attestati si contano sulle dita di una mano. Le motivazioni sono molteplici. Da un lato, l’informazione ancora scarsa presso progettisti e committenti e l’assenza di un quadro incentivante limitano l’appetibilità dello standard; dall’altro, va notato che l’obiettivo della certificazione è ambizioso e il percorso non è semplice né privo di ostacoli. Va chiarito subito, soprattutto con i potenziali committenti, il ruolo cruciale del contesto: se la parcella su cui si intende costruire si trova in una zona che non rispetta determinati parametri, la certificazione è semplicemente impossibile.
Consumo di suolo, mixité, servizi, integrazione nel tessuto urbano sono solo alcune delle questioni da affrontare il prima possibile, già in fase di studio preliminare, per capire se la certificazione sarà possibile. Superato questo primo esame, la seconda questione rilevante è capire se vi sia la possibilità di colmare eventuali carenze di contesto, ad esempio aggiungendo funzioni al progetto, aumentando lo spazio verde o introducendo altri servizi a disposizione di terzi. In questo senso, i progetti di scala ridotta affrontano una sfida notevole, e l’esperienza maturata sugli edifici certificati in Ticino lo dimostra pienamente. Interventi di dimensioni maggiori, ad esempio complessi che integrano residenze, commercio e servizi, sono naturalmente facilitati, poiché ampliano la platea degli stakeholder e le possibilità di dedicare spazio e risorse all’implementazione di soluzioni semi-pubbliche. Questo premia gli aspetti legati alla sfera sociale della sostenibilità e quindi le esternalità positive che l’intervento edilizio genera sul territorio, fondamentali per lo standard.
Nei criteri SNBS il ciclo di vita dell’edificio assume un ruolo centrale, riprendendo in parte i requisiti già previsti da Minergie-Eco ed ampliandoli ulteriormente. La valutazione non si concentra solo sugli aspetti prettamente energetico-ambientali, ma si estende anche a quelli economici. Alla valutazione dell’energia grigia, delle emissioni in fase di costruzione e della possibilità di adattamento a esigenze future si affianca l’analisi dell’efficienza del progetto sui costi lungo l’intero ciclo di vita, dall’edificazione al fine vita. Gli aspetti richiesti riguardano la facilità di manutenzione ordinaria e straordinaria, la possibilità di adattare l’edificio a esigenze future differenti, quali il cambiamento della destinazione d’uso o la rimodulazione delle unità, nonché la facilità di smantellamento. Completa il quadro la valutazione della sostenibilità economica dell’investimento, a partire dall’appetibilità sul mercato dell’edificio, dai costi di costruzione e dalla ricaduta economica sul territorio, compresa l’assegnazione dei lavori a ditte locali.
Risulta evidente che, oltre al classico sforzo progettuale basato sulle necessità del committente, entrino in gioco una serie di valutazioni da integrare nella progettazione, volte a tutelarsi rispetto al futuro. Attorno a questi concetti emerge il fulcro del significato del termine sostenibilità: gli oggetti edificati oggi continueranno, si spera, a esistere per molti decenni e dovranno dimostrare di possedere la resilienza necessaria ad affrontare il mondo che li circonda, adattandosi alle esigenze di mercato e a eventuali imprevisti. Qualora non fosse più possibile una riqualificazione o un riuso, l’edificio dovrà poter essere smantellato in modo semplice, con possibilità di valorizzare gli scarti.
Se da un lato l’adozione dello standard SNBS sugli edifici è in corso, anche grazie ad alcuni attori con patrimoni immobiliari di dimensioni significative, il futuro pone sfide di portata più ampia. Il passo successivo riguarda la pianificazione a livello di quartiere, con SNBS-Quartiere. In Ticino sono già state svolte valutazioni sulla possibilità di adottarlo per il comparto delle ex Officine a Bellinzona, quando però il sistema era ancora in fase di bozza.
L’altro ambito di espansione dello standard SNBS riguarda le infrastrutture, che si inseriscono pienamente nei temi di base, trattandosi di progetti di grande impatto e con un’aspettativa di vita molto lunga. In quest’ottica, l’orientamento delle scelte odierne comporta ricadute positive o negative per un lungo periodo, con scarse possibilità di introdurre correttivi ex post. Anche nel campo delle infrastrutture l’attenzione alla sostenibilità e ai costi lungo il ciclo di vita è già presente, ma una razionalizzazione e ponderazione degli interessi è necessaria: la definizione di uno standard consente di strutturare il quadro di riferimento per il confronto tra varianti o ottimizzazioni e per una visione complessiva dei temi. Attualmente in Ticino è in corso uno studio pilota per l’adozione dello standard sulle infrastrutture; il caso preso in esame è il progetto della galleria di Moscia, in cui la valutazione dei criteri SNBS si affianca a un iter progettuale tradizionale, inserendosi «in corsa» con lo scopo di valutare lo stato del progetto, i possibili interventi migliorativi e, soprattutto, quale impatto avrebbe potuto avere l’adozione dello standard già in fase concettuale.